La vera storia dello yorkshire che si è lasciato morire accanto al padrone

yorkshire

Mazzucato, ex imprenditore padovano di 74 anni, è stato trovato morto nella sua villa, vicino al suo cane yorkshire

Nei giorni scorsi mi è apparsa più volte questa notizia sulla home di Facebook, sempre accompagnata da commenti strappalacrime.

“I cani sono più empatici delle persone “, “ecco la dimostrazione che i cani sono migliori di noi umani”: questi sono solo alcuni esempi di ciò che ho letto.

Incuriosita, ho deciso di leggere l’articolo che il Messaggero ha intitolato così: “Ex imprenditore si sente male e muore nel garage, il cane si lascia morire al suo fianco”.

Vittorio Mazzucato, ex imprenditore padovano 74enne ed erede di una nota azienda di Padova, è stato trovato privo di vita insieme al suo fedele cane yorkshire all’interno del suo garage.

Il suo corpo giaceva vicino alla cuccia del cane, morto anche lui. L’anziano è stato colto da un malore e solo dopo qualche giorno un cugino, preoccupato perché non aveva più notizie due da giorni, ha dato l’allarme alle forze dell’ordine.

A quanto si legge nell’articolo, il signor Vittorio ha vissuto gli ultimi anni di stenti, in una villa in stato di abbandono, senza elettricità, gas e acqua.

Al momento del decesso indossava infatti il cappotto, i guanti ed un cappello per ripararsi dal freddo invernale.

Viveva da solo col suo yorkshire

Mazzucato aveva vissuto nel benessere fino agli anni ’90, poi dal 2000 ha iniziato a vivere in condizioni sempre più precarie.

Questo è il sunto di quanto è stato scritto sulla vicenda. La domanda dunque nasce spontanea: come fanno a dire che il cane sia morto successivamente?

Non potrebbe invece essere vero il contrario, ovvero che l’uomo, accortosi del decesso del fedele amico a quattro zampe, si sia sentito male?

Evidentemente intenerisce di più un cane che si lascia morire che un povero uomo che muore di crepacuore.

Morire da soli, a 74 anni, in una casa senza acqua, luce e gas, forse non è abbastanza triste: serviva un cagnolino fedele per commuovere i lettori?

Laura

Moglie e mamma felice, amante della cucina e dei rimedi naturali. Da qualche anno appassionata di reality poiché, guardando oltre, mi piace analizzarne la componente socio-antropologica.
E-mail: laura.losai@gmail.com