Il consiglio di Seneca per superare tutto: ‘Ogni tanto mangia pane e acqua’

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Come prepararsi al peggio nel modo migliore, secondo Seneca? – di Jennifer Delgado Suárez

Prima o poi le avversità busseranno alla nostra porta. Non possiamo sfuggirgli, ma possiamo prepararci ad affrontarle, possiamo rafforzare il nostro “muscolo della resilienza” in modo tale che i problemi della vita non si trasformino in traumi psicologici che ci distruggono.

Seneca, il più alto rappresentante dello stoicismo, una filosofia che sosteneva l’importanza di dominare i fatti e le emozioni che disturbano la nostra vita sbarazzandoci dell’attaccamento innecessario, considerava le avversità come qualcosa di positivo.

Diceva che “non c’è nessuno più sfortunato dell’uomo che dimentica le avversità, perché non ha alcuna possibilità di mettersi alla prova”.

La chiave, secondo questo filosofo, sta nel prepararci al peggio nel modo migliore. A priori, le sue idee possono sembrare pessimiste, soprattutto nell’era della positività ad ogni costo, ma una dose di lungimiranza mescolata ad un po’ di sano realismo non fa mai male.

Infatti, Hegel diceva che la negatività mantiene viva l’esistenza e ci salva da ciò che il filosofo contemporaneo Byung-Chul Han chiama “la stanchezza dell’io che conduce all’infarto dell’anima”.

La negatività a cui questi filosofi si riferiscono non è il pessimismo che ci paralizza, ma una forza trainante che ci dà potere perché ci incoraggia a prendere delle decisioni.

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Le avversità inattese colpiscono più duramente

“Gli effetti di ciò che non ci si aspetta sono più devastanti perché il peso del disastro si aggiunge all’imprevisto. L’imprevisto ha sempre intensificato il dolore di una persona. Per questo motivo dobbiamo fare in modo che nulla ci colga di sorpresa.

Dovremmo proiettare i nostri pensieri verso il futuro in ogni momento per tenere conto di ogni eventualità possibile, invece di pensare che gli eventi seguiranno semplicemente il loro corso.

Dobbiamo anticipare tutte le possibilità e rafforzare lo spirito per affrontare le cose che potrebbero accadere. Provale nella tua mente […]

Se non vogliamo sentirci sopraffatti e confusi dagli eventi, come se fossero accadimenti senza precedenti, dobbiamo ripensare il concetto di fortuna in modo più esaustivo”.

La scienza conferma la proposta di Seneca. Uno studio sviluppato presso l’Università della California ha rivelato che, per raggiungere i nostri obiettivi, il modo migliore non è visualizzare i risultati e immaginare che tutto andrà a buon fine.

Al contrario, quelli che raggiunsero veramente i loro obiettivi furono coloro che visualizzarono il cammino e si prepararono ai contrattempi che potevano verificarsi. Anche quel processo di preparazione li aiutava a ridurre l’ansia e l’angoscia.

Un altro esperimento più recente condotto presso l’Università di New York ha rivelato che fantasticare sui risultati positivi che potremmo ottenere in futuro diventa un’arma a doppio taglio.

Questi psicologi hanno scoperto che le persone che fantasticavano di più ottenevano risultati peggiori nel lungo termine perché assumevano meno responsabilità nell’assunto.

Questo non significa che dovremmo essere pessimisti, ma che abbiamo bisogno di una dose di realismo che ci mantenga con i piedi per terra e ci permetta di anticipare i problemi.

Perché “quelli che non sono preparati saranno terrorizzati dagli eventi più insignificanti”, avvertì Seneca.

Come prepararsi al peggio secondo Seneca?

Spesso la realtà supera la fantasia. A volte la vita ci colpisce più duramente di quanto ci aspettiamo. È vero. Non possiamo sempre prevedere le nostre reazioni emotive e quanto sarà duro l’impatto.

Tuttavia, Seneca era convinto che “la persona che anticipa l’arrivo di questi problemi toglie loro potere quando essi arrivano”.

Il suo consiglio era: “è nei momenti sicuri che lo spirito deve prepararsi ad affrontare i momenti difficili. Approfitta che la fortuna ti offre i suoi favori, per rafforzarti contro i suoi rifiuti […] riservati di tanto in tanto un paio di giorni durante i quali ti accontenterai di cibo e vestiti più semplici. Allora ti chiederai: ‘È questo ciò che dovrei temere?’

Un poco d’orzo, o un pezzo di pane e acqua non sono una dieta molto gradevole al palato, ma nulla ci dà più piacere che la capacità di godere anche di questo, e la sensazione di aver raggiunto qualcosa che nessuno ci può togliere”.

Le sue parole ci offrono una lezione fondamentale: dobbiamo abbracciare l’essenziale ed esserne felici.

Quando siamo in grado di separare il grano dal loglio, quando ci rendiamo conto che le cose importanti ed essenziali nella vita sono veramente poche, molti colpi di sfortuna cessano di essere tali perché ci tolgono solo cose superflue di cui possiamo fare a meno.

E quando arrivano le avversità? Il suo consiglio è tanto semplice quanto prezioso: “nelle avversità è spesso necessario intraprendere un percorso audace”.

Invece di essere sopraffatti dal colpo, dobbiamo reagire. Quindi è il momento di rischiare, di provare altre vie e cambiare. Fonte: Angolo della psicologia