Staffetta e commenti: cari radical chic, il razzismo è nella vostra testa

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Quando il razzismo è radical chicdi Elena Ricci

Come la sinistra è capace di strumentalizzare le campionesse dell’atletica – di Elena Ricci

Proprio non ce la fanno. No. I radical chic proprio non riescono a non strumentalizzare qualsiasi cosa, pur di colmare il loro senso di frustrazione.

Subito dopo la formazione del nuovo Governo, hanno ricominciato ad avere apparizioni di presunti fascisti e razzisti, tornando a cavalcare quello che è stato il loro cavallo di battaglia (persa, per fortuna) durante la campagna elettorale.

Vedono un’Italia razzista della quale vergognarsi, quando obiettivamente il quadro è decisamente un altro, ovvero quello di un Paese che finalmente, dopo anni, ha smesso di chinare la testa al cospetto di altre potenze europee in cambio di 80 euro.

Dal non più credibile e quasi simpatico Matteo Renzi, ai deliri di Laura Boldrini, all’ira nauseabonda di Roberto Saviano, la nuova trovata strumentale della sinistra radical chic, riguarda le 4 atlete qualificatesi prime negli ambiti dei Giochi del Mediterraneo di Tarragona.

Maria Benedicta Chigbolu, Ayomide Folorunso, Raphaela Lukudo e la campionessa europea Libania Grenot sono arrivate prime nella staffetta 4X400.

La foto delle quattro italiane è diventata subito virale e strumentalizzata a suon di slogan “prima le italiane” in risposta alla Pontida della Lega, definita razzista.

Ricordiamo che proprio leghista è il primo senatore di colore, nella storia della Repubblica, Toni Iwobi. Tra l’altro, il ministro Salvini si è complimentato con le quattro atlete annunciando di volerle incontrare e ribadendo quella che è la posizione in tema di immigrazione, ovvero il veto su chi non fugge da nessuna guerra e il contrasto al business dei trafficanti di esseri umani.

Questo Saviano dal suo pulpito perbenista non lo dice e non ci meraviglia, considerato che è addirittura arrivato a chiedere pubblicamente ai giornali di censurare Salvini, da lui definito “Ministro della malavita”, la stessa che ha mitizzato tra i giovani con i suoi (?) libri e che gli hanno permesso di ergersi a pastore di ciò che è giusto o sbagliato.

Come un po’ tutta la sinistra, Roberto Saviano crediamo stia vivendo un periodo molto difficile e vada aiutato. Aiutato a non strumentalizzare la foto di quattro atlete di colore e a vederci del razzismo, dove effettivamente, nessuno lo ha visto, perché in quella foto, se proprio vogliamo parlare di colori, ci sono quelli della nostra bandiera.

Cari radical chic, il razzismo è nella vostra testa. Fonte: IL GIORNALE D’ITALIA – Titolo originale: Quando il razzismo è radical chic 

Pietro Di Martino

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