Università Sapienza: femministe pro aborto aggrediscono studenti pacifici

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Universitari per la Vita aggrediti a “La Sapienza” di Roma: insulti e minaccedi Pietro Di Martino

Aggressione al banchetto pro-life all’Università “La Sapienza” di Roma. Studenti contrari all’aborto vengono accerchiati da un gruppo di femministe e militanti per l’aborto, insultati e poi minacciati.

Durante un volantinaggio di studenti appartenenti all’UvP (Universitari per la Vita) si sono avvicinati al loro banchetto alcuni attivisti del movimento femminista e pro-aborto.

Inizialmente erano in pochi ma dopo qualche minuto i ragazzi dell’UvP si sono ritrovati circondati da una ventina di persone che li hanno prima insultati e poi minacciati.

La denuncia degli Universitari per la Vita

Qui di seguito pubblichiamo la denuncia degli Universitari per la Vita:  “Oggi dei nostri ragazzi UpV si sono recati al dipartimento di Lettere della Sapienza e, con regolare permesso, hanno fatto un aperitivo/volantinaggio per la sensibilizzazione delle persone sul tema dell’aborto.

Tutto sembrava tranquillo: “Dopo aver cominciato il volantinaggio tutto sembrava tranquillo, si erano semplicemente messi con un tavolino davanti all’entrata di Lettere e offrivano da mangiare agli studenti che passavano”.

Gli attivisti denunciano: “In seguito ad un pacato dialogo con delle ragazze pro-choice femministe, si è scatenato l’inferno. Evidentemente hanno avvertito altre persone del loro gruppo della nostra presenza e si sono coalizzati contro di noi: i nostri amici UpV si sono ritrovati circondati almeno da una ventina di persone che con molta nonchalance si sono avvicinate al tavolino e hanno cominciato a strappare i nostri volantini, i nostri opuscoli e a sperperare le vivande che avevano portato per condividerle con gli altri”.

Continua il comunicato: “Sono state rivolte loro accuse di limitare la libertà delle donne lì presenti (come avremmo potuto?), sono stati insultati, minacciati e quando hanno tentato di difendere il materiale sono stati anche accusati di essere aggressivi contro le ragazze che provavano a distruggerlo”.

L’intolleranza e la pacatezza dei movimenti pro-aborto.

La denuncia degli studenti pro-life continua con una serie di domande rivolte agli aggressori sulla libertà di parola, difesa della donna e diritti. Temi di cui tanto si fregiano coloro che li hanno minacciati ma che evidentemente non sembrano perseguire.

“Questa è la loro idea di ‘libertà’? La loro idea di ‘diritto di parola’? Questa è la loro ‘tolleranza’ e pacatezza? Hanno insultato le nostre ragazze dicendo loro parole offensive e irripetibili, questa sarebbe la loro idea di ‘difesa della donna’? Ci chiediamo, perché, se pensano che le loro idee sono così forti da non poter essere contrastate, hanno bisogno di ridurre al silenzio persone che la pensano diversamente da loro? Paura di perdere? Inconscia consapevolezza di stare dalla parte sbagliata? La violenza che è stata manifestata nei confronti dei nostri amici UpV è inaccettabile”.

Poche ore dopo le minacce e gli insulti, viene pubblicato un comunicato del Coordinamento Link, intitolato “Fuori i pro-life dall’Università” in cui si rivendica l’aggressione in pieno stile anni di piombo!

Come se non bastasse, i militanti annunciano altri attacchi: “Continueremo a lottare per la nostra libertà di autodeterminarci e per un’università laica e transfemminista“. Violenza rivendicata anche delle femministe di non una di meno.

FUORI I PRO-LIFE DALL’UNIVERSITÀ!Questa mattina nella Facoltà di Lettere e Filosofia un gruppo di pro-life chiamato…

Posted by Link Sapienza on Tuesday, October 9, 2018

Non è la prima volta che all’Università “La Sapineza” di Roma assistiamo a “contromanifestazioni” su temi Cattolici, se così possiamo definirli dal momento che si tratta di temi che riguardano tutti e indipendentemente dalla Religione.

Nel 2008 si creò un fronte anti-Ratzinger tra professori e studenti. Si opposero all’invito verso Benedetto XVI e l’incontro saltò. A perderci però non fu certamente il Pontefice bensì l’ateneo di Roma che dopo l’episodio, venne riconosciuto come “intollerante”.