Sperimentazione in tutta Italia: ecco come i seabin cambieranno i mari

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I seabin, cioè “bidoni del mare”, aspirano l’acqua e trattengono i rifiuti: dalle bottigliette di plastica alle cicche di sigaretta, dai cotton fioc alle buste.

Installati nei porti i “bidoni mangiaplastica”. Raccolgono 5 quintali di rifiuti all’anno – di Davide Falcioni

Dalle bottiglie di plastica alle buste degli imballaggi, dai cotton fioc ai detriti più piccoli che infestano i mari, danneggiando seriamente l’ecosistema, la vita dei pesci e anche la salute degli esseri umani:

è solo una parte, la più preoccupante, dei detriti e dell’immondizia che galleggia nei nostri mari, frutto dell’incuria e della superficialità degli esseri umani.

Grazie a un nuovo sistema in via di sperimentazione in tutta Italia e chiamato seabin, cioè bidoni del mare, questa spazzatura potrà – almeno in parte – essere raccolta e successivamente smistata negli appositi contenitori.

Da alcuni giorni un “team” di spazzini del mare è attivo in diversi porti italiani, e se la sperimentazione darà buoni risultati potrà essere estesa e potenziata.

Seabin è un dispositivo piuttosto semplice dato dall’idea di due surfisti australiani, Andrew Turton e Pete Ceglinski, stanchi di assistere immobili all’inquinamento di mari e oceani.

I due hanno pensato che se esistono cesti perla spazzatura a terra tanto più dovrebbero trovarsi in mare, così hanno costituito una startup e sviluppare i “bidoni del mare”.

Progettati senza intaccare la sicurezza della fauna marina, i Seabin si comportano come aspirapolvere galleggianti:

dotati al loro interno di un sacchetto in fibre naturali, grazie a una pompa aspirano e raccolgono i rifiuti che galleggiano in acqua di superficie, comprese le microplastiche e i mozziconi di sigaretta.

Seabin, ma non in mare aperto

A seconda del vento e della quantità dei detriti, Seabin è attivo 24 ore al giorno e riesce a catturare circa 1,5 kg di rifiuti;

purtroppo non può essere installato in mare aperto, dal momento che richiede un collegamento elettrico, ma Seabin risulta straordinariamente efficace in aree come i porti.

In Italia i seabin sono stati installati grazie alla volontà della benefit corporation LifeGate, che ha deciso di lanciare la campagna “Plasticless”:

“Quello delle plastiche e delle microplastiche è un tema molto sentito – dichiara Enea Roveda, Ceo di LifeGate – e in collaborazione con il Seabin project stiamo mettendo questi cestini nei porti ma lavoriamo anche per poterli usare anche in altri ambiti, attaccati alle boe o alle navi che solcano il mare. Riesce a pompare fino a 25.000 litri d’acqua all’ora e la manutenzione è abbastanza semplice, va svuotato ogni due settimane circa – continua Roveda – e dai dati che abbiamo possiamo stimare che un solo bidone è in grado di raccogliere fino a 500 chili di plastica in un anno”. Fonte: fanpage.it