Zuckerberg, Kidman, Beyoncé, tutti i Vip che hanno subito lo stesso trauma

Zuckerberg, Kidman, Beyoncé

Zuckerberg, Kidman, Beyoncé … hanno perso un bambino e hanno voluto raccontarlo – di Cecilia Zinicola

Molte star hanno condiviso il proprio dolore per un aborto spontaneo per sostenere chi ha vissuto la stessa esperienza

Prima della 20ma settimana, nel 15% delle gravidanze si verifica la maggior parte degli aborti spontanei, una perdita molto dolorosa per tante donne e coppie, che ovviamente si aggrava quando si ripete.

Alcuni personaggi famosi che hanno subìto degli aborti spontanei e anche ricorrenti (perdita di due o più bambini) hanno espresso la propria sofferenza di fronte a questa realtà dolorosa importante da conoscere e trattare perché non facile da affrontare, visto che ha un profondo impatto emotivo sia sulla madre che sul padre.

Queste celebrità hanno trasmesso i propri sentimenti: dolore, scoraggiamento, disamore, paura per le gravidanze future, solitudine, tristezza, depressione, senso di colpa…

Il famoso chef Gordon Ramsay e sua moglie Tana hanno voluto commentare la triste notizia attraverso il loro account di Facebook: “Abbiamo avuto un fine settimana devastante visto che Tana ha purtroppo abortito nostro figlio al quinto mese di gravidanza. Stiamo guarendo insieme come famiglia, ma vogliamo ringraziare tutti ancora una volta per il sostegno incredibile e gli auguri”.

Anche Kathie Lee Gifford ha comunicato al pubblico di Live with Regis and Kathie Lee di aver perso il suo bambino dicendo: “Finché non si vive sulla propria carne un aborto spontaneo non si capisce davvero questo dolore”.

Mariah Carey ha commentato ad Access Hollywood come la sua prima gravidanza con Nick Cannon sia finita in un aborto spontaneo: “Ha commosso entrambi e ci ha condotto in luogo davvero oscuro e difficile. Abbiamo dovuto assorbirlo e assimilarlo”.

Quando all’ottava settimana di gestazione il medico ha detto a Lisa Ling che non c’era più battito cardiaco ha sentito “una coltellata al cuore”. “Mi sono sentita devastata”, ha aggiunto. “Credevo di avere il controllo di tutto e che fosse stata colpa mia”.

Priscilla Chan, moglie di Mark Zuckerberg, ha subìto tre aborti spontanei. La notizia è stata rivelata dallo stesso Zuckerberg sul suo account di Facebook: “Quando sai che avrai un bambino provi tanta speranza; inizi a immaginare come sarà da grande e sogni quello che speri per il suo futuro. Inizi a fare dei progetti e poi va via. È un’esperienza solitaria”.

Anche l’attrice Melissa Rauch ha condiviso il momento difficile che ha vissuto a causa di un aborto spontaneo: “È stato uno dei dolori più grandi che ho provato in vita mia. Ha risvegliato in me una depressione primitiva che mi è rimasta addosso”.

Nel suo libro The Art of Men, l’attrice Kirstie Alley ha parlato del suo aborto spontaneo, un’esperienza che a suo avviso l’ha portata a prendere peso: “Quando il bambino se n’è andato semplicemente non l’ho superata. Non lo ha fatto neanche il mio corpo: grassa, senza figli, con poca speranza di averne in futuro… È stato allora che ho iniziato a ingrassare”.

Valerie Bertinelli ha subìto un aborto spontaneo e ha parlato della sua esperienza in un’intervista rilasciata a People: “Non l’ho ancora superato. Ho sofferto molto quando ho abortito. Ci penso spesso e mi abbatto”.

Anche Beyoncé ha parlato pubblicamente in varie occasioni dell’aborto spontaneo che ha avuto prima di rimanere incinta della figlia Blue Ivy, descrivendo la sua esperienza come “la cosa più triste che ho vissuto”.

In un’intervista con Oprah ha spiegato perché ha scelto di condividere la sua storia: “È una delle cose più difficili che ho vissuto, e per questo non ho detto che ero incinta la seconda volta, perché non si sa mai cosa succederà. Ho vissuto la seconda gravidanza con paura. È stato difficile”.

Loni Love ha parlato a The Real della sua gravidanza inattesa e del successivo aborto spontaneo che ha sperimentato a vent’anni, e ha confessato che aveva paura di un’altra gravidanza: “Non ho mai più provato quella sensazione, perché ho sempre avuto paura. Amavo tanto quel bambino”.

Lela Rochon ha parlato della perdita traumatica che ha subìto al quinto mese di gravidanza: “Perdere un bambino cambia tutto ciò che si prova e che si fa da quel momento in poi. Dopo di quello, le gravidanze sono state come spilli e aghi per me e per tutti coloro che mi circondavano. Ogni volta che i familiari ricevevano una telefonata a notte fonda si preoccupavano che indicasse cattive notizie. Probabilmente il problema principale ero io. Senti sempre che è colpa tua”.

Pink ha detto in una puntata del The Ellen DeGeneres Show che era restia a condividere il fatto di essere incinta della figlia Willow perché in precedenza aveva subìto un aborto spontaneo. “Ero davvero nervosa, e prima avevo avuto un aborto spontaneo”. A seguito della sua esperienza, la cantante ha scritto la canzone Beam Me Up (Trasportami), e il testo include queste parole: “Dammi un minuto, non so cosa ti direi. Probabilmente rimarrei a guardarti, felice di tenere il tuo volto”.

Condividere l’esperienza può aiutare a guarire. In genere l’aborto spontaneo viene trattato come una perdita silenziosa della quale spesso non si vuole parlare, ed è stato considerato per varie ragioni un tema tabù. Sia parlarne con il medico che ricorrere a uno psicologo può tuttavia aiutare chi sente di non riuscire a gestire da solo i propri sentimenti.

Per molte donne, la guarigione emotiva richiede più tempo di quella fisica che segue a un aborto spontaneo. Secondo le celebrità, mettersi in contatto con le persone più vicine e chiederne la consolazione e il sostegno può fare la differenza.

Eva Amurri Martino ha rivelato di aver avuto un aborto spontaneo a nove settimane, e che condividerlo attraverso il suo blog Happily Eva After l’ha aiutata molto in quel momento: “Sto condividendo la speranza che possiamo essere una luce per le persone che vivono circostanze simili, e per ricordare a noi stessi e agli altri che non c’è alcuna vergogna nell’esprimere ciò che prova il nostro cuore spezzato e nel permettere che gli altri ci consolino”.

“Quello che mi ha colpito è quanto siano diffusi gli aborti spontanei rispetto a quanto poco ne sento parlare. Non so se è perché la gente si vergogna di soffrire questa perdita o se quest’ultima è semplicemente troppo dolorosa per essere condivisa”.

Anche Kimberly McCullough ha condiviso sul suo blog l’emozione che ha provato quando ha saputo che era incinta e la sua devastazione quando ha perso il bambino: “Il mio cuore era così pieno che si è spezzato. Avevo perso il mio bambino. È stato troppo. Ma non avevo il controllo. Lo sto ancora processando, sto ancora guarendo, ma chiunque ci sia passato sa che perdere un bambino alla 22ma settimana è tragico”.

Lisa Ling in un’intervista rilasciata a Larry King ha detto: “Mi costava condividerlo, ma poi ho scoperto che molte mie amiche avevano vissuto un’esperienza simile. Ci sono tante cose che noi donne ci teniamo dentro. È importante parlare di questi temi”. Ha anche suggerito di partecipare a dei forum, che nel suo caso è stato fonte di liberazione.

Si può andare avanti e avere altri figli. Le possibilità di una gravidanza a lieto fine sono buone anche dopo aver subìto più di un aborto spontaneo. Ovviamente servirà una valutazione tempestiva (per cui sarebbe ideale pianificare la gravidanza) e ricevere un’assistenza speciale man mano che il bambino cresce.

Alle madri che hanno vissuto un’esperienza simile si raccomanda infatti di realizzare un esame medico completo prima di cercare di rimanere incinte di nuovo, perché è possibile che il medico trovi e curi la causa degli aborti spontanei.

Se una donna crede di essere incinta deve consultare immediatamente il medico. Prima cerca un’assistenza prenatale, prima riceverà l’assistenza speciale di cui potrebbe aver bisogno. E sarà importante che segua tutte le indicazioni del medico, che le dirà ciò che deve fare perché sia lei che il bambino siano più in salute possibile.

Molte star hanno ritrovato la speranza dopo aver affrontato questa situazione tanto dolorosa, non solo trovando la guarigione fisica, ma anche elevandosi a livello emotivo e spirituale.

Beyoncé ha detto che “ci sono tante coppie che passano per questa esperienza, che è stata una parte importante della mia storia. Non sono l’unica. Alla fine ho mia figlia, c’è speranza e mi sento davvero fortunata”.

Anche Nicole Kidman ha condiviso le difficoltà che ha avuto con Tom Cruise per diventare genitori dopo due aborti spontanei. “Dal momento in cui io e Tom ci siamo sposati volevamo avere dei figli. Abbiamo perso un bambino all’inizio per una gravidanza ectopica, e poi un altro in seguito per un aborto spontaneo. È stato incredibilmente traumatico per me, ma questo ci ha portati a decidere di adottare i nostri figli Isabella e Connor”.

Mariah Carey e il marito, dopo aver avuto i gemelli Monroe e Marroquí, hanno sottolineato che “l’esperienza di dolore ci ha uniti come coppia. Abbiamo imparato molto come persone e ci siamo preparati a diventare genitori”.

Whitney Houston, in un’intervista rilasciata a Barbara Walters, ha detto che “è stato molto doloroso, a livello emotivo e fisico. Sono tornata sul set il giorno dopo ed è finito tutto, ma un anno dopo ho avuto Bobbi Kristina e mi ritengo benedetta”.

Una buona assistenza medica è fondamentale. Gli aborti spontanei sono spesso considerati, anche all’interno della professione medica, “normali” o “la forma naturale” di porre fine a una gravidanza. Questo evento medico non va però preso alla leggera. Nessun aborto spontaneo può essere considerato normale, anche se capita a molta gente.

Tutti gli aborti spontanei sono il risultato di un evento riproduttivo fisiopatologico. Per questo l’approccio medico dev’essere sempre concentrato sul diagnosticare quello che non va, correggerlo e poi sostenere ogni gravidanza futura a livello ormonale non appena viene diagnosticata la gravidanza.

Determinare la causa specifica di un aborto spontaneo è difficile, e i fattori che contribuiscono all’aborto includono variazioni genetiche, endocrinologiche, anatomiche, immunologiche e microbiologiche. Spesso viene associato all’infertilità, ed è anche legato all’età avanzata della madre.

Le donne che sperimentano degli aborti spontanei diventano ben consapevoli del fatto che il loro corpo ha qualche problema. Per questo, quando gli aborti sono ripetuti, hanno bisogno di analisi speciali per cercare di trovare il motivo per cui si verificano.

Al giorno d’oggi, grazie alla scienza medica i processi che fanno sì che il corpo di una donna abortisca il bambino che porta nell’utero possono correggersi in un modo che rispetti la sua dignità con un approccio umano come quello che offre la  NaproTecnologia nella cura della salute ginecologica e riproduttiva.

A volte la causa degli aborti spontanei può essere curata. La chirurgia può essere efficace per risolvere alcuni problemi dell’utero e del collo uterino, il trattamento con antibiotici può curare le infezioni e il trattamento ormonale può essere molto utile sia prima di concepire che durante la gravidanza.

[Traduzione dallo spagnolo a cura di Roberta Sciamplicotti]

Fonte: Aleteia

Denise Baldi

Chimica appassionata di rimedi naturali e tutto quello che riguarda la salute in generale. Interessata ai metodi educativi dolci che lasciano libertà al bambino. Amante della cucina.
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