Sempre più italiani scelgono di emigrare all’estero: ecco gli ultimi dati (e qualche consiglio utile)

Oggi l’argomento immigrazione è in testa a quelli più discussi, ma l’emigrazione degli italiani all’estero sta diventando anch’essa un problema. I dati sugli italiani che espatriano, infatti, vanno solo ad aumentare, come si nota guardando le relative stime.

I dati sugli italiani all’estero

Secondo il quotidiano La Stampa, l’anno scorso sono andate via dall’Italia tante persone quante ce ne sono in una cittadina come Pescara o Monza.

Una valutazione basata sui dati pubblicati dall’AIRE, che parla di 123.193 abitanti che hanno chiesto il cambio di residenza verso un’altra nazione.

Un esodo i cui numeri si avvicinano a quelli del secondo dopoguerra, con la differenza che ad andarsene non sono solo gli operai, ma stanno prendendo la via della fuga anche professionisti con eccellenti titoli di studio, anziani e famiglie con bambini.

E le stime (sempre secondo La Stampa) non sono reali perché, incrociando i dati con le statistiche anagrafiche degli altri paesi europei, i numeri crescono: rispetto ai tre milioni di ex-connazionali registrati nel 2006, nel 2018 se ne contano più di 5 milioni, con un 56% che non ha ancora compiuto i 45 anni, e di cui il 30% possiede una laurea e il 34,8% un diploma.

Un danno per la nostra nazione, che va a beneficio di paesi più generosi sul versante occupazionale, come la Germania che ne ha accolti 20.000, 18.500 il Regno Unito e quasi 13.000 la Francia.

Gli over 60 invece si dirigono verso mete dove la vita è meno cara, come Spagna, Irlanda e Portogallo. Una volta scelta la destinazione, però, bisogna programmare il trasferimento come si deve.

Di seguito, quindi, alcune dritte per chi come moltissimi suoi connazionali ha in programma un viaggio di sola andata fuori dall’Italia.

I consigli per chi decide di emigrare

Presa la decisione di trasferirsi all’estero, la prima cosa da fare è organizzare il trasloco in maniera perfetta.

Soprattutto se ci si sposta con la famiglia non si può rischiare di tralasciare nessun dettaglio.

Per fortuna, almeno per quanto riguarda i traslochi internazionali, ci sono servizi come ad esempio Blissmoving che offrono un supporto completo, per evitare che una disattenzione o una dimenticanza, una volta arrivati a destinazione, diventi un problema.

Inoltre ci sono degli aspetti burocratici, come la richiesta di cittadinanza, o altri fattori meno evidenti, come la valuta locale, il costo della vita, la ricerca di una casa, che bisogna sempre tenere in considerazione.

D’altronde emigrare, sia che lo si faccia per lavoro che per cambiare vita, è una scelta abbastanza radicale che va ponderata e preparata con attenzione.

Diventa essenziale, a questo punto, impadronirsi della lingua, che si dovrà usare sin da subito.

E sarà altrettanto importante, per inserirsi nel nuovo tessuto organizzativo e sociale, conoscere usi, abitudini e costumi dei nuovi vicini, in modo da non creare barriere ma, anzi, aprirsi e inserirsi correttamente nel nuovo contesto, lasciandosi alle spalle il passato e ricominciando da capo.