Sempre più record battuti dai trans negli sport femminili: grazie al c***…

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I trans distruggono lo sport femminile, l’umiliazione delle avversarie – articolo da UCCR

Trans nello sport. Nuovi record battuti da parte di transessuali maschi che gareggiano nelle categorie femminili.

La tennista lesbica Navratilova denuncia “l’inganno” e “l’ingiustizia”, il fisiologo italiano avverte del pericolo per l’etica sportiva: “chi decide di cambiare sesso conserva il proprio DNA, nonostante le cure ormonali”.

Ci risiamo. Dopo il volley ora anche l’atletica leggera. Due maschi transessuali del Connecticut (nella foto) hanno infatti facilmente dominato una competizione di atletica leggera femminile aggiudicandosi i primi posti, ed umiliando le concorrenti donne (loro, per davvero).

Due maschi trans stabiliscono nuovo record nello sport femminile

Il trans Terry Miller è arrivato primo in due gare di atletica leggera dello Stato: ha vinto i 100 metri in soli 11,72 secondi, poi si è aggiudicato i 200 in 24.17 secondi.

Ha inoltre stabilito i due nuovi record della manifestazione nel reparto femminile. Gli piace vincere facile, evidentemente. Al secondo posto è arrivato Andraya Yearwood, altro transgender.

«Penso sia ingiusto per le ragazze che lavorano davvero sodo per tentare di qualificarsi», ha detto Selina Soule, una delle tante avversarie umiliate.

Ora le atlete assieme ai genitori stanno portando avanti una petizione affinché le regole siano cambiate.

Le differenze biologiche, infatti, restano tali anche se uno si sente psicologicamente nato in un “corpo sbagliato” o si sottopone ad amputazioni chirurgiche per trasformare gli organi sessuali.

Leggendo le proteste, tuttavia, le atlete e le loro famiglie si dicono d’accordo nel fare gareggiare i trans soltanto una volta che abbiano completato il ciclo ormonale.

Ma davvero anche loro pensano che una donna “vera” sia soltanto un uomo bombardato da ormoni femminili? L’essere donna, in definitiva, è solo questione di ormoni diversi?

La tennista lesbica Navratilova: “è un inganno, è ingiusto far gareggiare i trans”.

Ad alzare al voce contro questo fenomeno è stata recentemente la leggenda del tennis femminile Martina Navratilova, fortemente critica verso la vittoria del transessuale Rachel McKinnon di una gara ciclistica internazionale femminile.

La stessa Navratilova è una dichiarata lesbica e vive con una donna dal 2014, tuttavia ha affermato che la partecipazione di «uomini che hanno deciso di essere donne» alle gare femminili «è folle, è un inganno ed è ingiusto per le donne che devono competere con persone che, biologicamente, sono ancora uomini. Non mi piacerebbe competere contro una donna transgender. Non sarebbe giusto».

Julia Beck, femminista e attivista lesbica statunitense, ha dichiarato: «tutte le donne e le ragazze condividono una realtà biologica e gli uomini non potranno mai condividere la stessa realtà, indipendentemente dall’intervento che potrebbero subire. Se un qualsiasi uomo, se una persona maschile può definirsi donna, o essere identificato legalmente come donna, allora gli uomini predatori lo faranno per accedere agli spazi esclusivi per le donne e mettere a rischio la nostra sicurezza», come d’altra parte è già avvenuto.

Il fisiologo italiano: “in pericolo l’etica sportiva, i trans sono uomini anche con cure ormonali”

Siamo grati al compianto luminare italiano di Fisiologia umana, il prof. Arsenio Veicsteinas (deceduto pochi mesi fa), l’unica voce autorevole italiana che davvero finora ha saputo sfidare il mainstream e difendere realmente lo sport e le donne:

«Chi nasce uomo ha le caratteristiche anatomiche maschili. Chi decide di cambiare sesso conserva il proprio DNA, nonostante le cure ormonali. L’etica dello sport è che si gareggi ad armi pari. La lealtà della competizione è minata sopratutto per un uomo che diventa donna: come si potrà sostenere davanti alle proteste di una donna che si è giocato ad armi pari?».

Fonte: UCCR – Titolo originale: I trans distruggono lo sport femminile, l’umiliazione delle avversarie