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I vescovi africani ai giovani: “Basta emigrazione irregolare” – di Federico Cenci, da In Terris

“Non credete a false promesse che portano alla schiavitù” e alla morte “nel Mediterraneo o nel deserto libico”

Una preghiera a Dio affinché i giovani africani siano “più consapevoli dei pericoli dell’emigrazione irregolare” e credano “in se stessi e nella loro capacità di avere successo in Africa”.

Ad elevarla al cielo sono stati i vescovi delle conferenze nazionali e interterritoriali dell’Africa occidentale che costituiscono il Recowa-Cerao, i quali si sono riuniti a Ouagadougou, in Burkina Faso, dal 14 al 20 maggio, per la Terza Assemblea Plenaria.

Al termine dell’incontro hanno pubblicato un comunicato e un messaggio pastorale, in entrambi i documenti si fa riferimento alla piaga dell’emigrazione di massa, la quale priva l’Africa di forze giovani conducendole, spesso, verso viaggi insperati, sofferenze, morte.

La piaga dell’emigrazione. Grazie all’impegno missionario e caritatevole della Chiesa, nonché all’abnegazione dei suoi figli – rilevano i presuli -, l’Africa negli ultimi anni ha mosso degli importanti passi in avanti.

Tuttavia – si legge nel messaggio pastorale – non sono mancate “minacce inaspettate, tragedie senza precedenti e nuovi disastri che cercano di annientare tutti questi sforzi per lo sviluppo sociale e il progresso umano”.

L’elenco è lungo: epidemie, disastri ambientali, violenze settarie, attacchi alla democrazia, difficoltà a raggiungere riconciliazioni nazionali, le nuove forme di terrorismo e di povertà e, appunto, “l’emigrazione che colpisce giovani africani attratti dalla sete di una vita migliore, ma che si interrompe bruscamente tra le onde del Mediterraneo o nel deserto libico”.

Emigrazione irregolare: l’appello dei vescovi africani

Di qui l’esortazione al Signore per rendere “più consapevoli” i giovani dei “pericoli dell’emigrazione irregolare”.

I vescovi lanciano un appello ad aiutare questa gioventù “a trovare opportunità per guadagnarsi da vivere”.

Ma l’attenzione dell’Assemblea è rivolta anche a “tutti coloro che tornano da una sfortunata esperienza di emigrazione”.

“Lavoriamo – affermano – perché possano trovare sempre nella Chiesa un’accoglienza pastorale e spirituale che permetta loro di reintegrarsi nel proprio Paese e nella propria comunità ecclesiale per vivere pienamente la propria fede”.

“Non credete alle false promesse che portano alla schiavitù”. Il messaggio dei vescovi si rivolge poi direttamente ai giovani:

“Voi rappresentate il presente e il futuro dell’Africa, che deve lottare con tutte le sue risorse per la dignità e la felicità dei suoi figli e figlie. In questo contesto, non possiamo tacere sul fenomeno delle vostre migrazioni, specialmente in Europa. 

I nostri cuori come pastori e padri soffrono nel vedere queste barche sovraccariche di giovani, donne e bambini in balia delle onde del Mediterraneo”.

“Certo – prosegue il messaggio -, comprendiamo la vostra sete di felicità e di benessere che i vostri Paesi non vi offrono. Disoccupazione, miseria, povertà rimangono mali che umiliano. 

Tuttavia, non dovete sacrificare la vostra vita lungo strade pericolose e destinazioni incerte. Non lasciatevi ingannare dalle false promesse che vi porteranno alla schiavitù e ad un futuro illusorio! 

Con il duro lavoro e la perseveranza potrete avere successo in Africa e, cosa più importante, rendere questo continente una terra prospera”. Fonte: In Terris