Sclerosi Multipla: scoperto farmaco che riduce atrofia del cervello

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Sclerosi Multipla, svolta storica: farmaco riduce atrofia del cervello per la prima volta – di Andrea Centini

Ricercatori americani guidati da neurologi della Cleveland Clinic hanno dimostrato che il farmaco Ibudilast riesce a ridurre l’atrofia del cervello nei pazienti colpiti da Sclerosi Multipla progressiva.

Il medicinale, in media, ha preservato 2,5 millilitri di tessuto cerebrale all’anno, misurato attraverso scansioni effettuate ogni sei mesi.

Sperimentato con successo un farmaco che ha dimostrato per la prima volta di ridurre l’atrofia cerebrale nei pazienti colpiti dalla forma più grave di Sclerosi Multipla, quella progressiva.

Il medicinale, un antiinfiammatorio chiamato Ibudilast utilizzato soprattutto in Giappone per il trattamento di ictus, asma e sclerosi multipla, ha ridotto in media di 2,5 millilitri l’anno la perdita di tessuto cerebrale dei pazienti rispetto a quelli trattati con placebo.

È la prima volta che viene osservato un simile processo, documentato grazie al lavoro di un team di ricerca della Cleveland Clinic in Ohio, la stessa che ha ridato il sorriso a Katie Stubblefield, la diciottenne che tentando il suicidio con un colpo di pistola devastò il proprio volto.

in foto: Credit: Robert J. Fox, Cleveland Clinic

Gli scienziati, coordinati dal professor Robert J. Fox, neurologo presso la struttura sanitaria americana, per verificare gli effetti dell’Ibudilast hanno coinvolto 255 pazienti affetti dalla forma progressiva della Sclerosi Multipla, responsabile del declino cognitivo e funzionale provocato dalla demielinizzazione degli assoni, le fibre che mettono in comunicazione le cellule nervose.

I partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi, uno trattato col farmaco – da assumere per via orale fino a 10 capsule al giorno – e uno con un placebo.

Il trattamento è durato 96 settimane (due anni), e ogni 6 mesi i pazienti sono stati sottoposti a scansioni cerebrali per valutare l’andamento dell’atrofia cerebrale, una delle conseguenze della malattia.

Dall’analisi delle immagini Fox e colleghi hanno determinano un rallentamento nella riduzione del volume cerebrale nei pazienti trattati col farmaco, pari a 2,5 millilitri preservati ogni anno.

“Questi risultati forniscono un barlume di speranza alle persone con una forma di sclerosi multipla che causa disabilità a lungo termine, ma che non hanno molte opzioni di trattamento”, ha dichiarato l’autore principale dello studio.

Tra gli aspetti positivi della sperimentazione, il fatto che gli effetti collaterali rilevati, in particolar modo problemi gastrointestinali come diarrea e nausea e mal di testa, non sono stati dissimili tra i due gruppi coinvolti.

Nonostante i risultati positivi sotto il profilo della preservazione del tessuto cerebrale, tuttavia, non è ancora chiaro se l’Ibudilast sia efficace anche nel ridurre il declino funzionale e cognitivo. Verranno condotte ulteriori indagini di approfondimento.

I risultati del promettente studio, sostenuto dal National Institute of Neurological Disorders and Stroke (NINDS) sono stati pubblicati sulla rivista scientifica New England Journal of Medicine. Fonte: scienze.fanpage.it