Rimosso tumore cranico a sedicenne grazie alla stampa 3D: intervento rivoluzionario a Firenze

Rimosso tumore cranico a sedicenne grazie alla stampa 3D: intervento rivoluzionario a Firenze

  • di Andrea Cnetini

Neurochirurghi e ingegneri informatici hanno collaborato per creare un modello 3D del cranio della ragazza e della massa tumorale. Una simulazione dell’intervento ha permesso di trovare il percorso meno invasivo per rimuoverla.

Grazie alla stampa 3D è stato possibile rimuovere un insidioso tumore alla base cranica di una sedicenne con la massima precisione e sicurezza. Il rivoluzionario intervento è stato eseguito nei giorni scorsi presso l’ospedale pediatrico Meyer di Firenze, una delle più prestigiose e antiche istituzioni italiane dedicate alla cura di ragazzi e bambini.

Ma come è stata sfruttata questa tecnologia? Dopo aver ottenuto scansioni ad altissima risoluzione attraverso tac e risonanza magnetica, con un software di grafica tridimensionale un team di ingegneri informatici ha ricreato un perfetto modello del cranio della giovane paziente, con i dettagli della massa tumorale e del nervo ottico nella loro esatta posizione. Il tumore, infatti, seppur benigno aveva compromesso la funzionalità di questo specifico nervo, e a causa della posizione delicatissima era necessario intervenire con la massima precisione e accuratezza.

La replica del cranio creata con una stampante 3D è stata studiata e analizzata nei minimi dettagli dal dottor Federico Mussa e dai colleghi del reparto di Neurochirurgia pediatrica, al fine di trovare il percorso migliore per raggiungere e rimuovere la massa tumorale senza nemmeno toccare il cervello. È stata anche condotta una simulazione dell’intervento, per limitare al massimo l’invasività dell’operazione. Una volta passati all’intervento vero e proprio i neurochirurghi si sono trovati davanti a uno scenario già noto, e così hanno rimosso il tumore con la massima efficacia.

I medici guidati dal dottor Lorenzo Genitori, coordinatore dell’attività scientifica internazionale e direttore del Centro di eccellenza di Neurochirurgia presso l’Azienda Ospedaliera Universitaria Meyer, hanno lavorato a stretto contatto con gli ingegneri del T3Ddy, il laboratorio congiunto istituito dal Meyer in collaborazione col Dipartimento di ingegneria industriale dell’Università di Firenze. Per il T3Ddy, nato nel 2016 al fine di supportare proprio la pratica clinica, oltre alla professoressa Monica Carfagni hanno partecipato all’intervento di successo anche i dottori Yary Volpe e Francesca Uccheddu.

Fonte: fanpage.it scienze

Piange a scuola per un forte mal di testa, Luca muore a 7 anni per un’emorragia cerebrale

  • di S.P.

Il dramma a Carrara: dopo il malore l’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze il bambino è stato operato al Meyer ed è morto pochi giorni dopo, il pomeriggio della vigilia di Natale.

Un fortissimo mal di testa che lo faceva urlare dal dolore fra i banchi di scuola l’ultimo giorno di scuola prima delle vacanze, poi la corsa in ospedale dove presto la situazione è precipitata, fino all’irreparabile. Il piccolo Luca Parakhnenko se ne è andato a soli 7 anni il pomeriggio della vigilia di Natale all’ospedale Meyer di Firenze, dove è stato portato d’urgenza dal pronto soccorso del Noa di Massa.

Il bambino, di origine ucraina e che viveva a Carrara insieme ai genitori, è stato colpito e ucciso da un’emorragia cerebrale. A scrivere del dramma di questa famiglia sono i quotidiani locali. Da quanto ricostruito, i medici del Meyer ce l’hanno messa tutta per salvare con un intervento chirurgico delicatissimo e urgente il bambino, ma purtroppo pochi giorni dopo l’operazione il suo cuore ha smesso di battere.

L’intera città sconvolta per la scomparsa del piccolo Luca – La notizia della scomparsa del bambino ha fatto calare un velo di tristezza sul Natale della comunità carrarese. Come si legge sul quotidiano Il Tirreno, un pensiero per quel bambino descritto da tutti come pieno di vita e allegro, ma strappato alla vita così presto e in un modo tanto atroce, lo hanno avuto i genitori dei compagni di classe, della seconda elementare alla Perticata che frequentava Luca, e dell’asilo di Nazzano che aveva frequentato in passato. Genitori che hanno avuto il triste compito di spiegare ai loro figli che il loro compagno di classe non c’era più. Ora la mamma e il papà del bimbo lo riporteranno a casa, nel loro paese natale, dove il bambino verrà sepolto.

Fonte: Fanpage