Quanto siamo controllati dai social media?

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Statistiche, dibattiti, accuse e scandali: negli ultimi anni tutto ciò è all’ordine del giorno nel mondo dei social network.

Ci sentiamo stritolati dentro la morsa social eppure non riusciamo ad uscirne, sappiamo che circolano montagne di fake news eppure condividiamo lo stesso link e post senza controllare le fonti.

La domanda però sorge spontanea: siamo davvero così controllati – quasi succubi – dei social media? E come possiamo riprendere il controllo sulla nostra vita online?

Sicuramente la maggior parte di noi è preoccupata della propria privacy online. Si va dal stare attenti a cosa si pubblica (perché ciò che finisce in rete non muore mai davvero) ai leak di dati della grandi compagnie che hanno esposto i dati sensibili degli utenti.

Iniziamo subito dicendo che entrambe le cose sono fatti veri e che possono causare alcuni problemi agli iscritti dei vari social network.

Se nella prima situazione però possiamo decidere noi cosa e cosa non va caricato online – e dunque dobbiamo assumerci la nostra responsabilità – per il secondo caso purtroppo non c’è molto che possiamo fare per impedire attacchi informatici o fuoriuscite interne di dati.

Dov’è che possiamo andare ad intervenire per salvaguardare la nostra privacy e non essere perseguitati e controllati dai social network?

Sicuramente il punto di partenza sono le impostazioni che scegliamo per i nostri profili e cosa scegliamo di pubblicare.

Bisogna sempre stare attenti a ciò che si pubblica online: sembra una buona idea ma poi potreste finire col pentirvi.

Infatti, quando pubblichiamo sul web una foto o un post, soprattutto sui social media, in qualche modo diamo anche il consenso per la loro condivisione: forse non è esplicito ma niente può fermare i dati online.

Possiamo però andare ad intervenire sulle impostazioni di sicurezza e dalla privacy dei nostri account.

Le grandi aziende tecnologiche infatti sono sempre più attente a questa problematica, non tanto per salvaguardare davvero gli utenti, ma semplicemente in seguito ai vari scandali, come ad esempio il Cambridge Analytica di Facebook.

Nelle impostazioni dunque troverete varie opzioni da attivare e disattivare: visualizzazioni, condivisioni, profili pubblici e privati.

Come primo passo dunque accedete a questa sezione del profilo social e scegliete come proteggervi.

Il secondo passo è capire che non è necessario fornire tutti i vostri dati alle grandi compagnie: potete scegliere nickname, fornire solo i dati essenziali, usare una mail solo per iscrivervi ai servizi online.

In questo modo bloccherete già le spam più aggressive, mentre se volete ingannare la pubblicità online potete scegliere di disattivare i cookies e soprattutto il tracking di Facebook per le inserzioni pubblicitarie.

Sì, avete capito bene, le inserzioni sul principale social network al mondo si possono controllare, almeno in parte: basta entrare nelle impostazioni di privacy del proprio profilo, scegliere le preferenze relative all’inserzioni e comunicare le nostre intenzioni e le nostre preferenze a Facebook.

Certo, queste sono solo piccole funzioni rispetto al gran numero di dati che le grandi aziende tecnologiche ricavano dal nostro utilizzo del web.

Non possiamo naturalmente sfuggire al controllo totale ma possiamo in qualche modo ingannare il tracciamento dei nostri dati attraverso le connessioni in incognito e alle connessioni VPN.

Che cos’è una VPN? È un tunnel creato da un’app che ci permette di connetterci e navigare sul web senza essere tracciati e localizzati.

Questi sono solo alcuni aspetti tecnici che riguardano il mondo web e dei social network. Rimane poi la parte emotiva e psicologica che questi sistemi scatenano in noi.

Cerchiamo il consenso, l’approvazione, il benestare degli altri attraverso uno schermo. Questo non si può cambiare attraverso impostazioni e dati tecnici, questo aspetto – e sicuramente l’aspetto più preoccupante dei social entrati nella nostra vita – va trasformato attraverso un lavoro culturale e sociale che riguarda tutta la società.