Tumore al seno: scoperto un metodo per predire il rischio di metastasi

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Tumore al seno, scoperti i geni che predicono il rischio di metastasi – di Marco Staffiero

Circa 12mila nuove diagnosi ogni anno ed oltre 35mila donne che in Italia convivono con la malattia: con questi numeri, il tumore al seno metastatico, ovvero diffuso in organi diversi da quello da cui ha avuto origine – in particolare ossa, cervello, fegato e polmoni – non può certo essere considerato una “malattia rara” nel senso più comune del termine.

Proprio in questi giorni è stato identificato un insieme di geni in grado di predire il rischio individuale di metastasi nel tumore al seno.

Obiettivo: personalizzare le terapie. La ricerca, sostenuta dall’Associazione italiana per la ricerca sul cancro (Airc) e pubblicata oggi su EBiomedicine del Gruppo Lancet, è frutto del lavoro dell’Istituto Europeo di Oncologia e dell’Università di Milano.

Si tratta della scoperta di una nuova firma molecolare costituita da geni molto espressi in alcuni tumori mammari e in grado di predire il rischio di metastasi a distanza.

Lo studio dei ricercatori dell’Istituto Europeo di Oncologia e dell’Università degli Studi di Milano è guidato da Pier Paolo Di Fiore e Salvatore Pece.

La scoperta della firma delle staminali del cancro al seno consentirà di eseguire trattamenti personalizzati, adeguando le terapie mediche e chirurgiche in base al rischio effettivo della singola paziente di sviluppare metastasi nel tempo.

Al momento si stanno conducendo studi di validazione dell’efficacia clinica della firma molecolare utilizzando coorti di pazienti arruolate in studi clinici internazionali.

Tumore al seno, una ricerca per debellarlo

Questo rappresenta un passaggio indispensabile, spiegano i ricercatori, per l’introduzione di tale metodica nella pratica clinica nei prossimi anni.

L’aumento di tumori cresce di anno in anno. E’ doveroso creare dei gruppi di ricerca, di studio per cercare di dare delle risposte a questo dramma, che sta investendo un’intera generazione.

L’inquinamento atmosferico, l’elettrosmog, la cattiva alimentazione, sono sicuramente le cause.

Un’indagine promossa qualche anno fa dall’associazione di pazienti Europa Donna ha sottolineato come convivere con la diagnosi di tumore metastatico abbia un impatto importante sulla vita privata e professionale di chi si ammala, anche a causa di un senso di abbandono che spesso le pazienti sperimentano, sentendosi trascurate dai medici, dai media e dalle istituzioni a fronte dei successi sempre più frequenti ottenuti nella maggioranza dei casi di tumore al seno non metastatico.

Ma le cose stanno cambiando anche in Italia, come dimostra l’incontro in Senato del 5 dicembre 2017 durante il quale sono stati presentati i dati stimati dall’Associazione Italiana Registri Tumori (AIRTUM) sul cancro al seno metastatico e come confermano le associazioni di pazienti, sempre più attive, che chiedono l’istituzione di una giornata nazionale dedicata alla malattia.

Secondo stime recenti, solo il 7 per cento di tutte le pubblicazioni dedicate al tumore mammario si focalizza sulla malattia metastatica, a dimostrazione di come l’attenzione per questo problema sia ancora piuttosto bassa. Ciò non significa però che la ricerca sia ferma. Fonte Il Format