Russia: ecco il terribile filmato all’interno dell’aereo che prende fuoco

Atterraggio di emergenza per un aereo passeggeri Sukhoi Superjet-100 della compagnia di bandiera russa Aeroflot.

Il bilancio per ora è di tredici morti di cui due bambini e diversi feriti. In tutto i passeggeri erano settantanove, sei dell’equipaggio. Ancora incerte le cause dell’incidente.

Fonti dei media locali raccontano diverse versioni. Un passeggero dice di aver notato del fuoco su una delle ali, altre fonti parlano di fiamme comparse solo dopo l’atterraggio mentre la versione più accreditata sembra essere quella di un fulmine.

Una fonte ha riferito all’agenzia Interfax che c’è stato anche un primo tentativo di atterraggio che però non è andato a buon fine.

Russia, l’atterraggio al secondo tentativo

Al secondo tentativo, quando l’aereo è riuscito ad atterrare e si è fermato al suolo, subito sono stati fatti scendere i passeggeri lungo gli scivoli di gomma. Da alcuni filmati si riescono a vedere mentre si alza una grossa colonna di fumo.

Il volo era decollato per Murmansk alle 17.50 ora locale ed è stato costretto poco dopo a tornare indietro. Sembra infatti che i piloti avessero lanciato l’allarme a 30 minuti dal decollo.

Diversi i filmati che stanno girando in rete, immagini terribili e che rendono l’idea di quanto sia stato drammatico l’incidente.

Quelle che proponiamo alla fine dell’articolo sono state girate all’interno dell’aereo. Si riescono a intravedere le fiamme su un’ala ma anche del fumo e un colore rosso fuoco dove siedono i passeggeri. Panico tra i passeggeri che gridano disperatamente.

Secondo quanto riportato dal sito Rainews: “L’agenzia ufficiale Ria Novosti informa che Putin ha espresso le sue condoglianze alle famiglie e agli amici delle vittime e ha ordinato di indagare a fondo su quanto accaduto”.

Pochi giorni fa a Jacksonville, in Florida, un boeing 737 della Miami Air International è finito fuori pista precipitando in un fiume.

I passeggeri era 173 ma sono tutti salvi: una tragedia sfiorata. Ed anche in questo caso le cause sembrano essere dovute al maltempo.

Immagini terrificanti da bordo dell’aero Aeroflot bruciato a Mosca

Posted by GeopoliticalCenter on Sunday, May 5, 2019

 

Il video di Natale che è costato solo 50 € ma sta superando spot milionari

“Ricordati quanto ti amo, sarò sempre la tua mamma”: il video di Natale che ha commosso tutti – di Silvia Lucchetti

Il legame oltre la morte tra madre e figlio nel successo dello spot natalizio più “povero” di sempre

Sta spopolando sul web un video natalizio del 2014 – si intitola “Love is a gift” – realizzato dal filmmaker britannico Phil Beatstall che è costato poco più di 50 euro e sta ottenendo molti più clic di tante pubblicità a sei zeri. I soldi non fanno lo spot!

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Il video di Natale che ha commosso tutti

Il video mostra un ragazzo di 30 anni, Chris, che aspetta con impazienza – segnando i giorni sul calendario – che sia Natale per gustare un appuntamento speciale che vive ogni anno.

Quando finalmente arriva il 25 dicembre ascolta l’ultima cassetta che sua mamma, morta anni prima, gli ha registrato.

Si siede, indossa le cuffie, alle sue spalle una capanna del presepe e un piccolo albero addobbato: Chris può “scartare” finalmente il suo regalo.

“Ricordati quanto ti amo. Sarò sempre la tua mamma”Il legame madre figlio supera la morte.

L’amore di una mamma oltrepassa il tempo e lo spazio, è un sentimento immortale: “Vorrei poter continuare a parlarti ogni Natale ma è ora di dirci addio”

Il giorno più felice della mia vita? il giorno in cui sei nato! E prima di salutarlo vuole raccontargli il giorno più bello della sua esistenza che come credo per ogni madre è il giorno in cui ha dato alla luce suo figlio.

“Prima di andare lascia che ti racconti il giorno più felice della mia vita. Il giorno in cui sei nato”

Un video “povero” con il Natale che ci ricorda come l’unico regalo che valga la pena attendere sia l’amore. Fonte: Aleteia

Usa: ecco lo spot più criticato dell’anno: ‘è demoniaco, il male puro’ – Video

Guarda il video pro aborto più controproducente che esista – Video sull’aborto. Ha fatto di più un filmato di 40 secondi che decenni di battaglie pro-life.

Peccato che sia stato pubblicato a sostegno di Planned Parenthood, la più grande catena di cliniche per l’aborto. Brutalmente onesto.

Ci sono o ci fanno? Nasce spontanea la domanda dopo aver guardato il video pubblicato da qualche ora da Agenda Project, un’associazione a sostegno di Planned Parenthood, la più grande catena di cliniche dell’aborto degli Stati Uniti.

Un filmato che sta scatenando polemiche ed incredulità da ambo le parti, soprattutto tra i sostenitori dell’interruzione di gravidanza che, imbarazzati, si chiedono se sia una beffa pro-life.

Si tratta di un breve video (qui sotto) di 40 secondi intitolato “The Chosen” (La scelta), in cui appare una tenera e felice neonata e, accompagnati dal sottofondo musicale di Lullaby, si è invitati a leggere alcune frasi:

«Lei merita di essere amata». E, subito dopo: «Lei merita di essere desiderata». Ed infine, la frase agghiacciante che non ti aspetti: «Lei merita di essere una scelta».

Cioè, “merita” che qualcuno scelga se lasciarla vivere o farla morire. Il video si conclude con l’invito ad appoggiare Planned Parenthood, mentre l’immagine si affievolisce.

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I commenti sul video pro aborto

«Questo dev’essere uno scherzo», ha commentato orripilato il governatore del Texas, Greg Abbott. «Altrimenti è davvero sconvolgente».

L’attrice pro-aborto Patricia Heaton ha scritto a sua volta: «Ehm…quale genio di @PPFA ha deciso che questa era una buona idea? Mostrare una bella bambina ed elencare i criteri necessari per evitare di abortirla!?».

La cantante pop Kaya Jones non è invece riuscita a trattenere il disgusto: «Per favore preparati, questa è la cosa più demoniaca. Il male, è il male puro».

Una giornalista del National Review, infine, ha commentato: «Questo spot sembra essere stato creato da un gruppo anti-aborto o da uno spettacolo di satira per far sembrare le persone pro-choice come orripilanti mostri. Ma non è così».

Se ci si pensa un attimo, le cose sono ancora più tragiche. Concentriamoci sulla scritta: «lei merita di essere una scelta».

L’omicidio violento di una bambina viene presentato come qualcosa che la bambina stessa “merita”, ne è dunque degna. Se una cosa è “meritata” significa che è una ricompensa o una punizione.

I produttori di questo video apprezzerebbero di essere “premiati” nel modo che loro auspicano per altri esseri umani?

Immedesimandosi nella brutale e omicida filosofia dei “pro-aborto”, si può pensare che si siano dimenticati del testo.

Forse, avrebbero dovuto dire: «Lei merita di essere amata, merita di essere desiderata, ma se non lo è, allora merita di morire».

Tuttavia, ciò presuppone che tutti coloro che non sono amati o desiderati dai loro genitori “meritano” che un altro decida sulla loro vita.

Il che coincide perfettamente con il pensiero delle femministe di Non una di meno, ma non è meno disumanamente brutale.

Il video pro aborto più scioccante e onesto

La seconda cosa che rende tale video così inquietante è che è schiettamente onesto. Non ci viene mostrato un “grumo di cellule” ma una bambina, alla quale ci si riferisce con il pronome “lei” e non con “it”, che in inglese si utilizza per indicare animali, oggetti o tumori da estirpare, come i gruppi pro-choice a volte chiamano i bambini non nati.

Sembra quasi che si faccia il possibile per evidenziare la bellezza, l’amabilità ed il miracolo della vita. Eppure l’ultima frase arriva come una pugnalata, sia per i sostenitori che per gli oppositori.

Nessun pro-life avrebbe potuto pensare un video più scioccante ed onesto di questo, che più aiuta la causa della difesa della vita.

Ha fatto più un filmato di 40 secondi che decenni di battaglie per cercare di spiegare la disumanità di scartare le persone indesiderate, solo perché non ancora nate. Chapeau!

Fonte: UCCR – Titolo originale: Guarda il video pro aborto più controproducente che esista

Nadia Toffa, altro che Le Iene: ha detto cose davvero rivoluzionarie – Video

«Ho il cancro e non è una sfiga, il Signore non è crudele» – Nadia Toffa e il cancro.

Una testimonianza significativa sul senso del male, una risposta all’oncologo Umberto Veronesi secondo il quale il cancro è la prova che Dio non esiste.

Vagliate tutto e trattenete ciò che vale. Così insegnava San Paolo, così ci sforziamo di fare, anche in questo caso.

Non c’è mai stata molta simpatia per Nadia Toffa, conduttrice de Le Iene e nota paladina di battaglie contro la vita (utero in affitto) e contro la verità.

Nadia Toffa ha un cancro.

Guardiamola però come una semplice donna, ammalata e perciò profondamente ferita dalla vita, che sta facendo i conti con la morte e con il superfluo dell’esistenza.

E quando uno ha un cancro e parla di Dio, ringrazia il Signore, vive la malattia come un dono, una croce da portare: o è completamente uscito di senno oppure crede in ciò che dice, è autentico e sta offrendo una testimonianza importante, chiunque esso sia.

Anzi, una contro-testimonianza rispetto a quella dell’oncologo Umberto Veronesi, quando disse: «Allo stesso modo di Auschwitz, per me il cancro è diventato la prova della non esistenza di Dio».

Nei giorni scorsi era scoppiata una polemica su Nadia Toffa, incredibilmente diventata famosa in tutto il mondo da quando si è ammalata.

Per la prima volta ha scontentato la marea di follower che la seguono parlando del cancro come un “dono”.

Un concetto di chiara impronta cristiana e sorprendente per una che non aveva mai dato segni di particolare profondità esistenziale, anzi nota per sponsorizzare, con la solita finta sdolcinatezza, la maternità surrogata e altri miti del progresso.

Il 12 ottobre scorso, poi, è stata ospite a Verissimo di Silvia Toffanin, uno dei tanti programmi televisivi di gossip e di applausi irritanti.

L’ex Iena, gonfia in volto, provata da chemioterapie e medicine, ha raccontato di sé e della malattia e lo ha fatto con affermazioni davvero insolite, sia per lei che per la televisione in generale.

Le parole di Nadia ed il rapporto con Dio

Anche i sacerdoti che vengono talvolta invitati a questo tipo di trasmissioni restano spesso sul vago, parlano del Creatore e dell’Amore, termini più distaccati, neutrali e meno esplosivi. La Toffa invece no:

«All’inizio mi chiedevo: “perché proprio a me?” Chi è che vuole il cancro? Nessuno. E’ una brutta notizia. Ma poi mi sono detta: “perché non a me?”. Questo è il mio dolore, me lo devo portare. E’ il mio fardello. Il Signore mi ha dato una sfida che io posso magari non vincere, ma l’importante è mettercela tutta. Combattere, sempre. Non bisogna mollare, il Signore non è crudele. Da una sfiga si può trovare anche qualcosa di buono, il Signore non è cattivo, lo ripeto, non ci vuol veder soffrire. E’ una prova per farci migliorare, per essere persone migliori».

O Nadia Toffa è completamente impazzita oppure sta facendo un’esperienza misteriosa e la sta giudicando con onestà.

La malattia vista non come sfiga ma come croce da portare, non un castigo di Dio ma un male della natura che il Signore non ha voluto evitare per poter trarne un bene maggiore, perché il Suo disegno è misterioso e le Sue vie non sono le nostre.

Nadia conferma le parole della Chiesa

Il Signore non è cattivo, testimonia Nadia, facendo entrare questo vertiginoso giudizio in milioni di case, in milioni di vite umane, in milioni di persone abituate a cambiare canale o a tappare le orecchie appena ascoltano qualcosa di “religioso”, magari pure credenti ma abituate a ragionare sulla vita con i canoni a-teistici di “fortuna” e “sfortuna”.

Non solo il male non è un’obiezione a Dio, come disse Veronesi. Ma, anzi, diventa misteriosamente l’occasione, per chi lo sperimenta, di testimoniare la Sua bontà e la positività della realtà.

E di confermare le parole della Chiesa: «All’uomo che soffre, Dio non dona un ragionamento che spieghi tutto, ma offre la sua risposta nella forma di una presenza che accompagna, di una storia di bene che si unisce ad ogni storia di sofferenza per aprire in essa un varco di luce» (dall’enciclica Lumen Fidei). Fonte UCCR

4 novembre: il video censurato dal governo e la versione che piace al M5S

“Troppo duro”. Ecco il video per il 4 novembre censurato dal governo (Video)di Davide Di Stefano

Roma, 22 ott – Non sembrano smorzarsi le polemiche per la celebrazione del centenario del 4 novembre.

Dopo l’attacco dell’ex generale Bertolini, che aveva definito la locandina diffusa dal Ministero della Difesa roba adatta “alla festa della mamma”, adesso arriva il video della discordia.

Il video per il 4 novembre è troppo “combat”

Secondo quanto riferito da fonti militari, lo spot ufficiale per il 4 novembre era stato approvato dal ministro della Difesa Trenta, incontrando però la censura della Presidenza del Consiglio.

Il problema? Troppo “combat”, troppo militaresco, si vedono i nostri soldati intenti a sparare (orrore!) o a curare feriti in azioni di guerra, invece che passare il tempo ad aiutare le vecchiette ad attraversare la strada.

Anche il testo, dove si parla di una scelta difficile, di amor di patria, è ritenuto troppo “hard”, troppo patriottico per la linea antimilitarista del 5 Stelle, che sogna un’Italia modello Costa Rica, ovvero senza forze armate e nulla sul piano internazionale.

In un primo momento sembrava fosse arrivata una censura totale, ora sembra che verrà edulcorato.

Nel dubbio noi vi mostriamo il video come è stato prodotto, anche con grandi sforzi tecnici ed economici a giudicare dall’alta qualità. Ecco il video:

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Questo sembra invece un video che potrebbe sostituire il precedente (o accompagnarne la versione edulcorata) totalmente diverso e improntato ad un pacifismo patetico, dove i soldati appaiono come il “braccio armato” della Caritas e con lo stile denunciato da Bertolini della “Festa della Mamma”. Ecco il video:

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Fonte: IL PRIMATO NAZIONALE – Titolo originale: “Troppo duro”. Ecco il video per il 4 novembre censurato dal governo (Video)

Bambina in affido scopre che quella diventerà per sempre la sua famiglia

Una bambina in affido scopre che quella diventerà per sempre la sua famiglia (VIDEO)di Paola Belletti

La mamma e il papà hanno impacchettato per lei un regalo che non si può toccare, comprare o vendere: la gioia di appartenersi!

L’obiettivo è sul faccino dolce di questa bambina e sul profilo di quelli che lei di sicuro ha già promosso nel proprio cuore come genitori adottivi.

Eppure non lo sono ancora, la piccola è stata data loro in affido, fino ad ora. E’ il giorno del suo compleanno, festeggerà forse gli otto, i nove anni?

Arriva sul tavolo una bella scatola rosa pallido. E’ la mamma ad appoggiarla davanti a lei.

L’emozione della bambina in un video.

L’emozione è palpabile, il dialogo tenerissimo e commovente. “La cosa più bella che vedrete oggi sul web”, ci avverte l’ABC che come altri network ha acchiappato e pubblicato questo scampolo di bellezza.

Certo il dubbio che una cosa così importante dovesse essere risparmiata dalla corrente vertiginosa dei social può venire.

Eppure ormai sono parte della nostra quotidianità e in fondo rispondono al desiderio di condividere con gli altri la propria gioia. Notizie così strepitose vanno urlate dai tetti..

C’è un altro regalo per te… devi leggere. E’ contenta, sa che è la sua giornata e può essere viziata e coccolata con tanti doni ma a questo non era pronta. Toglie la carta, gira il quadretto e legge:

“Io sarò adottata”. Il sorriso non basta ad esprimere la gioia profonda che la riempie, diventa pianto. Così succede anche ai genitori…

Papà, abbracciandola: Sarò sempre qui per te. La bambina, tuffandosi nello sguardo della mamma, dice: Sono fortunata

La mamma: Ora ci siamo noi ad aver cura di te, a proteggerti sempre. Ci credi davvero? È troppo bello!

This will be my favorite video I ever share. This was the day we told our daughter that we were going to be able to adopt her (and her brother and sister)! She had been praying to be adopted and we found out on her birthday that it was going to happen! So the next day we gave her this surprise box! God's timing was perfect!Our kids spent 1,128 days in foster care, over 3 years. It is so hard on children to live in such uncertainty. Adoption is amazing and we want others to know that adopting older children and sibling groups can be the most beautiful adventure you could ever have! (I do not give permission for anyone to use this video for their own page, website etc. if people want to re-share this original post that is ok.)

Posted by Paige Zezulka on Friday, August 24, 2018

Guardando l’account FaceBook della mamma, Paige Zezulka, la foto del profilo spiega meglio il carattere e la storia di questa famiglia.

I bambini adottati sono tre ed ognuno stringe in mano il quadretto che ricorda a tutto il mondo quando è stato adottato.

PAIGE ZEZULKA FAMILY

La ragazzina del video è la più grande e ha atteso 1128 in foster care, in affido, prima di essere adottata. Guardate che belli tutti insieme! Fonte: Aleteia

Si presenta al matrimonio dell’amante vestita in questo modo

È il giorno più bello, quello che immagini sin da quando sei piccola e mai potresti pensare che sul più bello arriva l’amante del tuo futuro marito.

Purtroppo però per questa giovane sposa, questo giorno si è rivelato un vero e proprio incubo.

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Succede a Benoni nel nord-est del Sudafrica durante la cerimonia nuziale. Sul più bello in chiesa si presenta un’altra donna vestita da sposa, è l’amante del marito, tutti restano sconvolti.

E’ l’incredibile storia accaduta e divenuta già virale sui social network, dove il video pubblicato hanno fatto una vera e propria “strage” di condivisioni.

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“L’amante è arrivata alle nozze con un abito da sposa, lo sposo sta cercando di calmare la situazione”, si legge nella didascalia a corredo del video, postato su Twitter subito dopo il fatto, probabilmente da uno degli invitati.

L’imbarazzo è alle stelle con la sposa ufficiale ferma sull’altare a osservare quanto accade in chiesa.

Gli invitati hanno iniziato ad urlare e sbraitare dopo aver visto l’amante in abito da sposa arrivare sino all’altare.

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La sposa-amante percorre tutta la navata della chiesa fino ad arrivare all’altare dove si trovano la vera sposa e lo sposo che resta, ovviamente, atterrito.

Ecco il tweet contenente il video, pubblicato probabilmente da un invitato

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Possiamo solo immaginare le conseguenze di questo gesto così eclatante. Avrà fatto bene questa donna a compiere questo gesto oppure avrebbe dovuto risolverla in maniera diversa?

Cerca esercito russo su Google troverai cose che non immaginavi

Esercito russo: le 5 curiosità più cercate su Google – articolo tratto dal sito Russia Beyond

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Se qualche volta vi siete chiesti perché l’esercito russo è il migliore al mondo o perché i soldati indossano spesso magliette a righe… beh, non siete i soli! Ecco le domande più frequenti cercate su internet

Perché i soldati dell’esercito russo hanno berretti così grandi? Sono diversi i motivi per cui i berretti cerimoniali sono così grandi. E non è dovuto al fatto che i russi sono “capoccioni”.

In primo luogo, c’è bisogno di spazio per sistemare il pennacchio, davvero molto grande! In secondo luogo, la decisione di realizzare cappelli così ampi è stata presa dallo stilista che nel 2008 ha realizzato le nuove divise dell’esercito russo.

Lo stilista aveva anche subito alcune critiche, accusato di aver realizzato delle uniformi più alla moda che pratiche.

Ad ogni modo il disegno dei berretti è risultato comodo e caldo per l’inverno. L’ideale per affrontare la fredda stagione in Russia!

Perché l’esercito russo sfila sulle note della canzone di Sponge Bob?

Perché i soldati russi non si limitano a combattere i malvagi e a costruire missili… hanno anche un certo senso dell’umorismo e una buona immaginazione! Ecco un altro divertente video realizzato dai soldati russi.

Perché nell’esercito russo si usano magliette a righe?  In Russia questa maglietta è conosciuta con il nome di “telniashka”.

Le prime magliette di questo tipo vennero realizzate nel XIX secolo. Secondo la leggenda, nel 1868 il Gran Duca e ammiraglio Konstantin Nikolaevich Romanov stava rivedendo le truppe della fregata “Ammiraglio Generale”. Tutti i soldati stavano indossando una maglia a righe che avevano trovato in Europa.

I marinai sottolinearono la funzionalità e la convenienza di questa divisa, così, un paio di anni più tardi, nel 1874, il Gran Duca suggerì all’imperatore che firmasse un decreto per inserire questa divisa.

Gli stranieri possono entrare a far parte dell’esercito russo?  Il Ministero della Difesa consente ai cittadini stranieri di unirsi all’esercito nel caso in cui abbiano la fedina penale pulita e parlino bene il russo.

Al giorno d’oggi “i soldati stranieri possono prendere parte alle operazioni durante i periodi di legge marziale così come durante i conflitti armati, secondo i principi generali delle leggi internazionali, degli accordi internazionali e della legislazione russa”, afferma un comunicato pubblicato dal Cremlino.

Perché l’esercito russo è il migliore del mondo? Siamo onesti, non è vero. Tuttavia bisogna ammettere che ci sono alcuni sistemi e degli armamenti che, senza dubbio, non hanno rivali.

Ad esempio il sistema antiaereo S-400 “Triumf” può abbattere caccia id quinta generazione. La versione più moderna, l’S-500 “Prometei”, è addirittura capace di abbattere missili ipersonici e oggetti spaziali non troppo lontani.

Tuttavia ci sono anche alcuni settori in cui l’esercito russo deve comunque migliorare: ad esempio la marina dovrebbe sostituire le vecchie imbarcazioni e avrebbe bisogno di nuovi investimenti per ottenere mezzi di nuova generazione, oltre a nuove portaerei. Fonte Russia Beyond

Cina: il video choc della baby sitter in ascensore

Cina, questo video della baby sitter in ascensore ha indignato e fatto arrabbiare tutto il web. E’ l’incubo di ogni genitore che purtroppo per questa mamma è diventato realtà

Ogni mamma sa com’è doloroso separarsi da un figlio in lacrime, ma quante volte sono costrette a farlo: per lavoro, un impegno inderogabile, una visita medica importante.

In questi casi l’unica cosa che un genitore può fare è affidare la custodia del figlio a qualcuno, che sia un familiare o un professionista.

E oltre al dolore di vedere il piccolo in lacrime subentra anche la preoccupazione, perché lasciamo quella piccola vita lontana dai nostri occhi e a noi non rimane che fidarci.

Per questa mamma purtroppo l’incubo è diventato realtà perché quella preoccupazione era più che giustificata.

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Il video è stato realizzato dalla videocamera di sorveglianza dell’ascensore di un appartamento in Cina.

Dopo aver salutato la mamma, le porte dell’ascensore si chiudono e il bimbo di un anno inizia a piangere.

Una reazione più che normale per un bambino così piccolo, ma la baby sitter non sembra pensarla allo stesso modo.

La baby sitter in ascensore, pensando di non essere vista, inizia a colpire il piccolo alla pancia, facendolo piangere ancora più forte.

Dopo averlo messo nel passeggino, a causa dell’insistenza del pianto del bambino, lo colpisce ancora con rabbia anche sulla testa.

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Ovviamente il video ha indignato e fatto arrabbiare tutto il web. Chissà che strazio avrà provato quella mamma nel vedere cosa succedeva al suo bambino quando si trovava solo con quella donna isterica e senza cuore.

Ci auguriamo che nessun altro bambino finisca più nelle sue mani e che venga punita dalla legge per quello che ha fatto a quel povero piccolo indifeso.

Ecco il video della baby sitter in ascensore:

https://www.youtube.com/watch?v=aA6QQ8Y2v44&feature=youtu.be

Ecco l’unico zucchero da utilizzare senza rischi per la salute VIDEO

Questo è l’unico zucchero da utilizzare tutti gli altri sono veleni – Zucchero o dolcificante? Quale alimento causa meno danni alla salute?

Il dolcificante, verrebbe da dire. Ma la risposta non è così semplice, stando a quanto afferma il dottor Franco Berrino.

Secondo l’epidemiologo dell’Istituto dei Tumori di Milano non dobbiamo assumere né zucchero raffinato né dolcificanti naturali come la stevia, che ora va tanto di moda, vanno bene.

Nel video che potete vedere sotto Berrino dice: “La stevia è 200 volte più dolce dello zucchero.

Chiaramente (aspartame e stevia, ndr) non ti possono far alzare la glicemia perché non c’è il glucosio, ma noi sentiamo il gusto dolce non solo in bocca, ma anche nell’intestino.

Quando arriva qualcosa così dolce come la stevia si aprono le porte per assorbire il glucosio“.

Nei nostri studi, continua Berrino, “viene fuori chiaramente che chi beve le bevande zero si ammala di più di diabete, si ammala di più di sindrome metabolica.

E il meccanismo è questo: sale di più la glicemia.  La soluzione “è andare verso gusti meno dolci e usare la frutta per dolcificare.

Nella frutta e nel miele il fruttosio è accompagnato da migliaia di altre sostanze, come vitamina C dei frutti e i polifenoli del miele, che ne moderano l’effetto nocivo”, conclude il medico.

Zucchero o dolcificante? Berrino: ‘Il modo migliore per dolcificare è la frutta’

Nel video sopra, invece, il dottor Berrino dà alcuni consigli sulla colazione perfetta:  “Il modo migliore per dolcificare è la frutta.

Per esempio si può fare un’ottima colazione dolce con il muesli fatto con i fiocchi d’avena, con le nocciole con l’uvetta sultanina, con pezzettini di frutta secca.

Se noi invece al mattino mangiamo i biscotti zuccherati nel latte zuccherato si alza moltissimo la glicemia e quando si alza la glicemia il pancreas risponde producendo molta insulina che fa abbassare la glicemia perché permette allo zucchero di entrare nelle cellule.

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Sapete, le nostre cellule vivono bruciando glucosio. Però quando la colazione è molto dolce il pancreas produce molta insulina e allora dopo un po’ si va in ipoglicemia che vuol dire che più dolce si mangia e più viene fame di zucchero, perché quando si va in ipoglicemia si ha fame di zucchero.

Questa è la ragione per cui molti giovani alla fine della mattina sono nervosi, sono distratti, non riescono a concentrarsi perché non c’è abbastanza zucchero nel sangue e non c’è abbastanza zucchero perché abbiamo mangiato troppo zucchero.

Il miele è anche meglio dello zucchero, ma è meglio non mangiarlo a colazione. Il miele è meglio mangiarlo a merenda, dopo che si è fatto un’intensa attività fisica.

Se avete fatto una partita di pallone di quelle che vi troncano, che vi fanno male le gambe, vuol dire che avete consumato tutto lo zucchero che è normalmente depositato nei muscoli sotto forma di glicogeno.

I muscoli hanno consumato tutto i loro zuccheri e allora anche se entra qualcosa come il miele che fa aumentare molto rapidamente la glicemia, questa glicemia non farà danno perché andrà a rimpiazzare quello che è stato consumato”. Fonte: Buzz story