Strasburgo: attentato organizzato per salvare Macron?

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Strasburgo sono circa le 20 della sera di martedì e un uomo fa fuoco in un mercatino di Natale uccidendo 3 persone e ferendone altre 16, alcune in modo grave.

Sembra un copione già scritto eppure anche questa volta viene recitato come le altre e anche questa volta a reti unificate sentiamo ripetere il mantra del terrorista islamico che dopo l’attentato si dà alla fuga.

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Tra i feriti anche un giovane giornalista italiano Antonio Megalizzi che sta lottando con tutte le sue forze per sopravvivere.

Non vogliamo mettere in dubbio la veridicità dei feriti e delle vittime ci uniamo anzi al dolore delle famiglie.

Davvero strane però sono le tempistiche e la modalità dell’attentato che arriva puntualmente quando in Francia i gilet gialli incalzano il presidente Macron.

Lo schema è sempre lo stesso come quello di molti altri attentati: un presunto estremista islamico che poi sparisce nel nulla.

Sul web molti si stanno facendo queste stesse domande. Anche Massimo Mazzucco sul suo sito Luogocomune dedica uno spazio alla vicenda.

Strasburgo: un attentato per salvare Macron?

Mazzucco incentra la questione su due punti: tempi e modalità che fanno dell’attentato di Strasburgo un avvenimento piuttosto strano.

Scrive infatti Mazzucco: ” Se un certo governo attraversa un periodo particolarmente difficile, state alla larga dai mercatini e dai luoghi affollati di quella nazione. La “cellula dormiente” di turno sarà pronta a risvegliarsi proprio in quelle occasioni.”

E aggiunge poi: ” Fino a ieri sera tutti i tg e le testate giornalistiche francesi parlavano solo di Macron, di come il suo discorso non fosse riuscito a placare i Gilet Gialli, e di come ormai la fine del suo governo apparisse scontata

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Conclude poi l’articolo dicendo che tutti i media si occuperanno del famigerato Cherif Chekatt, il presunto estremista islamico a piede libero. Dobbiamo aggiungere altro?