Pompei, scoperto nuovo tesoro: ‘Una stanza meravigliosa ed enigmatica’

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Pompei, una scoperta senza precedenti: ecco cosa hanno trovato – di Pietro Di Martino

Visitato in esclusiva dall’ANSA, con gli archeologi e i restauratori ancora al lavoro, ecco l’ultimo tesoro restituito da Pompei.

Nuovi scavi, altra scoperta. Il sito archeologico di Pompei continua a stupire, non solo tutti quei turisti che si susseguono nel tempo, ma anche e soprattutto quelli che ci lavorano.

L’ultima scoperta ha fatto riemergere “La casa del giardino incantato“, una stanza completamente integra nonostante fosse sepolta da duemila anni.

Il direttore del sito Archeologico di Pompei.

Il direttore del sito Archeologico di Pompei, definisce così questo eccezionale ritrovamento: “Una stanza meravigliosa ed enigmatica”.

Non si sa chi fosse il proprietario della casa; secondo gli esperti e viste anche le dimensioni dell’abitazione si trattava certamente di un uomo ricco. “Forse un ricco commerciante, senz’altro una personalità raffinata e colta”, ipotizza il direttore.

La presenza del maestoso larario, il più grande fino ad ora mai scoperto a Pompei, offre certezze sul fatto che questo giardino fosse un luogo domestico dedicato al culto dei Lari. La conferma arriva dall’arula in terracotta che è ancora lì.

I Lari sono figure della religione romana che rappresentano gli spiriti protettori degli antenati defunti che, secondo le tradizioni romane, vegliavano sul buon andamento della famiglia, della proprietà o delle attività in generale (Wikipedia).

Figure così belle che quasi appaiono vive. Un pavone solitario che fa capolino nel verde, fiere dorate in lotta con un cinghiale nero, cieli baluginanti dove prendono il volo delicati uccellini, un pozzo, una grande vasca colorata, il ritratto di un uomo con la testa di cane.

Questo lo spettacolo al quale hanno assistito gli addetti ai lavori: “Vederli emergere dalla coltre di pomice che mano mano veniva rimossa è stato incredibile anche per noi”.

Pompei è ancora un grande cantiere, nuove sorprese ora potrebbero arrivare proprio dallo scavo delle stanze che si affacciavano su quel giardino.