Echinacea, ecco come utilizzare una pianta dalle tante proprietà benefiche

Echinacea: proprietà benefiche, utilizzi e controindicazioni

L’echinacea è una pianta che aiuta a rafforzare il sistema immunitario e a combattere gli stati influenzali: è considerata un vero e proprio antibiotico naturale. Ecco tutte le sue proprietà, come utilizzarla e le controindicazioni.

L’echinacea è una pianta che appartiene alla famiglia delle Compositae, conosciuta in fitoterapia per le sue proprietà immunostimolanti e antivirali: è utile infatti ad aumentare le difese immunitarie e a curare e prevenire influenza e malattie da raffreddamento, è infatti considerata un vero e proprio antibiotico naturale. A questo genere appartengono nove diverse specie di piante, ma solo tre sono utilizzate in fitoterapia ed erboristeria: purpurea, pallida e angustifolia, approvate anche in campo medico.

L’echinacea è una pianta utilizzata a scopo terapeutico fin dai tempi degli Indiani d’America, in particolare in Sud Dakota, dove era impiegata per cicatrizzare ferite e ustioni, per curare tosse, mal di gola e malattie da raffreddamento oltre che per curare la sifilide e come antidoto contro i morsi di serpenti. Ma scopriamo di più sulle proprietà di questo prezioso rimedio.

Proprietà benefiche dell’echinacea. L’echinacea ha proprietà immunostimolanti grazie ai polisaccaridi che stimolano il sistema immunitario, eliminando gli agenti patogeni e rendendo l’organismo più resistente alle aggressioni esterne, proteggendo quindi anche da influenza, tosse, raffreddore, mal di gola e in generale dalle affezioni delle vie respiratorie.

Ciò anche grazie all’acido caffeico, circorico e all’echinacoside, che vengono utilizzati contro le malattie da raffreddamento e che svolgono un’azione antibiotica, antibatterica e antinfiammatoria, oltre a funzionare come antivirali, ostacolando l’ingresso dei virus nelle cellule sane. L’echinacea è in grado quindi di curare i sintomi delle malattie da raffreddamento ma anche di quelle che interessano il tratto urinario, ad esempio la cistite.

Per uso esterno l’echinacea viene utilizzata nella preparazione di pomate e creme per la pelle dall’azione cicatrizzante, protettiva e antinfiammatoria, indicate quindi in caso di cicatrici, dermatiti e afte, accellerando il processo di guarigione. Può essere utilizzata anche come antirughe e contro le smagliature, svolgendo un’azione tonificante sul microcircolo e sulla circolazione veloce, ha inoltre proprietà dermopurificanti per la pelle.

Come utilizzare l’echinacea: dall’estratto secco alla tintura madre. In commercio l’echinacea si trova sotto forma di estratto secco, ricavato dalla polvere di radice secca e utilizzato per la preparazione di tisane, macerato glicerico e tintura madre. Si trovano in vendita in erboristeria e le indicazioni su dosi e utilizzo sono indicate sulle confezioni anche se, prima di utilizzare dei trattamenti fitoterapici è importante consultare un naturopata o un medico esperto in fitoterapia che saprà consigliarvi modi e tempi di somministrazione in base alle vostre personali esigenze e che vi fornisca le eventuali controindicazioni.

In generale però il macerato glicerico, diluito in acqua, viene solitamente utilizzato per fare degli sciacqui in caso di mal di gola: ne bastano 10 gocce in un bicchiere d’acqua. La tisana è invece utile per prevenire e curare sintomi da raffreddamento: fate bollire l’acqua, toglietela dal fuoco e versatela in una tazza, aggiungete un cucchiaino di echinacea secca, lasciate in infusione 10 minuti, filtrate e bevete. Potete bere la tisana una o due volte al giorno.

Controindicazioni. L’azione immunostimolante dell’echinacea la rende controindicata nei pazienti che seguono una terapia immunosoppressiva, ad esempio a causa di trapianti o malattie autoimmuni. Inoltre non può essere assunta dai soggetti allergici alle piante della famiglia delle Asteracee, e va utilizzata con cautela nelle persone che assumono contemporaneamente paracetamolo. Di solito si consiglia l’assunzione di estratti o tintura madre di echinacea per periodi non superiori alle 2-3 settimane. Infine è sconsigliata l’assunzione di echinacea in gravidanza e allattamento.

Fonte: fanpage.it Donna

Due medici condannati per l’omicidio di una bimba, ecco perché

Firenze, due medici negano il ricovero a una bimba: “È influenza”, ma lei muore d’ appendicite

  • di Susanna Picone

Due medici già condannati in via definitiva per omicidio colposo devono rimborsare all’Asl 10 di Firenze oltre mezzo milione, i soldi che la sanità pubblica ha pagato alla famiglia di una bambina che morì dopo quaranta giorni di ricovero all’ospedale pediatrico Meyer. I due medici sono ritenuti responsabili della morte della piccola, scomparsa a undici anni perché nessuno le diagnosticò per tempo un attacco di appendicite acuta.

A ricostruire la vicenda è il quotidiano Il Tirreno. Secondo quanto ricostruito sia in sede penale sia in sede di procedimento contabile, né la pediatra né la guardia medica hanno assistito la bimba come avrebbero dovuto.

Tutto è iniziato il 20 marzo del 2008, quando la pediatra venne informata telefonicamente dei disturbi della bambina, che aveva dolori addominali e ripetuti attacchi di vomito. La dottoressa formula “senza procedere a visita diagnosi di sindrome influenzale virale. Nuovamente contattata e informata della persistenza dei sintomi e della difficoltà di camminare della paziente – così la Corte dei conti – la pediatra conferma la precedente diagnosi con prescrizione di farmaci anti-influenzali. Inoltre ribadisce la stessa diagnosi il giorno successivo nonostante il quadro si fosse aggravato escludendo espressamente che i sintomi fossero ascrivibili a una diagnosi di appendicite”.

La Corte dei Conti sottolinea che la dottoressa si è limitata “a prescrivere un clistere non ravvisando la necessità di sottoporre la bambina a visita, anzi sconsigliandone il ricovero prospettato dalla madre perché ritenuto non opportuno ed eccessivo”. La famiglia si rivolge comunque alla guardia medica: alle 20 del 21 marzo il medico visita la piccola ma non dispone il ricovero d’urgenza in ospedale, consigliando il ricovero nel caso di non miglioramento nelle ore o nel giorno successivi.

Alla fine, la bimba arriva al Meyer per appendicite acuta “in seguito complicata da peritonite diffusa con conseguente choc multi-organo, causa della morte dopo 40 giorni di ricovero”. A entrambi i medici coinvolti, la magistratura contabile contesta “la colpa grave” in quanto “valutata la condotta in concreto, può ritenersi accertata la mancanza del livello minimo di diligenza, prudenza o perizia” richiesto dalla circostanza.

Fonte: fanpage.it

USA, bimba uccisa dall’ influenza. La madre: “Aveva la febbre a 40° e l’hanno mandata a casa”

  • di Biagio Chiariello

La piccola, originaria del New Jersey, è la seconda bimba a morire per i sintomi dell’ influenza in pochissime ore negli USA. Ed ora i genitori accusano i medici dell’ospedale dove è stata ricoverata: “Ci hanno detto che stava bene e l’hanno rispedita a casa”.

Stephanie Conteron aveva in programma di portare sua figlia Nevaeh a vedere il musical “Aladdin” a Broadway ieri sera. Ma invece di godersi lo spettacolo con la sua bimba di 6 anni, la donna del New Jersey dovrà organizzare il funerale della piccola. Nevaeh Hernandez è la seconda bimba americana a morire per i sintomi dell’influenza in pochissimi giorni, dopo Gabriella Chabot in California.

Secondo la sua famiglia questa tragedia avrebbe probabilmente evitata, se la giovanissima non fosse stata mandata a casa dall’ospedale con la febbre quasi a 40°. Venerdì pomeriggio Nevaeh era tornata a casa dopo le lezioni e aveva detto di avere mal di testa. La madre, Stephanie Conteron, le ha dato dei medicinali contro l’influenza e ha notato che la sua temperatura cominciava a salire. L’ha quindi portata al centro medico dell’Università di Hoboken quella stessa sera. La piccola è stata tenuta sotto osservazione per tre ore.

Un’infermiera e un assistente medico hanno spiegato alla genitrice che gli esami per mal di gola e influenza era risultati negativi, e così la bambina è stata rimandata a casa nonostante avesse la febbre alta.

Ma la madre ha deciso di farla controllare in un altro centro medico, lo Hackensack University Hospital. Lì, Nevaeh ha avuto quattro crisi, è entrata in coma ed è morta lunedì, ha detto l’avvocato della famiglia Louis Zayas. “Qui l’obiettivo è far capire il pubblico della pericolosità di questa influenza. Anche se a tuo figlio è stata somministrata la vaccinazione antinfluenzale, come a Nevaeh, potrebbe non essere sufficiente”, ha detto Zayas.

Sandra Rivera, la nonna materna della bimba, ricorda che “tutti hanno il diritto di chiedere a un medico di vedere il loro bambino e di stare in un ospedale finché non sentono di aver ricevuto le migliori cure”. E continua: “Solo un genitore può capire come ci si sente dopo la perdita di un figlia”, ha detto l’anziano. “E in questo caso è ancora peggio, perché noi riteniamo che la morte di Navaeh poteva essere evitata“.

Fonte: fanpage.it

Influenza, Dylan muore a 12 anni per sepsi. La mamma: “Attenzione a questi sintomi”

Influenza, Dylan muore a 12 anni per sepsi. La mamma: “Attenzione a questi sintomi”

  • di Ida Artiaco

Dylan Day è deceduto a soli 12 anni lo scorso 20 gennaio a Liverpool per complicazioni dell’influenza e a pochi giorni dalla diagnosi. La madre Sarah, ancora sconvolta per quanto accaduto, ha aperto una pagina Facebook in cui sensibilizza tutti i genitori sui sintomi dell’infezione mortale: “Solo così potete salvare i vostri figli”.

“Conoscere i sintomi dell’influenza ed evitare che questa si trasformi in sepsi e uccida i vostri figli”. È questo l’appello disperato di Sarah Day, madre 36enne di Dylan, morto due settimana fa a soli 12 anni a Stoke-on-Trent, nel Regno Unito, per complicazioni proprio dell’influenza.

Quella che credeva essere una comune febbre, accompagnata da vomito e mal di testa, è ben presto degenerata in una infezione del sangue, che ha causato il decesso il ragazzo lo scorso 20 gennaio, pochi giorni dopo la diagnosi. Le sue condizioni sono peggiorate improvvisamente, anche perché i suoi familiari non si erano resi conti della gravità della situazione e soprattutto non ne avevano interpretato i sintomi nella maniera corretta.

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“Per questo ora voglio sensibilizzare tutte le mamme e i papà”, ha scritto Sarah su una pagina Facebook che ha creato proprio per raggiungere questo obiettivo. Anche perché Oltremanica sono già state registrate ben 191 vittime dell’influenza, secondo dati ufficiali del Sistema sanitario nazionale, anche se il picco dell’epidemia pare sia stato superato.

Why Dylan ?

Posted by Dylansarmy In memory of our beloved son Dylan #dylansarmy on Thursday, February 1, 2018

“Abbiamo combattuto fino alla fine, le sue condizioni non si sono mai stabilizzate, fino a quando non è morto all’ospedale di Liverpool. Eppure non si lamentava mai, ha sopportato tutto con grande coraggio”, ha ricordato Sarah.

Per questo, consiglia a tutti i genitori di osservare con attenzione i propri figli, per capire se tutto vada bene. In realtà, il pericolo di sepsi è molto raro, ma quando si verifica può mettere a rischio la vita del paziente. Se infatti non viene diagnosticata o curata adeguatamente può causare il cedimento degli organi e infine la morte. Pochi sanno, infatti, che questa patologia ha un tasso di mortalità cinque volte superiore all’ictus e dieci volte superiore all’infarto.

Tra i sintomi da tenere d’occhio, ha sottolineato la madre di Dylan, vi sono: aspetto pallido o colorito bluastro, difficoltà a svegliarsi, respiro affannato, pulsazioni rapide e uno sfogo cutaneo che non va via facilmente. In ognuno di questi casi, si consiglia di rivolgersi al medico o di effettuare il trasferimento in ospedale del paziente.

Fonte: Fanpage

Il mese di nascita influisce sulle malattie: ecco i mesi migliori e peggiori

Il mese di nascita influisce sulla salute?

Lo sostiene uno studio condotto dai ricercatori della Columbia University: e non è il solo.

Può esserci una relazione tra il periodo di nascita e il rischio di sviluppare malattie? Se lo sono chiesti gli scienziati della Columbia University che hanno anche sviluppato un metodo computazionale utilizzando un algoritmo per esaminare i database medici di diversi cittadini residenti a New York.

Nati in maggio e nati in ottobre

Quello che è emerso è che il rischio di sviluppare 55 specifiche malattie potrebbe essere correlato con la stagione di nascita; e che le persone nate nel mese di maggio andrebbero incontro ad una probabilità più bassa di sviluppare malattie, al contrario dei nati in ottobre che correrebbero i rischi più alti.

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Lo studio è stato reso noto attraverso un articolo pubblicato dal Journal of American Medical Informatics Association. Gli autori dello studio adesso puntano a replicare il lavoro su altre aree degli Stati Uniti per verificare in che modo il cambiamento dei fattori ambientali e climatici potrebbe influire su queste singolari conclusioni.

Il mese di nascita, lo studio

I ricercatori hanno incrociato i dati relativi a 1.688 diverse malattie con le storie e le date di nascita di 1.7 milioni di pazienti trattati presso il New-York-Presbyterian Hospital/CUMC tra il 1985 e il 2013. Nel fare questa operazione sono partiti da ricerche precedenti che avevano già verificato la possibilità di una relazione tra incidenza di diversi disturbi, come l’asma o la sindrome da deficit di attenzione e iperattività, e la stagione di nascita.

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Il lavoro, però, è il primo ad affrontare il tema portando su larga scala. 39 delle associazioni già individuate e riportate dalla letteratura scientifica sono state confermate, mentre 16 nuove sono state individuate, inclusi nove tipi diversi di malattie cardiache. I test elaborati – secondo i ricercatori – dovrebbero garantire che le 55 associazioni osservate non siano frutto del caso.

I ricercatori hanno specificato che i dati raccolti, che dimostrano ad esempio che i nati in marzo sono più fragili di fronte alla possibilità di sviluppare alcune malattie cardiovascolari, sono strettamente connessi al contesto geografico.

Fonte: Fanpage

Ecco i cibi che bisogna evitare quando si ha l’influenza

Cibi da evitare con l’influenza

L’influenza torna sempre, a livello statistico sembra che colpisca una persona anche più volte in un anno. Per fortuna l’alimentazione giusta serve a combatterla e prevenirla. Le difese immunitarie non devono cedere e proprio per questo ecco una lista di cibi negativi che non dovrebbero essere assunti durante l’influenza, così da diminuire il più possibile la sua durata.

Ecco gli alimenti sconsigliati in caso di influenza

  • Insaccati. Sono ricchi di conservanti e polifosfati. Non aiutano il sistema immunitario a mantenersi in buona salute.
  • Bevande gassate. La causa è attinente alla presenza dell’anidride carbonica. Meglio evitare.
  • Superalcolici e alcolici. Non sono mai positivi per la salute, specialmente in questi casi.
  • Carne rossa. È sconsigliata, molto meglio il pollo oppure il pesce fresco.
  • Fritto. Può ripercuotersi sulla salute e peggiorare così i sintomi. Tanto andrebbe consumato non più di una volta al mese quindi, evitatelo quando siete malati!
  • Cibi precotti. Nella maggior parte dei casi presentano additivi chimici e conservanti. Lo stesso vale per gli alimenti inscatolati.
  • Latticini. In caso di influenza questa è proprio una categoria alimentare da cui astenersi.

Naturalmente anche il caffè, le merendine, biscotti ripieni, le bevande industriali e lo yogurt rientrano in questa lista. Anche la nicotina è da evitare, proprio come gli alcolici. Entrambi non sono alimenti ma il loro consumo è molto abitudinario.

Fonte: SoluzioniBio

Ecco cosa succede se mangi un cucchiaio di aglio e miele a digiuno per una settimana

Ecco quali incredibili benefici avrai assumendo aglio e miele a digiuno per una settimana

Spesso ci capita di sottovalutare le grandissime potenzialità e gli incredibili benefici che hanno gli alimenti che utilizziamo in cucina come semplici ingredienti.

Uno di questi alimenti è l’aglio che oltre ad essere un ottimo alleato in cucina, già nell’antichità, era apprezzato per le sue proprietà curative.

Per beneficiare di tutte le sue proprietà deve essere consumato crudo. La maggior parte delle sue proprietà sono dovute alla presenza di allicina, un composto attivo che viene liberato dopo che lo spicchio d’aglio viene “danneggiato” (liberando il composto solforato che dà il tipico odore all’aglio).

Tra le più importanti: proprietà antibatterica, inibisce batteri come il tifo; antibiotico naturale da utilizzare nei casi i cui la flora batterica intestinale sia stata alterata da cure precedenti, in quanto ne favorisce il ripristino; abbassa il livello di glicemia nel sangue e quindi è un valido aiuto nelle terapie contro il diabete; utile nel trattamento dei disturbi digestivi, malattie dell’apparato respiratorio e le micosi; rafforza il sistema immunitario; regola la pressione artesiosa; regolarizza il tasso di colesterolo e trigliceridi nel sangue.

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Un altro alimento davvero prezioso dal punto di vista benefico e curativo è il miele. Oltre ad essere una fonte di energia composto da zuccheri semplici ha tra le sue proprietà: decongestionante e calmante della tosse; azione protettiva e disintossicante del fegato; protegge, stimola e regola l’apparato digerente; diuretico; antiematico.

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Come assumere aglio e miele a digiuno

Ingredienti: 1 tazza di miele biologico di ottima qualità (circa 350 gr); 10-12 spicchi d’aglio biologici; un barattolo di vetro con tappo ermetico.

Tritare finemente l’aglio (oppure schiacciate gli spicchi) e inseriteli nel barattolo. Aggiungete il miele e mescolate bene. Chiudete il barattolo e conservatelo al buio per una settimana. Successivamente conservare a temperatura ambiente.

Assumere un cucchiaio a digiuno per 7 giorni, da solo o diluito in poca acqua tiepida.

I benefici

Rafforza il sistema immunitario. Grazie alle proprietà antimicotiche e antimicrobiche aumentano la risposta immunitaria contro virus, batteri e agenti patogeni.

Accelera la guarigione da raffreddore e influenza. In caso di malessere dovuto a raffreddore e influenza è un ottimo rimedio naturale.

Abbassa la pressione arteriosa. Aiuta a tenere sotto controllo l’ipertensione.

Migliora la circolazione sanguigna. Grazie all’effetto dei composti solforosi dell’aglio e dei composti nutrienti del miele.

Riduce le infiammazioni. Agisce come calmante in caso di malattie come l’artrite, o in caso di ritenzione idrica e disturbi muscolari, riducendo l’infiammazione.

Ottimo rimedio contro la tosse. Grazie all’effetto espettorante, facilita l’espulsione del muco.

Aiuta a tenere sotto controllo il colesterolo cattivo. Grazie all’allicina che aiuta a disintossicare il sangue ed eliminare l’eccesso di colesterolo.

6 cose che puoi fare in autunno per tenere lontana l’influenza

L’autunno è arrivato e con i primi freddi, spesso, arrivano anche i primi malanni di stagione: ci sono dei comportamenti che possiamo assumere e che in qualche modo ci preservano dall’influenza.
Ecco dunque sei semplici azioni da adottare per ridurre il rischio di raffreddori, tosse, mal di gola e influenza.

Non saltare la colazione

La prima regola è quella di un’alimentazione sana: non saltare mai la colazione, fare tre pasti completi che comprendano sempre frutta e verdura, evitare bibite e cibi con troppo zucchero che rallentano la funzione immunitaria.

Inoltre, non arrivare affamatissimi al pasto, perché il corpo percepisce il digiuno come uno stress importante.

Dormire bene, almeno 7 ore a notte

Con i primi freddi e le giornate più corte aumenta il tempo trascorso al chiuso in presenza di altre persone e il rischio di contagio; ma ammalarsi non è inevitabile, anzi. Per scongiurarlo, la prima regola è dormire a sufficienza: almeno sette ore a notteper gli adulti. La carenza di sonno, specie se cronica, porta con sé un serio abbassamento delle difese immunitarie.

Praticare attività fisica

È importante la pratica di attività fisica, basta anche una camminata tutti i giorni: l’esercizio riattiva la circolazione del sangue potenziando la funzione immunitaria.

Lavare spesso le mani

Fondamentale regola anti-contagio è il lavaggio delle mani: mai mangiare, mai toccarsi naso, occhi e bocca con le mani sporche. La prima azione al rientro in casa deve essere senz’altro quella di lavarsele.

Combatti le allergie

Le allergie si manifestano quando il corpo (attraverso il sistema immunitario) produce istamine in risposta a qualcosa con cui entra in contatto. Se hai squilibri del sistema digestivo, evita gli alimenti difficili da digerire (come glutine e latticini), prendi un probiotico di qualità, evita cibi ad alto contenuto di istamine e le tue allergie miglioreranno magicamente. Ecco alcuni alimenti contengono istamina o aumentano la formazione di istamina: i formaggi stagionati, i salumi, e gli spinaci. Altri alimenti invece agiscono da antistaminici naturali: mele, zenzero, menta piperita.

Tisane e bevande

Facilmente reperibili sul mercato, da optare ovviamente per quelle bio, molte piante ed erbe sono dei veri toccasana per il nostro sistema immunitario, da assumere sotto forma di infusi e tisane. Tra le più diffuse ricordiamo l’echinacea, utile contro l’influenza stagionale, e l’aloe vera, ottimo rimedio per rafforzare le difese immunitarie.

FONTE: SoluzioniBio

Combattere il raffreddore con l’infuso di buccia di mela

Al contrario di quanto si è soliti pensare, il raffreddore guarisce solo e soltanto con il passare del tempo: decongestionanti e antinfiammatori agiscono infatti sui sintomi, e non sui microbi che hanno scatenato la patologia. Nell’attesa di guarire possiamo però provare ad aiutare l’organismo ad affrontare al meglio l’infezione, e un sostegno in tal senso arriva sì dai farmaci, ma anche da rimedi assolutamente naturali!

Un esempio? Quando si è alle prese con un brutto raffreddore possiamo farci aiutare da un buon infuso di buccia di mela. Questo infuso conferisce un’idratazione adeguata, fondamentale sia in caso di febbre sia per fluidificare il muco che compromette le vie respiratorie.

er prepararlo bastano poche semplici mosse. Prima di tutto va essiccata la buccia, quindi dopo aver lavato e asciugato per bene la buccia di mela, tagliamola finemente e bagniamola con del succo di limone. Poniamola poi in forno a 80°C per circa 3 ore. Dopo di che prendiamo la buccia essiccata e lasciamola in infusione in acqua bollente per una decina di minuti.

A questo punto l’infuso sarà pronto all’uso, per cui dolcifichiamolo a piacere, anche con del miele, e beviamolo quando ancora caldo: il beneficio per le vie respiratorie e per la gola sarà pressoché immediato!

Fonte: SoluzioniBio