Il reddito di cittadinanza non funziona: ecco cos’è successo in Finlandia

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Reddito di cittadinanza: la Finlandia fa marcia indietro

Nel gennaio 2017 a duemila disoccupati erano stati garantiti 590 euro al mese esentasse per due anni

Mentre in Italia l’introduzione di una qualche forma di reddito di cittadinanza è ancora sul tavolo della politica, in Finlandia – Paese dell’Unione europea che lo scorso anno lo aveva introdotto come progetto piltoa – è stato bocciato. Infatti, il governo liberalconservatore di Helsinki ha deciso di non proseguire con l’esperimento che, lanciato a gennaio 2017, aveva attirato l’interesse e la curiosità dell’Europa e del mondo.

Il piano finlandese sul reddito di cittadinanza

L’esperimento, che alla fine del suo secondo ed ultimo anno viene accantonato perché non funziona, prevede che duemila disoccupati finalndesi – di età compresa fra 25 e 58 anni – ricevano per due anni 690 dollari al mese esentasse, al posto dei sussidi di disoccupazione, senza alcun vincolo. Anche se trovassero un impiego, manterrebbero comunque l’assegno. I partecipanti al progetto pilota sono stati selezionati dall’istituto di previdenza sociale finlandese, la Kela.

I prossimi passi

Al momento il governo finlandese non ha chiarito i motivi tecnici per cui ha deciso di interrompere l’esperimento, ma un rapporto ufficiale sul progetto non sarà pubblicato prima della fine dell’anno prossimo. Nel frattempo, però, l’esecutivo si è già detto intenzionato a esplorare al suo posto altre forme di welfare. Il ministro delle finanze Petteri Orpo, sui media locali, ha parlato in particolare di introdurre un “universal credit” analogo a quello impiegato in Gran Bretagna. Si tratta di un meccanismo che unifica, semplificandoli, tutta una serie di sostegni e bonus fiscali.

Fonte: interris

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