Gandhi chiamava gli africani keffir: ecco cosa significa

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“Gandhi era razzista”. In Ghana rimuovono la statua del Mahatma dall’università – di Cristina Gauri

Accra, 17 dic – Nessuno è perfetto, neppure Gandhi. La statua del Mahatma è stata rimossa dal Campus dell’Università del Ghana in seguito alle proteste di studenti e rappresentanti del Consiglio di Facoltà.

Il motivo? Razzismo. Sembra infatti che nemmeno “la Grande Anima”, nume tutelare di tutti i pacifisti e attivisti politici da un secolo a questa parte, fosse immune dai pregiudizi razziali.

Prima di promuovere la resistenza non violenta nei confronti dell’oppressione colonialista britannica, Gandhi aveva vissuto e lavorato in Sudafrica.

Nei suoi primi scritti era solito riferirsi ai sudafricani neri con l’insulto kaffir, termine denigratorio usato dagli indiani per definire i nativi dell’Africa.

Si diceva anche preoccupato di come la convivenza tra immigrati indiani e sudafricani neri avrebbe avuto impatto negativo sulle abitudini civili dei primi.

Dichiarò infine che gli indiani erano «inequivocabilmente superiori» rispetto ai nativi del continente nero.

I ghanesi insorti contro la statua non hanno voluto sentire ragioni: a nulla è valso spiegare loro che gli scritti del Mahatma erano una sorta di «prodotto del tempo», da non leggere in un’ottica suprematista.

Proteste dei ghanesi contro la statua di Gandhi

Dopo numerose proteste il ministro degli Affari Esteri e dell’Integrazione si è visto costretto a rimuovere il monumento.

«Se non mostriamo alcun rispetto per noi stessi, come può il mondo rispettarci a sua volta? Questa è una vittoria per la dignità degli africani», ha affermato Obadele Kambon, preside dell’Istituto di Studi Africani del campus.

Insomma, «la Grande Anima» è passata in un attimo da simbolo del pacifismo a nemico dell’autodeterminazione degli africani, ed è stata prontamente condannata alla damnatio memoriae dai solerti studenti ghanesi.

Un episodio «revisionista» che ricorda vagamente i recenti abbattimenti e depotenziamenti delle statue di Cristoforo Colombo, accusato nientemeno di genocidio, in varie città degli Stati Uniti.

Fonte: Il Primato Nazionale