Terremotato si getta dal 3° piano. Quanta colpa ha il Governo?

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Terremotato si toglie la vita: con il sisma aveva perso tre b&b – Era in attesa di delocalizzare l’attività. Ma ha deciso di farla finita

Un’altra morte che probabilmente si sarebbe potuta evitare in uno stato che pensa al benessere dei suoi cittadini. L’ennesimo suicidio dettato dall’incapacità di vedere un futuro in una nazione in cui è difficile pensare anche solo al presente. La vittima è Massimo Dell’Orso, 56enne originario di Castelsantangelo sul Nera, nel Maceratese, ex titolare di tre bed & breakfast danneggiati dal terremoto: si è gettato dalla finestra dell’appartamento al terzo di un palazzo ad Alba Adriatica (Teramo) dove viveva da sfollato con la moglie.

Il 56enne, con la moglie, aveva rinunciato alla soluzione abitativa d’emergenza e dunque al contributo di autonoma sistemazione, in attesa del via libera alla delocalizzazione della propria attività ricettiva che si trovava in frazione Vallinfante: le nuove strutture sarebbero state realizzate in località Gualdo di Castelsantangelo sul Nera. Ma non ce l’ha fatta. Si è ucciso la notte tra lunedì e martedì.

All’angoscia per alcuni problemi fisici si sono aggiunti gli effetti devastanti del sisma che aveva danneggiato, oltre ai tre B&B che gestiva, anche la sua casa. “Si sperava che i bed&breakfast potessero essere realizzati nel giro di poco tempo – riferisce il sindaco di Castelsantangelo Mauro Falcucci – ma i tempi sono molto lunghi. Siamo sotto shock, nessun poteva aspettarsi una cosa del genere. È l’ennesimo dramma nel dramma. Difficile spiegare le ragioni di un gesto simile. Il terremoto? Ci fa soffrire tutti, l’abbiamo in testa e ognuno reagisce in un modo diverso”. Falcucci esprime poi “a nome di tutta la comunità profondo cordoglio e vicinanza alla moglie. Non ci sono altre parole”.

Tanti i messaggi di cordoglio per l’uomo, noto anche perché si occupava di recupero di animali selvatici per il Parco dei Sibillini. “Ciao Massimo, oggi per chi di noi ti aveva conosciuto è stata una giornata molto triste”, si legge in un post sulla pagina Facebook di Brigate di Solidarietà Attiva Terremoto Centro Italia. “Quanto abbia inciso il dramma del terremoto e l’assenza di prospettive, non sta a noi dirlo – prosegue il post – Certo è che il tempo dilatato che ti logora, il muro di gomma di una burocrazia impassibile, l’inettitudine della gestione post sisma sono una coltre che pesa nell’animo di ogni terremotato. Noi vogliamo ricordarti così, insieme a noi mentre ancora ridi. Insieme a noi rimarrai”.

Messaggi di cordoglio anche sulla pagina Facebook ‘Salviamo l’Orso’. “Avreste dovuto conoscerlo per capire chi abbiamo perso – si legge in un post – Chi lo conosceva sa bene quanta passione e quante energie ha profuso per la tutela della Natura dei ‘suoi’ amati Monti Sibillini. Dei brevi e non numerosi incontri con lui nelle terre degli Ernici e in quelle della Sibilla conserviamo un luminoso ricordo”.

A ricordarlo anche la pagina ‘Un aiuto concreto per i Sibillini’ che parla di “una giornata molto triste per noi, per Castelsantangelo sul Nera”. “Il nostro amico Massimo si è tolto la vita ad Alba Adriatica dopo aver vissuto due anni da sfollato, aver perso i tre piccoli B&B che gestiva insieme alla moglie Stefania a Vallinfante di Castelsantangelo sul Nera e dopo che gli è stata tolta l’assegnazione della SAE a causa della richiesta di delocalizzazione della loro attività. La SAE è ancora qui a Castelsantangelo, chiusa e inutilizzata. Massimo invece non c’è più e Stefania è rimasta sola ad affrontare una situazione difficilissima” si legge nel post in cui si ricorda come “Massimo collaborava con il Parco Nazionale dei Monti Sibillini e si occupava prima del terremoto con immenso amore e dedizione all’oasi faunistica di Castelsantangelo”. Infine anche le scuse. “Ci scusiamo con te per non essere stati in grado di aiutarti” si legge nel post.

Gli amici si sentono in colpa per non esser stati in grado si aiutarlo. Ma in realtà le scuse dovrebbero giungere anzitutto dal Governo. Massimo è infatti l’ennesima vittima di uno stato incapace di tutelare gli italiani.

Fonte: IL GIORNALE D’ITALIA