Vendesi cadaveri

vendesi cadavere

Vendesi Cadavere

  • di Federico Cenci

Ogni anno decine di migliaia di parti del corpo vengono spedite dagli Stati Uniti in tutto il mondo

Non soltanto le persone vive sono oggetto di traffici, da cui scaturisce la piaga della tratta. Esiste un commercio molto proficuo di cadaveri, come emerso da un’indagine negli Stati Uniti che sta portando avanti l’Fbi.

Come rivela un’inchiesta della Reuters, nel luglio scorso un cargo battente bandiera di Hong Kong partito dal porto di Chesterton, negli Stati Uniti, e con destinazione Europa, è stato intercettato per una perquisizione. Ebbene, all’interno di uno dei container sono state trovate circa tre tonnellate di parti del corpo di decine di americani morti. Si stima che il valore complessivo fosse superiore ai 67mila dollari.

La nota agenzia di stampa internazionale spiega che la nave era stata spedita da un’azienda di Portland specializzata nel commercio di corpi, ricavati da donazioni altruistiche e destinati a istituti di ricerca che li utilizzano per scopi medici.

Un mercato proficuo

Circa 10mila parti del corpo ogni anno vengono spedite da questa azienda, il 20% finisce all’estero. Oltre che in Olanda, dove l’azienda dell’Oregon gestisce un centro di distribuzione, le spedizioni avvengono in altri 22 Paesi del mondo, tra cui l’Italia. Il prezzo medio è di 100 dollari al chilogrammo, ma le tariffe sono molto variabili: si va dai 125 dollari per un piede ai 1.000 per un torso.

La domanda di parti del corpo provenienti dall’America è diffusa nei Paesi in cui le tradizioni religiose o le leggi proibiscono la dissezione dei cadaveri. Ma richieste frequenti giungono anche da luoghi che in questo campo non riescono a garantire standard di qualità e di distribuzione come gli americani.

“Merce umana infettata”

Negli Stati Uniti non esiste una legislazione sulla vendita di parti del corpo donate, così il business per società che si occupano di questo è piuttosto libero e oltremodo proficuo. Esiste, tuttavia, un controllo accurato alla frontiera per garantire che le parti dei resti umani non siano infettate da malattie contagiose e che siano spedite rispettando criteri igienici.

Controlli alla frontiera che talvolta svelano qualche irregolarità. A novembre un body broker(questo il termine inglese per identificare i commercianti di corpi) è stato condannato per frode. L’accusa nei suoi confronti è di aver “commercializzato merce umana infettata con il virus Hiv e quello dell’epatite”. David Gelios, agente dell’Fbi intervistato dalla Reuters, ha dichiarato che “lo schema di frode orchestrato” da questo commerciante “ha scioccato anche i più esperti del nostro gruppo investigativo”.

Secondo l’accusa nei confronti del body broker condannato a novembre, l’impiego di strumenti infetti, durante la dissezione, potrebbe aver contaminato le parti e potenzialmente causato danni anche agli stessi chirurghiMartin Cetron, direttore di un centro preposto al controllo sanitario degli immigrati, ha spiegato all’agenzia di stampa che “nel caso in cui le ossa o gli arti vengano tagliati con una sega, la procedura potrebbe suscitare un effetto aerosol” di alcuni frammenti capaci di contaminare. Tra il 2008 e il 2017 almeno 75 volte, secondo dei registri governativi consultati dalla Reuters, sarebbero state intercettate alla frontiera parti del corpo infette.

Donazioni altruistiche?

Ma come avviene il passaggio dei resti del corpo dai familiari del deceduto alle società che si occupano di commercializzare parti del corpo umano? La Reuters sottolinea che la maggior parte dei moduli di consenso dei donatori, compresi quelli dell’azienda dell’Oregon, autorizzano i mediatori a dissezionare i corpi e a spedirne le parti all’estero. La sottoscrizione del contratto comporta uno sconto di un centinaio di dollari sul funerale.

Ogni tanto, però, si registra qualche controversia. La Reuters dà voce ad alcuni parenti di persone morte, che affermano di essere rimasti delusi nell’aver appreso che i resti dei loro cari sono finiti all’estero. Nello specifico, una donna racconta che la testa di suo marito deceduto per un attacco di cuore è stata spedita in una scuola per dentisti in Israele, senza che lei lo sapesse. Tant’è che il funerale con l’urna contenente le ceneri dell’uomo si è svolto, all’insaputa dei presenti, dopo che solo una parte del corpo era stata cremata: la testa era già allo studio dei dentisti di domani.

Fonte: interris

Pietro Di Martino

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