Pet visiting: ecco come la terapia intensiva diventa più umana

Pet visiting, Artù, il cane, va a trovare il suo padrone in terapia intensiva – di Leila Ben Salah per Nurse24

Il cane entra in terapia intensiva. Succede al Santa Maria Nuova di Firenze, dove Artù è riuscito a rivedere il suo padrone ricoverato in Ti grazie alla pet visiting.

Pet visiting, il progetto per l’umanizzazione delle cure – La Pet visiting è permessa al Santa Maria Nuova di Firenze secondo un regolamento ben preciso, che punta a un efficace percorso di umanizzazione delle cure.

Non è proprio semplice far entrare un cane in terapia intensiva. Ma Artù ha superato tutte le prove.

Ti potrebbe interessare anche «È solo un cane» e getta dal settimo piano il Jack Russell del figlio

Tutto nel reparto era stato predisposto per accogliere Artù secondo le procedure previste di igiene e sicurezza – dice infatti Cristina Rossi, direttore dell’assistenza infermieristica dell’area fiorentina e referente del progetto -, al fine di tutelare il paziente, gli altri ricoverati e il personale stesso.

Per esempio preventivamente abbiamo appurato l’esistenza dei requisiti indispensabili come la verifica comportamentale. Il giorno stesso Artù è stato sottoposto anche a una veloce pulizia con prodotti specifici prima dell’ingresso.

È stato commovente vedere l’emozione di entrambi – racconta Graziella Pimpini, infermiera con formazione sulla pet-visiting che ha seguito tutta la pratica – del paziente che attendeva il suo inseparabile amico a quattro zampe e quella di Artù incontenibile e festoso.

Ti potrebbe interessare anche United Airlines costringe una cliente a mettere il cane nella cappelliera: il cucciolo muore

Il progetto è realizzato dai dipartimenti infermieristico e di prevenzione, attraverso l’area veterinaria.

Ha preso il via proprio all’ospedale Santa Maria Nuova e ormai si è esteso a tutti gli ospedali dell’azienda Usl Toscana centro. A Firenze la pet visiting e la pet terapy sono già sperimentate da cinque anni all’interno degli hospice. Fonte Nurse24

Come sono strutturati i pronostici degli esperti che si trovano in rete per le vostre scommesse sportive?

Sono ormai tantissimi i siti di pronostici calcio che in rete grazie alla continua domanda da parte dei giocatori soprattutto i più inesperti, ma solo alcuni di questi sono davvero affidabili e gestiti da esperti del settore mentre molti sono gestiti da semplici appassionati che si dilettano nel fornire pronostici, ma la differenza è abissale e vediamo come poter valutare questi pronostici calcio e come scegliere solo quelli che più ci convincono. Innanzitutto la prima cosa da verificare per vedere se siano veramente affidabili i pronostici calcio devono essere sempre accompagnati da un’analisi dettagliata che spieghi la motivazione per cui si è dato un pronostico calcio così da vedere subito se si possa trattare di pronostici vincenti oppure affidati al caso.

Gli aspetti che devono essere tenuti in considerazione sono diversi e spaziano sia da quelli statistici dove si vagliano ultimi risultati, scontri diretti goal fatti e subiti così da capire se una squadra è in forma oppure meno e che trend sta vivendo. Altro aspetto fondamentale è quello tattico per verificare se le rose siano al completo o abbiano defezioni che le possono mettere in una posizione di svantaggio nel match. Questi aspetti sono fondamentali e non possono essere tralasciati in un pronostico calcio per far sì che si trasformi in un pronostico vincente. Una volta individuato il pronostico da giocare sui siti più professionali vi è anche la possibilità di trovare la comparazione di quella giocata sui diversi siti dei bookmakers così che la si possa giocare là dove ci garantiscono la vincita più alta che molte volte può anche essere molto diversa da un sito all’altro.

Anche se in Italia sono tanti i siti di gioco oltre al betting per esempio siti di giochi da casino come Skiller che offre il casino online con tutte le migliori slot machines in commercio oltre alla roulette online, black jack online e tutti i più famosi giochi casino ed il loro grande successo è però da attribuire soprattutto ai siti di pronostici calcio ed affiliazione che hanno sensibilizzato ed insegnato al giocatore come porsi davanti ai giochi online senza commettere quegli errori banali che la maggior parte delle volte si commettono da inesperti risultando sempre perdenti.

Miriam, mamma di 27 anni trovata morta nella vasca da bagno in hotel

Miriam, estetista e mamma di 27 anni, trovata morta nella vasca da bagno in hotel 

Miriam Ghanmi, giovane mamma di 27 anni, è stata trovata senza vita nella vasca da bagno nella stanza d’hotel di Marino alle porte di Roma, dove si trovava con il suo compagno.

La coppia ha un bimbo di soli due anni. Sul corpo non ci sono segni esteriori di violenza: l’ipotesi più accreditata è un improvviso malore.

È stata aperta un’inchiesta sulla morte di Miriam Ghanmi, una giovane mamma di 27 anni di origine tunisina, trovata senza vita nella stanza di un hotel su via Appia nel comune di Frattocchie, ai Castelli Romani.

La giovane, di professione estetista, si trovava con il compagno nella stanza dell’hotel: alla coppia, che da quanto si apprende abita con un bambino di due anni con i familiari di lui a Marino, e a volte capitava di prendere una stanza per avere qualche momento per sé.

La ragazza di origine tunisina, è stata trovata morta nella vasca da bagno dell’hotel. Il compagno ha raccontato di essersi addormentato e, svegliatosi poco dopo mezzanotte, di averla trovata nella vasca piena d’acqua priva di sensi.

L’uomo, 30 anni, ha chiamato immediatamente i soccorsi, Quando il personale sanitario del 118 è giunto sul luogo per Miriam non c’era però già più nulla da fare.

Sul corpo è stata disposta l’autopsia ma, da un esame superficiale, non sembrano esserci segni di violenza. L’ipotesi più accreditata al momento è che la ragazza sia deceduta per un malore.

Le indagini sono condotte dai carabinieri di Santa Maria delle Mole e alla compagnia di Castelgandolfo. Gli inquirenti hanno ascoltato il compagno che è ancora in stato di choc.

Il magistrato, per stabilire l’esatta causa del decesso, ha disposto l’autopsia e, come di prassi, anche gli esami tossicologici. Fonte: fanpage.it Titolo originale: Miriam, estetista e mamma di 27 anni, trovata morta nella vasca da bagno in hotel 

Malato di leucemia esaurisce i giorni di malattia: ecco il regalo dei colleghi

Vimodrone, malato di leucemia finisce i giorni di malattia: i colleghi gli regalano mille ore di ferie Francesco Loiacono

Emilio Lentini, operaio 53enne di una ditta di Vimodrone, in provincia di Milano, due anni fa è stato colpito da una grave forma di leucemia.

Dopo aver esaurito tutti i giorni di malattia per curarsi, i colleghi gli hanno donato quasi mille ore tra ferie e permessi retribuiti: l’uomo potrà così continuare le terapie per tornare pienamente in forma.

In questi giorni in cui sembra che l’attenzione e l’amore verso il prossimo siano scomparsi, sostituiti dalla volontà di respingere, censire e punire, dalla provincia di Milano arriva una notizia di segno opposto.

L’ha riportata negli scorsi giorni “Il Giornale di Treviglio” e riguarda ciò che è avvenuto all’interno di una ditta di Vimodrone che produce compressori, la Mattei Group. Uno dei suoi dipendenti, il 53enne Emilio Lentini di Cologno Monzese, due anni fa è stato colpito da una grave forma di leucemia e ha dovuto affrontare un lungo periodo di cure.

Le terapie, unitamente alla donazione di midollo da parte del figlio, hanno fortunatamente sconfitto la forma di leucemia mieloide acuta che affliggeva l’uomo, che all’inizio secondo i medici l’avrebbe ucciso nel giro di pochi giorni.

Le cure però si sono protratte talmente tanto nel tempo che il 53enne ha esaurito i giorni di malattia retribuiti dall’azienda. Il 53enne, secondo il medico del lavoro, non è ancora in grado di riprendere il proprio posto: per lui dunque si prospettava la possibilità di usufruire di un’aspettativa non retribuita, con tutte le conseguenze che questa strada avrebbe comportato per la sua famiglia.

A questo punto, però, entrano in gioco i colleghi del 53enne: sia quelli dello stabilimento di Vimodrone sia quelli dell’altra sede a Verdello, nel Bergamasco.

Gli operai, sfruttando una delle normative previste dal Jobs act, hanno donato parte delle proprie ferie al collega, regalandogli in questa maniera la possibilità di restare a casa, curarsi ed essere regolarmente retribuito per quasi altre mille ore.

Una possibilità che si chiama “ferie solidali” ed è una maniera per poter aiutare concretamente colleghi in difficoltà. Gli operai della Mattei Group hanno così reso concreto il loro sostegno al collega, che potrà beneficiare di altre 911 ore per recuperare dalla malattia: la sua speranza, ne siamo sicuri, è quella di poter tornare presto, in salute, a dare una mano ai suoi generosi colleghi. Fonte: fanpage.it Titolo originale: Vimodrone, malato di leucemia finisce i giorni di malattia: i colleghi gli regalano mille ore di ferie

La pasta non fa ingrassare ma dev’essere mangiata in questo modo

La pasta non fa ingrassare, uno studio lo dimostra – di SoluzioniBio

La pasta fa ingrassare? I carboidrati vengono spesso additati come responsabili dell’aumento di peso, al punto che per anni abbiamo visto una diminuzione dei consumi di pasta e pane.

Questo perché le ultime tendenze mettevano in discussione il modello della dieta mediterranea a vantaggio di regimi alimentari iperproteici. Eppure ecco cosa rivelano le ultime ricerche scientifiche.

Quindi la pasta non fa ingrassare?

carboidrati contenuti nell’alimento italiano per eccellenza, la pasta, potrebbero essere scagionati da questa accusa grazie a uno studio del St. Michael’s Hospital di Toronto pubblicato su ‘BMJ Open’ e riportato da Adnkronos.

Il lavoro ha messo in evidenza il basso indice glicemico della pasta, a differenza della maggior parte dei carboidrati raffinati, rapidamente assorbiti nel flusso sanguigno.

“Questa proprietà – spiegano i ricercatori dell’ospedale canadese – provoca minori aumenti dei livelli di zucchero nel sangue rispetto a quelli causati dal consumo di cibi con un alto indice glicemico”.

La ricerca si è basata sulla revisione e analisi di 30 studi controllati e randomizzati su circa 2.500 persone che hanno mangiato pasta invece di altri carboidrati come parte di una dieta sana a basso indice glicemico.

“Lo studio ha rilevato che la pasta non ha contribuito all’aumento di peso o del grasso corporeo – spiega John Sievenpiper, autore principale della ricerca – 

In realtà l’analisi ha mostrato una leggera perdita di peso, quindi, contrariamente alle preoccupazioni, forse la pasta può essere parte di una dieta sana come quella a basso indice glicemico”.

Mangiate sano e la pasta non vi farà ingrassare. “Questi risultati – sottolineano ancora i ricercatori – sono generalizzabili alla pasta consumata insieme ad altri alimenti a basso indice glicemico.

Tuttavia – avvertono – sono necessari ulteriori studi per determinare se la mancanza di aumento di peso si può estendere al consumo di pasta anche in altri tipi di diete salutari”.

E conclude infine Sievenpiper: “Possiamo dire con una certa sicurezza che la pasta non ha un effetto negativo sugli esiti del peso corporeo quando viene consumata come parte di un regime alimentare sano”. Fonte: SoluzioniBio

Cannabis light: ecco quanto stabilito dal Consiglio superiore della sanità

Bocciata la libera vendita della cannabis light – di Angela Rossi

Secondo gli esperti “non può essere esclusa la pericolosità della sostanza”

Non può essere esclusa la pericolosità della cannabis light”. E’ questo il parere del Consiglio superiorie della sanità, chiamato in causa del ministero della Salute sul tema, in riferimento ai “prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa” venduti nei cosiddetti “canapa shop” diffusi in tutta Italia.

L’organo consultivo ha quindi raccomandato “che siano attivate, nell’interesse della salute individuale e pubblica, misure atte a non consentire la libera vendita dei suddetti prodotti”.

Un primo colpo di arresto a questo tipo di mercato che ha fatto registrare un vero e proprio boom, con centinaia di punti vendita aperti in tutto il Belpaese.

Al Css, consultato dal Ministero della salute, sono stati posti due quesiti: 1) se questi prodotto sono da considerarsi pericolosi per la salute umana; 2)se possano essere messi in commercio ed eventualmente a quali condizioni.

Gli esperti, hanno quindi risposto che la pericolosità di questi prodotti non può essere esclusa in quanto la “biodisponibilità di Thc anche a basse concentrazioni non è trascurabile, sulla base dei dati di letteratura; per le caratteristiche farmacocinetiche e chimico-fisiche, Thc e altri principi attivi inalati o assunti con le infiorescenze di cannabis sativa possono penetrare e accumularsi in alcuni tessuti, tra cui cervello e grasso, ben oltre le concentrazioni plasmatiche misurabili; tale consumo avviene al di fuori di ogni possibilità di monitoraggio e controllodella quantità effettivamente assunta e quindi degli effetti psicotropi che questa possa produrre, sia a breve che a lungo termine”.

Quanto al secondo quesito posto dal segretariato generale del ministero della Salute, il Css ritiene che “tra le finalità della coltivazione della canapa industriale” previste dalla legge 242/2016 – quella che ha ‘aperto’ al commercio, oggi fiorente, della cannabis light – “non è inclusa la produzione delle infiorescenze né la libera vendita al pubblico; pertanto la vendita dei prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa, in cui viene indicata in etichetta la presenza di ‘cannabis’ o ‘cannabis light’ o ‘cannabis leggera’, in forza del parere espresso sulla loro pericolosità, qualunque ne sia il contenuto di Thc, pone certamente motivo di preoccupazione”. Fonte: interris

Dieta del ciclo: ecco come dimagrire seguendo gli ormoni

Dieta del ciclo, per dimagrire assecondando gli ormoni – articolo tratto da SoluzioniBio

Ti potrebbe interessare anche Coppetta mestruale, tutte le cose da sapere: come si usa, i vantaggi, le controindicazioni

Se è vero che per le donne un grosso ruolo lo giocano gli ormoni, sia negli stati d’animo che nella forma fisica, ecco una dieta che tiene conto dello sbalzo ormonale e della diversa fame che abbiamo nei vari giorni del mese.

Un regime alimentare che cambia di mese in mese, seguendo la naturale variazione degli ormoni e del senso di fame durante il ciclo mestruale.

Quando digiunare? Tra il 5 e l’11 giornoLa dieta del ciclo prevede un digiuno di 16 ore nella fase follicolare, ovvero dal quinto all’undicesimo giorno, e un giorno a settimana durante la menopausa.

Lo scopo del digiuno controllato è quello di favorire l’innalzamento dell’umore, combattere lo stress ossidativo, i livelli di infiammazione insieme al mantenimento del peso e al rafforzamento del sistema immunitario.

Cyclicity diet, ecco come si fa 

La dieta ciclica si inizia il primo giorno del ciclo ovarico, o nella fase follicolare tardiva (5-11), quando il desiderio di cibo è meno intenso ed è più facile sottoporsi a una restrizione.

Ti potrebbe interessare anche Ecco con che cosa sostituire i dolci quando si ha il ciclo

Carboidrati e grassi potrebbero essere, invece, moderatamente aumentati nei 5-8 giorni prima delle mestruazioni.

La dieta del ciclo tiene conto oltre che del ciclo ovarico, anche del ritmo circadiano. Gli estrogeni, infatti, svolgono un ruolo importante nella regolazione del comportamento alimentare circadiano durante un’alimentazione ad alto contenuto di grassi. L’abbassamento degli estrogeni porta la donna a dormire di meno e a mangiare più cibo.

Cosa succede ad una donna durante il ciclo mestruale. L’interazione degli ormoni sessuali femminili durante il ciclo ovarico influenzano l’appetito e il comportamento alimentare, regolato dalla regione del cervello chiamata ipotalamo.

Estrogeni, progesterone e androgeni sono dei modulatori dell’assunzione di cibo e dell’equilibrio energetico, che esercitano un’azione periferica diretta sul tessuto adiposo.

Secondo le analisi, l’assunzione media di cibo è più bassa nel periodo pre-ovulatorio, quando i livelli di estradiolo sono più alti, per raggiungere il picco massimo nel periodo pre-mestruale, quando il progesterone è più alto e il livello di serotonina nel cervello è più basso, fattore che spiega la maggior voglia di dolci.

Gli estrogeni hanno un potenziale effetto benefico per perdere peso, ecco perché manipolando i livelli di questi ormoni con dieta e attività fisica ad hoc, il dimagrimento risulta più semplice. Fonte: SoluzioniBio

Ecco le 6 possibili cause del mal di testa mattutino

Mal di testa mattutino: ecco le 6 possibili cause  – di Valeria Paglionico – articolo di fanpage.it

Ti potrebbe interessare anche Ecco come preparare l’acqua di zenzero, bevanda curativa contro mal di testa ed emicranie

Vi è mai capitato di svegliarvi con un terribile mal di testa anche dopo aver dormito per una notte intera? Le cause nascoste dietro dei dolori simili possono essere le più svariate: ecco quali sono.

Soffrire di mal di testa è una cosa terribile in qualsiasi momento della giornata ma, quando ci si sveglia con un dolore così forte da sentire quasi che il cranio stia per esplodere, è davvero insopportabile.

Sarà capitato a tutti almeno una volta nella vita di provare una cosa simile e di cominciare la giornata senza forze ed energie. In casi come questi si viene tormentati da un unico desiderio: tornare a dormire.

A dispetto di quanto si possa pensare, i mal di testa mattutini sono molto comuni e a causarli sono le ragioni più svariate: ecco quali sono.

1. Emicrania – Coloro che soffrono di emicrania sanno bene che il momento della giornata in cui il dolore alla testa compare con una maggiore frequenza è tra le 4 e le 9 del mattino.

E’ proprio in questo lasso di tempo che il corpo produce meno endorfine ed encefaline, che sono degli antidolorifici naturali, e che rilascia elevate quantità di adrenalina.

Quest’ultima influisce sulla pressione sanguigna e nella maggior parti dei casi la cosa porta all’emicrania. Come fare per evitarla? Ridurre al minimo lo stress, seguire una dieta sana e dormire bene.

2. Apnea notturna – L’apnea notturna è un disturbo potenzialmente grave che fa smettere di respirare durante il sonno, causando un terribile mal di testa al risveglio.

Il dolore è dovuto alla mancanza di ossigeno e all’aumento di pressione che può svilupparsi nella testa.

Solitamente è difficile capire da soli se si soffre di un problema simile, è necessario rivolgersi a un esperto per saperlo e per farsi consigliare una cura adeguata.

3. Astinenza da caffeina – Le persone che bevono molti caffè ogni giorno e che smettono di prenderlo da un momento all’altro possono soffrire l’astinenza.

Uno dei sintomi di quest’ultima è il mal di testa, visto che la caffeina ha un forte impatto sul flusso sanguigno.

Per evitare che succeda, si dovrebbe rinunciare al caffè gradualmente, cercando di non berlo soprattutto nel pomeriggio.

4. Digrignamento dei denti – A causare il mal di testa potrebbe essere anche un incosciente digrignamento dei denti che avviene durante la notte.

Le articolazioni temporo-mandibolari collegano la mascella inferiore al cranio e possono provocare anche dei piccoli cambiamenti nel posizionamento della mascella, causando dunque mal di testa.

5. Aver bevuto alcolici prima di dormire – Bere alcolici poco prima di andare a dormire potrebbe causare dei terribili mal di testa al mattino, non solo quando si è alzato eccessivamente il gomito.

Ci sono infatti dei composti nell’alcool che possono interagire negativamente con i neurotrasmettitori nel cervello, provocando dolori alla testa ed emicranie, aggravate dal fatto che il corpo è disidratato dopo l’assunzione delle bevande alcoliche.

6. Problemi gravi – Solo in rari casi il  mal di testa mattutino potrebbe nascondere qualcosa di più serio ma è necessario sapere che anche malattie come un tumore al cervello possono causare dei dolori simili al risveglio.

Nella testa, infatti, potrebbero esserci delle masse che pressano il liquido cerebrospinale, causando anche problemi alla vista, all’equilibrio e alla salute mentale. Fonte: fanpage.it

Disoccupazione in USA, ecco il record di Donald Trump

Negli USA il più basso tasso di disoccupazione – di Davide Pellegrino. 3,8%. È questo il dato della disoccupazione negli USA sotto l’amministrazione di Donald Trump.

Ti potrebbe interessare anche Trump lascia il G7 e scatta la polemica: ecco la risposta dei partecipanti

È il più basso mai registrato in 18 anni, ossia dall’inizio del nuovo millennio. Le offerte di lavoro, ad oggi, ammontano a 6,7 milioni e superano il numero dei disoccupati, che all’8 giugno (cioè oggi) sono meno di 6,1 milioni su un totale di 325.127.000 abitanti.

Un piccolo capolavoro, lo si potrebbe definire. Nel massimo splendore di Barack Obama – pensiamo al 2010, due anni dopo il fallimento della Lehman Brothers – all’apice vi erano 6,5 milioni di persone in crisi occupazionale, mentre sotto George W. Bush vi era un rapporto di 1,5.

Oggi, siamo sempre sulla soglia dello zero virgola. A cosa si deve tutto questo? In parte, naturalmente, alla lotta alle delocalizzazioni.

Obbligando la Ford a cancellare un progetto aziendale in Messico da 1.6 miliardi di dollari, e destinando 700 milioni degli stessi al potenziamento degli stabilimenti a Flat Rock (Michigan), ad esempio, ha evitato che venisse esportato, in primo luogo, il cosiddetto “know-how”, tutto il sapere accumulato non solo dall’imprenditore ma anche da coloro che hanno dato il loro determinante contributo a crearlo, ossia gli operai. In un certo senso ha tutelato questi ultimi.

Sul piano prettamente economico e sociale, invece, ha permesso che non si trattenessero all’estero i maggiori profitti a danno della cosiddetta “rust belt”, sempre più indebitata ed impoverita alla luce, inoltre, delle frammentazioni delle filiere industriali.

Quello che ci troviamo di fronte, grazie all’America First, oggi, è un mercato del lavoro dinamico. Sempre più statunitensi si spostano da un’azienda all’altra. Il tasso di non occupazione tra diplomati, laureati e aventi titoli inferiori non ha mai superato il 5% in un anno e mezzo di presidenza.

Già in aprile si era registrata la differenza più bassa di sempre con la disoccupazione tra i bianchi, scesa al 2,4%. Record nella storia.

Sembra, quindi, che la creazione di nuovi posti di lavoro sia ad appannaggio di tutte le fasce sociali e persino delle minoranze. Alla faccia del razzista che avrebbe creato disastri. Fonte Oltre la linea

Gloria, la principessa dei poveri: ecco la sua emozionante storia

Gloria Thurn und Taxis: una principessa fuori dagli schemi – di Silvia Costantini Tutto quello che non ci saremmo mai aspettati di sapere

Ti potrebbe interessare anche Benedetto XVI: «Sono in pellegrinaggio verso Casa, grato dell’amore che mi circonda»

Come sono e come vivono le principesse ai giorni nostri? Ce lo siamo chiesti prima di incontrare Gloria Thurn und Taxis, negli anni 80 conosciuta per essere una delle protagoniste indiscusse del jet set internazionale, nonché moglie dell’ormai scomparso principe Johannes von Thurn und Taxis.

La principessa ci accoglie con semplicità nella sua casa romana e si racconta a cuore aperto, in un dialogo appassionante, a partire dalla fede nella sua vita.

E’ stata sempre credente?  Principessa Gloria: Sono cresciuta in una famiglia molto cattolica e i miei nonni hanno giocato un grande ruolo in tutto questo.

Mia nonna russa era ortodossa mentre l’altra era polacca e cattolica. Pregavamo insieme anche con i miei genitori prima di mangiare, prima di dormire e celebravamo sempre la domenica e le varie festività con la Messa.

Sin da quando ero una ragazzina mi sono resa conto che bisognava dare una direzione alla propria vita, scegliere se essere dalla parte del bene o del male.

E c’è un’immagine, un sogno che mi porto dentro da allora: sapevo che ascoltare il diavolo voleva dire promesse di grandi successi, mentre con gli angeli avrei avuto una vita bella, ma alla fine della vita.

Io volevo lavorare con gli angeli.  Negli anni ’70 e ’80 quando sono diventata una giovane adulta, andando via di casa, la religione non giocava più questo grande ruolo nella mia vita come da bambina.

Ma poi, quando ero una giovane sposa e sono diventata madre, ho voluto dare un’educazione cattolica ai miei figli.

La cosa più importante che ho potuto trasferire loro è l’assoluta fiducia nel cielo. Anche se la fede è un dono.

Che cosa significa per lei essere cattolica impegnata?  Principessa Gloria: Devo molto a una mia zia, suora benedettina che mi diceva sempre che dovevo mettere il mio nome a servizio del Signore, la mia fama doveva servire ad aiutare a dimostrare la bellezza del Vangelo.

Ho fatto mio quell’invito e ho capito che volevo promuovere la vita cattolica, il lifestyle in ogni occasione, anche con la stampa.

Un altro elemento importante per la mia fede sono i riferimenti nella Chiesa. Mi sono formata a Ratisbona e ho capito molto presto che, se volevo stare nella Chiesa, avevo bisogno di capire di più e dovevo avere dei sacerdoti di riferimento, con i quali c’era un rapporto di fiducia e di amicizia.

Così mi sono trovata una rete sacerdoti. Tra loro c’era anche l’allora cardinale Ratzinger, che veniva a Ratisbona per le sue vacanze e con il quale si era creato un buon rapporto.

Crede nella provvidenza?  Principessa Gloria: Mi sono fatta sempre dirigere dagli eventi, dalla provvidenza, dal bene.

Ma, in particolare dal mio angelo, a cui mi affido completamente. Monsignor Josemaría Escrivá diceva che quando doveva attraversare una porta, dava sempre la precedenza al suo angelo.

E questa è la relazione che bisognerebbe avere con il proprio angelo. Io non sento la sua presenza ma so che c’è.

Dopo la morte di suo marito si è ritrovata a dover crescere tre figli da sola, dove ha trovato la forza?

Principessa Gloria: Una fede forte, “abituata” e la rete della Chiesa sono state il mio sostegno.

A quei tempi c’era molta gente che si voleva approfittare di me, del fatto che fossi sola. Ma la fonte della fede mi nutriva e ce l’ho fatta.

Mi sono affidata agli angeli e loro mi hanno guidata. Mi hanno aiutata in tanti modi, per esempio mettendomi di fronte la persona di cui avevo bisogno, in quel preciso momento.

Affidarmi agli angeli è stata la scelta più giusta che potessi fare, anche la più adatta al mio carattere, perché non amo fare piani, ma voglio essere aperta, fiduciosa.

Come si occupa degli “ultimi”?  Principessa Gloria: Sistematicamente la nostra famiglia da quasi 100 anni, si occupa di organizzare una “tavola calda” per i poveri, all’interno del castello di Ratisbona, nel bellissimo refettorio dei benedettini.

Nel 1919, anche in Germania, dopo la guerra c’era tanta povertà e la gente aveva fame. Il nonno di mio marito aveva aperto questo servizio per i poveri.

Quando rimasi vedova e mi trovai ad amministrare il patrimonio di mio marito, dovendo fare dei tagli, mi chiesi se dovevo chiudere quest’istituzione, visto che ai giorni nostri non c’era più la fame del post guerra.

Ma prima di prendere una decisione feci fare uno studio e ne venne fuori che nella ricca Germania c’è gente affamata.

Oggi i nuovi poveri sono gli studenti e i vecchi. Gli anziani vivono con pochissimo e per loro un pasto caldo è spesso l’unico pasto della giornata.

Ecco perché ho deciso di lasciare aperta quest’istituzione, di cui non abbiamo fatto pubblicità perché nella nostra mentalità il bene si fa e non si pubblicizza.

Qual è la sua preghiera preferita?  Principessa Gloria: Ogni giorno ho una lista di preghiere in tedesco, in particolare prego lo Spirito Santo, e non manco di rivolgere più volte al giorno la mia preghiera agli angeli Gabriele, Michele e Raffaele.

E naturalmente, il Rosario alla Madonna. Quando non riesco a riposare il Rosario è il miglior regalo del cielo.

Il mio motto di vita è: “mettimi davanti o Signore quello che devo fare, dammi la visione di vedere ciò che devo fare”. Per questo il Cielo mi conosce bene!

Molti invidierebbero la sua posizione sociale. Che cosa gli direbbe? Cosa conta davvero per lei? 

Principessa Gloria: La mia posizione sociale l’ho dovuta conquistare. Certo essere la principessa T&T è bellissimo, ma avrei potuto vivere chiusa nel mio castello, invece ho scelto di vivere fuori, in mezzo alla gente.

Mia zia suora mi ha sempre detto che dovevo stare in mezzo alle persone perché attraverso la mia vita avrei potuto farle innamorare del Signore.

E, io faccio così. Per esempio, in Germania partecipo a quiz televisivi, e anche se raccontiamo delle cose leggere, ho sempre la possibilità di rilanciare con qualcosa di profondo.

Sappiamo che ha avuto una grande amicizia con il papa emerito, Benedetto XVI.

Chi è Joseph Ratzinger visto da vicino? Lo ha incontrato ultimamente?  Principessa Gloria: Ho visto il Papa prima di Natale.

E’ realmente sempre la stessa persona con solo un po’ di anni in più. Ha la solita curiosità della vita, ha sempre voglia di ridere. Lui da quando ha rinunciato al pontificato è tornato ad essere se stesso.

Il sogno nel cassetto?  Principessa Gloria: Per quanto riguarda i miei sogni, ho già realizzato tutto quello che potevo desiderare.

Desidero per i miei figli che incontrino un partner che li aiuti a crescere nella fede. Fonte Aleteia