Verità per Mariam: sale l’indignazione

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Verità per Mariam: sale l’indignazione

Alza la voce della famiglia della diciottenne italo-egiziana morta per una brutale aggressione

Il padre della vittima: siamo oggetto da mesi di azioni razziste che la polizia inglese ha sottovalutato

Troverete striscioni gialli con scritto “Verità per Mariam” in giro e toccanti meme sui social network? Probabilmente no. Eppure questa ragazza italo-egiziana era in Gran Bretagna senza alcun tipo di contatto con sindacati clandestini, né ricchi assegni da strappare in nome e per conto di università straniere, ma solo per fare il suo lavoro, visto che in Italia non ce n’è più. Ci sarebbe allora da chiedere di interrompere le relazioni diplomatiche col Regno Unito, come fu fatto con l’Egitto, visto che peraltro non è il primo caso di emigrati nostri connazionali brutalmente uccisi da quelle parti. A maggior ragione perché l’omicidio di Mariam, avvenuto per pestaggio che ha causato un’agonia lunga tre settimane alla ragazza proveniente da Ostia, molto probabilmente è avvenuto per ragioni di razzismo, ad opera di una gang afro-inglese.

Diventa infatti sempre più aperta l’indignazione contro polizia e medici inglesi della famiglia della diciottenne morta a Nottingham, dove s’era trasferita. Il padre della giovane, come già la madre e uno zio, hanno rilanciato l’accusa agli investigatori di non aver dato peso a precedenti aggressioni e episodi d’intimidazione, anche con lanci di oggetti contro la casa dei Moustafa.

Episodi che, appunto, secondo la famiglia hanno una matrice propriamente razzista e non solo di bullismo giovanile, a dispetto del fatto che la Nottingham Police e i tabloid locali abbia finora escluso l’ipotesi di un crimine d’odio etnico. I familiari rimproverano inoltre ai servizi ospedalieri di Nottingham, dove Mariam è morta dopo tre settimane di agonia, d’averne clamorosamente sottovalutato le condizioni e di averla inizialmente dimessa con troppa fretta. Quanto basterebbe alla nostra nazione per sollevare un caso diplomatico: sempre se fosse una nazione…

Fonte: IL GIORNALE D’ITALIA