Sigarette elettroniche, le hanno fatte fumare ai topi ed ecco i risultati

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Grasso nel fegato con le sigarette elettroniche: rischio diabete, cirrosi epatica e cancro

  • di Andrea Centini

Un team di ricerca americano ha dimostrato che la nicotina presente nelle sigarette elettroniche aumenta il rischio di sviluppare il fegato grasso, una condizione associata a diverse patologie gravi.

Le sigarette elettroniche possono favorire l’accumulo di grasso nel fegato, determinando una condizione nota come steatosi epatica non alcolica (NAFLD) o più semplicemente ‘fegato grasso’. Si tratta di uno dei principali fattori di rischio per patologie cardiovascolari, diabete mellito, aterosclerosi, cirrosi epatica e anche del cancro. Lo hanno dimostrato ricercatori dell’Università della Medicina e della Scienza “Charles R. Drew” di Los Angeles, dopo aver condotto degli esperimenti con modelli murini (topi).

Gli studiosi, coordinati dal professor Theodore C. Friedman, Presidente del Dipartimento di Medicina Interna e docente di Medicina Cardio-Metabolica presso l’ateneo californiano, per tre mesi hanno analizzato il metabolismo di topi geneticamente modificati per non esprimere il gene di una specifica proteina, l’apolipoproteina E, la cui assenza rende i roditori più inclini allo sviluppo di malattie cardiache e a soffrire di fegato grasso. I topi sono stati nutriti con una dieta ipercalorica – ricca di grassi e colesterolo – e sono stati divisi in due gruppi: il primo è stato posizionato in una camera esposta all’aerosol prodotto dalle sigarette elettroniche, il secondo a un aerosol salino (il classico gruppo di controllo).

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Gli scienziati hanno fatto in modo che i topi esposti all’aerosol delle sigarette elettroniche esprimessero nel sangue livelli di nicotina paragonabili a quelli di un fumatore di “e-cig”. Dopo aver soppresso gli animali hanno analizzato i loro fegati, evidenziando non solo un avanzamento nella steatosi epatica non alcolica, ma anche variazioni in oltre 430 geni associati all’accumulo di grasso nel fegato. Friedman e colleghi hanno inoltre osservato cambiamenti nei geni legati ai ritmi circadiani – all’orologio biologico -, le cui anomalie sono anch’esse associate al fegato grasso.

La popolarità delle sigarette elettroniche è aumentata rapidamente in parte a causa della pubblicità che ne sottolinea la sicurezza rispetto alle sigarette tradizionali”, ha sottolineato l’autore principale dello studio. “Ma poiché il grasso in eccesso nel fegato rischia di essere dannoso per la salute – ha proseguito Friedman – concludiamo che le sigarette elettroniche non sono così sicure come sono state promosse ai consumatori”. I dettagli della ricerca sono stati presentati in una conferenza dell’ENDO 2018, il 100° incontro annuale della Endocrine Society attualmente in corso di svolgimento a Chicago.

Fonte: Fanpage