Speranza denuncia Salvini per istigazione all’odio razziale

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E così escono le idee più strampalate, come è capitato a Speranza.

Adesso Salvini in galera diventa la nuova battaglia – di F.S.

A sinistra hanno perso la testa di fronte ad un leader che vuole garantire sicurezza- e l’onorevole Speranza (Leu) lo denuncia per violazione della legge Mancino. Dia uno sguardo alla regione Emilia Romagna…

Un anno, tre anni, chissà quanto tempo dovremo vedere in galera il ministro dell’interno. Già, perché alla sinistra nostrana non passa mai il vecchio vizio di gettare in carcere l’avversario politico.

Da degno seguace di Napolitano e gerarchismo filosovietico, l’esibizione quotidiana tocca all’onorevole Speranza (giustizialista targato Leu) che non ha trovato di meglio da fare che denunciare Matteo Salvini addirittura per violazione della legge Mancino.

Ormai, questa è l’Italia, un paese in cui chiedere il controllo del territorio censendo chi staziona nei campi rom è diventato un reato senza che nessuno lo abbia mai stabilito. E così escono le idee più strampalate, come è capitato a Speranza.

Eppure, il prode esponente dell’estrema sinistra avrebbe potuto informarsi da qualche suo compagno: in Emilia Romagna e non nell’Ungheria di Orban è la regione, con una legge del 2015, a praticare il censimento senza che alcuno se ne sia adontato. Se lo fa il compagno ok, se lo si fa a destra guai.

Chissà se la Caritas – che ieri si è esibita in una specie di scomunica di Salvini – ha mai gettato lo sguardo dalle parti di Bologna. Chissà se quando invece è il sindaco di Napoli, De Magistris, a promettere barricate, è giusto che si stia zitti di fronte ad una vera e propria istigazione all’odio contro il leader della Lega. Ma stiamone certi, De Magistris non sarà denunciato dall’onorevole Speranza.

Poi, l’Europa, che si dice inorridita nei salotti bene macchiati dal whisky colato improvvisamente dai bicchieri d’argento; tutti costoro non hanno ancora capito da che parte sta il popolo rispetto all’ignavia dei palazzi che pretendono di dettare ancora le regole del gioco.

Di fronte a tanta ipocrisia – e anche alle paure da caghetta di Conte e Di Maio – ha fato bene Salvini a ribadire che “sul censimento io vado avanti e non mollo”. Anche perché se lo facesse deluderebbe tantissima gente che gli sta dando ragione. Fonte: IL GIORNALE D’ITALIA