Ecco cosa hanno trovato due genovesi in una busta d’insalata

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topo busta d’insalata

Topo nella busta d’insalata, verifiche in due aziende del Bergamasco

  • di Francesco Loiacono

Tre aziende agricole, due del Bergamasco e una pugliese, sono finite nel mirino delle autorità sanitarie dopo il ritrovamento di un topo in una busta d’insalata. L’episodio è avvenuto nei giorni scorsi a Genova: l’insalata è stata però prodotta altrove ed è stata confezionata in un’altra azienda in provincia di Bergamo, che ora si è dotata di un nuovo macchinario per evitare altri episodi simili.

Sono due le aziende agricole del Bergamasco finite nel mirino della locale Agenzia di tutela della salute dopo il ritrovamento di un topo in una busta d’insalata. Il raccapricciante episodio è avvenuto negli scorsi a Genova: sfortunati protagonisti un marito e una moglie, che avevano acquistato la busta d’insalata in un supermercato del ponente genovese.

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Nella busta, oltre a verdure di differenti tipologie, la coppia ha trovato anche un topolino morto. I due, superato il comprensibile choc, si sono recati in un’Asl di Genova dove sono stati sottoposti a profilassi antibiotica, dal momento che prima di scoprire la carcassa del roditore avevano già consumato dell’insalata.

Sull’episodio a Genova è stata aperta un’inchiesta da parte della magistratura, che valuterà le eventuali responsabilità a livello penale. Nel frattempo le autorità sanitarie si sono mosse per cercare di capire come sia stato possibile che il topo sia finito nella busta dell’insalata. È stata ricostruita tutta la filiera del prodotto, dalle aziende produttrici a quella in cui è avvenuto il confezionamento. I produttori del lotto di verdura incriminato, che nel frattempo era esaurito e quindi non è stato ritirato, risultano essere tre aziende: due bergamasche e una pugliese, ieri sottoposte a controlli e sequestri di materiale. Da una di queste tre aziende le verdure col topolino incorporato sono finite nell’azienda di confezionamento, che si trova anch’essa nel Bergamasco.

Quest’ultima ditta, secondo quanto riporta l’edizione bergamasca del Corriere della sera, sarebbe però risultata pienamente in regola. All’interno era già in funzione un macchinario che identifica i corpi estranei nell’insalata e un altro che compensa il contenuto delle buste aggiungendovi o togliendovi quantità di prodotto. Evidentemente però i due sistemi non hanno funzionato per individuare il topo e così l’azienda è corsa ai ripari, acquistando un nuovo macchinario che rileverà la densità del prodotto contenuto all’interno delle buste, riuscendo in questa maniera a distinguere tra le forme di lattuga e “corpi estranei” come un eventuale topo. Chissà se l’accorgimento servirà all’azienda per evitare eventuali sanzioni: sul caso decideranno le autorità genovesi, sulla base anche dei risultati dell’indagine dell’Agenzia di tutela della salute di Bergamo.

Fonte: fanpage.it