Stati Uniti senza pudore: vendiamo armi per esportare diritti umani e società aperta

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Divertente e tragico quando gli Stati Uniti affermano che la vendita di armi all’Arabia Saudita è per «esportare i diritti umani».

Hanno creato sconcerto le dichiarazioni di un ufficiale americano di alto livello durante un’udienza al Senato.

Ha infatti affermato che la vendita di armi all’Arabia Saudita sarebbe una “manifestazione dell’esportazione dei diritti umani e della società aperta”.

R. Clarke Cooper, sottosegretario agli affari politico-militari del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti, è stato interrogato durante un’audizione alla commissione per le relazioni estere del Senato.

Nel difendere il decreto che consente la vendita di armi in Arabia Saudita, Cooper ha affermato che l’accordo in sé significa molto più della semplice vendita di armi.

La nostra politica non si limita ai trasferimenti di armi. È una manifestazione di quello che esportiamo di più: società aperta, diritti umani. Questo fa parte della nostra politica “, ha affermato sicuro.

Il funzionario ha aggiunto che Washington non recide i legami con partner come l’Arabia Saudita che hanno “tanto peso per i nostri interessi”.

La pacifista Medea Benjamin sostiene che è stato abbastanza comico ascoltare la tesi esposta dal rappresentante del Dipartimento di Stato, quando ha affermato che gli Stati Uniti stanno esportando una società aperta e la democrazia attraverso la vendita di armi all’Arabia Saudita:

“Non credo che i senatori che stavano ascoltando potevano credere a tali affermazioni, né tanto meno nessuna delle persone presenti tra il pubblico”.

La Benjamin ha poi aggiunto: “è tragico che funzionari di alto rango se la cavino dicendo cose così ridicole al Congresso“.

Nel mese di maggio il segretario di Stato Mike Pompeo ha confermato l’approvazione di 8,1 miliardi di dollari per la vendita di armi all’Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Giordania nel tentativo di “scoraggiare l’aggressione iraniana”.

L’autorizzazione è avvenuta nonostante la crescente preoccupazione dei legislatori che le armi acquistate dai sauditi potessero essere usate contro i civili nello Yemen.

Sempre secondo la Benjamin ci sarebbero dei tentativi di aggirare i legislatori per favorire i grandi affari per la vendita di armamenti e aggiunge che “è pericoloso che l’amministrazione (del presidente Trump) possa andare al Congresso e non notificare la decisione di vendere armi“.

I produttori di armi sono molto potenti, hanno forti lobby a Washington, DC. e il popolo americano non ne sa molto perché tali questioni non sono spiegate nei media, quindi a loro non importa molto. Fonte Controinformazione