Serial killer, lo strano fenomeno tutto americano ed europeo

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    I serial killer sono un fenomeno sottovalutato e sopravvalutato al tempo stesso, montato ad arte per fini politici e di controllo sociale.

    L’informazione ufficiale continua infatti a presentare il serial killer come il simbolo del terrore, dopodiché esistono centinaia di volumi, testi, studi, ecc.

    che incentrano le loro analisi sulle personalità di questi presunti assassini (l’infanzia, la loro personalità, i traumi subiti, le loro patologie, ecc.).

    Addirittura esiste una classificazione con valore internazionale (CSK assassino seriale classico, ASK assassino seriale atipico, e così via).

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    Sennonché, sia i testi, che gli studi, che il fenomeno, sono un immenso circo mediatico per confondere le idee e dirottare le scienze giuridiche, antropologiche, criminologiche, verso falsi obiettivi.

    Consideriamo infatti questi dati: il fenomeno dell’uccisore seriale, cioè della persona che prova piacere nell’uccidere e nell’infliggere dolore, è esistito da sempre; dall’antica Roma, dove gli schiavi erano massacrati da belve feroci per il divertimento di molti, alle torture degli inquisitori (spesso veri e propri omicidi commessi solo per il piacere di veder soffrire la vittima), ai casi famosi di Gilles de Rais, o di Vlad l’Impalatore.

    Tutt’oggi però, ci si dimentica che molti potenti non esitano a scatenare guerre che fanno milioni di morti, la maggior parte delle volte senza un vero motivo; e molti soldati uccidono per il gusto di uccidere, come sa perfettamente chiunque è stato a contatto con la vera guerra.

    Alcuni militari, e alcuni politici, quindi, sono dei veri e propri assassini seriali di massa; la differenza sta in due fattori:

    1) il numero dei morti (Bush, Obama, o i politici nostrani che firmano le dichiarazioni di guerra, hanno sulla coscienza milioni morti; i serial killer al massimo poche decine);

    2) alle guerre ci siamo abituati (finché non ci vanno i nostri figli o non vengono bombardate le nostre case, ovviamente), ai serial killer no.

    La letteratura e gli studi di settore non tengono conto, poi, del fatto che molti serial killer classificati come tali, in realtà non sono affatto tali, perché ad un esame approfondito sono innocenti, vittime di errori giudiziari, o addirittura incastrati consapevolmente per depistare dai reali colpevoli.

    Solo per fare qualche esempio veloce, i ragazzi coinvolti nei delitti delle Bestie di Satana, come è emerso nell’analisi effettuata dal numero 6 di Delitti e Misteri, sono in realtà innocenti.

    Charles Manson, considerato uno degli assassini più feroci della storia del crimine, come cerchiamo di dimostrare in questo numero, è in realtà innocente.

    Damien Echols, condannato per l’omicidio di tre bambini, è stato scagionato e liberato dopo 18 anni.

    Angelo Izzo, il cosiddetto Mostro del Circeo, come può constatare chiunque facendo una rapida ricerca su Wikipedia, è in realtà un agente dei servizi segreti, che ha da sempre agito per conto di essi.

    Viene spesso presentato come un caso di omicidio seriale (irrisolto) anche il cosiddetto femminicidio di Ciudad Juarez (v. ad es. il recente testo sui serial killer di De Luca e Mastronardi).

    Appare evidente invece a chiunque abbia un minimo di logica che oltre 300 donne uccise, senza che l’assassino venga mai scoperto, non costituisce un caso di omicidio seriale, ma di vero e proprio massacro sistematico commesso da autorità militari con coperture ad alti livelli, e lo dimostra il fatto che chiunque abbia tentato di approfondire la vicenda in passato è morto, o si è trovato davanti un muro di depistaggi e false piste che alla fine lo hanno fatto desistere dalla ricerca.

    Addirittura alcuni testi (come quello di Accorsi e Centini) annoverano tra i delitti seriali quelli di Unabomber (sic!).

    A questo punto la domanda sorge spontanea. Quante sono le vittime di errori giudiziari? Quanti sono gli innocenti in carcere bollati come serial killer? Molti, tanti, troppi.

    Nella letteratura e negli studi sui serial killer vengono poi inseriti una serie di casi che sono riconducibili a omicidi di gruppo, come i noti casi di Jack lo Squartatore o del Mostro di Firenze.

    In realtà, come abbiamo cercato di dimostrare in molti articoli del nostro sito, dietro a questi casi non c’era un serial killer isolato.

    Dietro ai delitti di Firenze c’era un gruppo di persone (magistrati, giornalisti, medici, politici, poliziotti) che agiva in gruppo per fini rituali.

    Un gruppo quindi di assassini seriali, che non vengono mai presentati come tali per ovvie ragioni.

    Dietro ai delitti di Londra, come ho cercato di spiegare nel mio libro “Sistema massonico e Ordine della Rosa Rossa”, c’era un gruppo di insospettabili, tutti appartenenti al ramo deviato della Golden Dawn, tra i quali figuravano Bram Stoker, R.L. Stevenson, oltre al magistrato che indagava, L. Mathers, che era anche uno dei fondatori della Golden Dawn.

    In altre parole, vengono presentati come casi (risolti o meno) riconducibili a serial killer casi che in realtà sono da attribuirsi a gruppi di persone, altolocate, spesso ai vertici del potere economico, politico e finanziario.

    Infine, un dato che viene regolarmente trascurato dalla letteratura di genere, è quello dei 500 bambini all’anno che scompaiono in Italia.

    Dai dati ufficiali ricavabili dal sito della Polizia di Stato, infatti, risulta che ogni anno scompaiono nel nulla, senza essere più ritrovati, centinaia di bambini all’anno nella sola Italia (e 2000 persone in tutto, se consideriamo anche i maggiorenni).

    Dove finiscono queste persone? Chi è responsabile di queste scomparse? La risposta a queste domande, ben conosciuta da molti addetti ai lavori, imporrebbe di riscrivere molte analisi sul fenomeno dell’assassinio seriale.

    Ne risulta che la maggior parte della letteratura sui serial killer è falsa, peccando da una parte per eccesso (cioè includendo casi inesistenti) e dall’altra per difetto (non comprendendo cioè lo studio e l’analisi di personalità come i magistrati responsabili dei delitti del Mostro di Firenze, di Jack Lo Squartatore, ecc. e ignorando sistematicamente fenomeni come quello dei bambini che scompaiono).

    Se poi aggiungiamo che il fenomeno dell’assassino seriale sembra presente soprattutto negli USA e in Europa (insieme questi due continenti sfornano l’88% degli omicidi seriali del mondo, secondo De Luca e Mastronardi) e molti di questi assassini, a sentire le loro dichiarazioni, paiono “eterodiretti” da una volontà esterna, sembra di capire che il fenomeno sia completamente da riscrivere, senza falsità, e da persone competenti.

    La mia ipotesi è che quello del vero serial killer sia un fenomeno isolato; il serial killer, poi, che rimane ignoto alla polizia per decenni è quasi inesistente.

    Quando un colpevole viene scoperto dopo anni o decenni, si tratta in genere di un capro espiatorio per coprire dell’altro.

    Ma, più in generale, tutto il fenomeno dei serial killer è un’invenzione mediatica per coprire altri delitti, molto più innominabili, commessi da personaggi insospettabili con modalità altrettanto insospettabili. Fonte Petali di loto

    Maurizio Spezia

    Appassionato di sport in generale, ospite fisso su Centro Suono Sport ogni lunedì sera.
    E-mail: mauriziospezia81@gmail.com