Casal Bruciato: la Polizia di Stato blasta Roberto Saviano

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casal bruciato

Sul caso della famiglia Rom a Casal Bruciato si è alzato un polverone che dura da diverse ore. Da un lato la famiglia Rom, dall’altra i cittadini romani.

Nel mezzo, oltre a Casapound, alla Raggi e alla stampa in cerca di scoop, gli “intellettuali” che sentenziano dalle loro scrivanie.

Immancabile il commento di Roberto Saviano che critica aspramente il Ministro Salvini e la Polizia di Stato… che lo ha blastato!

In un un post Facebook scrive che “Le parole del #MinistrodellaMalaVita sui fatti di Casal Bruciato sono troppo ambigue“.

Un “servizio d’ordine” a Casal Bruciato

Dice di avere l’impressione “che cerchi di non indispettire i cani feroci di CasaPound, che oramai sentono di non avere limiti: squadristi che minacciano donne e bambini che sono nel loro pieno diritto, ma “colpevoli di etnia diversa”“.

E dopo aver giudicato “inconcepibile l’aggressione subita dalla Sindaca Raggi“, spara a zero sull’atteggiamento della Polizia di Stato che, secondo Saviano, merita una riflessione.

Un servizio d’ordine a disposizione della campagna elettorale di un partito” – scrive e aggiunge – “Uomini costretti a sequestrare striscioni a persone anziane, a sequestrare telefonini che turbano la grave forma di selfite del Ministro. Che pena“.

Il contenuto non è molto diverso da quello che troviamo nei pochi caratteri di Twitter ma questa volta la Polizia di Stato risponde blastando lo scrittore.

La polizia di Stato serve il Paese e non è piegata ad alcun interesse di parte. Chi sbaglia paga nelle forme prescritte dalla legge“.

Scrive l’account della Polizia di Stato che poi conclude: “Che pena leggere commenti affrettati e ingenerosi per dispute politiche o per regolare conti personali“.

Saviano sembra avere oltrepassato il limite. Che commentasse la vicenda di Casal Bruciato era prevedibile, così come lo sono le critiche a Casapound e a Salvini.

Giudicare però la Polizia di Stato un “servizio d’ordine di partito”, la stessa Polizia che, lo ricordiamo, ha caricato i “fascisti” durante il corteo in memoria di Sergio Ramelli, è davvero ridicolo.

Non solo, si tratta di una vera e propria mancanza di rispetto verso chi, con la proprio vita, difende ogni giorno i cittadini italiani, anche se di “etnie diverse”.