Tunisia, 15 neonati deceduti in una settimana: forse per un ‘siero scaduto’

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Tunisia, tragedia in ospedale: muoiono 15 neonati – di Angela Rossi – I decessi si sono verificati nell’arco di una settimana. La causa, probabilmente, una setticemia.

E’ salito a 15 il numero dei neonati morti nel reparto di rianimazione del centro di ostetricia e neonatologia dell’ospedale Rabta, a Tunisi.

E’ quanto ha dichiarato il portavoce del tribunale della città, dando conto dell’apertura di altrettante indagini penali.

I primi neonati sono deceduti nella notte tra giovedì 7 e venerdì otto, gli altri nel corso della settimana.

15 Neonati deceduti: forse uno choc settico

I risultati delle analisi sui campioni prelevati dai corpicini per determinare l’origine dell’infezione dovrebbero essere annunciati a stretto giro, ma secondo rivelazioni preliminari rese note dall’unità di crisi del ministero della Salute, i decessi sono probabilmente dovuti “a uno choc settico causato da infezioni del sangue”.

Di diversa opinione la Società tunisina di Pediatria che ha sostenuto che l’infezione sarebbe da ricondurre alla somministrazione di “un prodotto nutriziunale parentale” spesso adoperato nei prematuri. I media tunisini, invece, parlano della somministrazione di un siero scaduto.

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Si dimette il ministro della Sanità. In seguito alla vicenda, il ministro della Sanità, Abderraouf Cherif si è dimesso. Sarà l’attuale ministro della Gioventù e dello Sport a reggere il ministero della Sanità.

Le famiglie: morti a causa della corruzione. “Il settore della sanità è deteriorato a causa della corruzione, per non parlare delle assunzioni anarchiche basate su alleanze partigiane senza tener conto delle competenze“.

Come riportato dal sito Businessnews, è quanto ha sostenuto una componente di un comitato appena formato per sostenere le famiglie delle vittime.

La donna, Kaouther Larguet, parlando alla radio Jawhara Fm ha sottolineato che il comitato farà tutto il possibile per vedere infliggere la massima pena ai responsabili del multiplo decesso. Fonte: interris

Pietro Di Martino

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