Roger Waters smaschera gli Elmetti bianchi: “Sono solo propaganda”

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  • di Davide Pellegrino

In “In The Flesh?” – The Wall, 1979 – Roger Waters parla della finzione. “Luci!” “Attivate gli effetti sonori!” trasmettono perfettamente all’ascoltatore quel senso di smarrimento che prova quando ciò che ha visto non era quello che si aspettava. Alla fine, però, la saggezza. Con il “f you want to find out what’s behind these cold eyes lo invita ad andare sempre a fondo, ad indagare. La sublimazione della delusione. Cosa fossero davvero i White Helmets lo aveva capito con 40 anni in anticipo. Non sabato sera, durante una tappa del suo tour in Spagna.

Con savoir faire, li ha etichettati come “organo di propaganda jihadista” in relazione alla pièce teatrale dell’attacco chimico a Douma. Alla città di Barcellona questa cosa, però, non è andata giù e fischi su fischi sono piovuti. Non c’è da stupirsi. Poco dopo l’attentato del 17 agosto 2017, Ada Colau, il sindaco, in collaborazione con il think tank CIDOB al soldo di George Soros, fece una conferenza nella quale illustrò le “gravi violazioni dei diritti umani” da parte del governo di Damasco.

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Prove? Le foto di “Caesar”, esposte anche a Roma presso la Sala Spazio D del Maxxi dal 5 al 9 ottobre del 2016. Peccato che siano tutte una messinscena. Sponsorizzate e finanziate dal Qatar, i visi lì fotografati sono, in alcuni casi, identificabili con quelli dei patrioti siriani uccisi da Jaysh al-Islam, Ahrar al-Sham e Jabhat al-Nusra.

La documentazione completa qui: https://drive.google.com/file/d/0B_WENlEYeAwqMWo2RTFVUW9HX2M/view. Oltretutto, la città catalana, oltre ad aver avuto legami con la cellula qaedista che uccise, nel 2002, il giornalista del Wall Street Journal, Daniel Pearl, conta una rete di 200/300 intermediari, di nazionalità pakistana, aventi lo scopo di riciclare il denaro destinato ad al-Qaeda e allo Stato Islamico in Siria ed in Iraq. Quanta ipocrisia ed ignoranza bisogna avere per scagliarsi contro Bashar al-Assad? Tanta, diremmo. In ogni caso, da ieri circola un video di questi “eroi” per i quali si sono fatte levate di scudi.

Non sono intenti a “salvare civili”, come vorrebbe la propaganda hollywoodiana che ha consegnato loro un Oscar, bensì ad esultare dell’uccisione, con un colpo alla testa, di una persona innocente. Gli indignati di Roger Waters si nascondessero dalla vergogna.

Fonte: Oltre la linea