Italiani creano guanto che diagnostica la malattia con 5-7 anni di anticipo

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Parkinson, italiani creano super guanto che diagnostica la malattia con 5-7 anni di anticipo – di Andrea Centini

Un team di ricerca italiano coordinato da studiosi del The BioRobotics Institute della prestigiosa Scuola Superiore Sant’Anna (Pisa) ha creato un dispositivo indossabile in grado di diagnosticare il Parkinson diversi anni prima della comparsa dei sintomi motori. Nei test ha dimostrato un’accuratezza del 79%.

Ricercatori italiani hanno creato un dispositivo indossabile – simile a un guanto ipertecnologico – in grado di diagnosticare il morbo di Parkinson con precisione e soprattutto con 5-7 anni di anticipo rispetto alla comparsa dei sintomi motori evidenti.

Il SensHand V1, questo il nome del “super guanto”, è stato messo a punto da ricercatori del The BioRobotics Institute presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, in collaborazione con i colleghi dell’U.O. Neurologia presso l’Ospedale delle Apuane (AUSL Toscana Nord Ovest) e dell’azienda Co-Robotics srl di Capannoli.

Come funziona il guanto che diagnostica il Parkinson

Com’è noto i sintomi del morbo di Parkinson si manifestano molti anni dopo l’avvio del processo di neurodegenerazione, per questo più avviene precocemente la diagnosi e migliore sono le prospettive terapeutiche.

Il metodo più tradizionale per diagnosticare la patologia risiede nella valutazione dei tremori, della rigidità muscolare e della velocità dei movimenti.

Il SensHand V1, grazie al supporto dell’intelligenza artificiale, riesce a valutare decine di parametri impercettibili che possono indicare lo sviluppo della malattia, prima che essa si palesi con i sintomi motori caratterizzanti.

L’esperimento. Il team italiano composto da Filippo Cavallo, Alessandra Moschetti, Dario Esposito, Carlo Maremmani ed Erika Rovini ha arruolato nella sperimentazione del SensHand V1 90 persone; 30 sane, 30 con diagnosi di Parkinson e 30 con una riduzione dell’olfatto chiamata “iposmia idiopatica”.

Essa rappresenta uno dei principali fattori di rischio della malattia neurodegenerativa; è infatti un marker preclinico e si manifesta in oltre il 95 percento dei pazienti con Parkinson.

Combinando tutti i dati raccolti dai sensori del SensHand V1 con quelli di un test per diagnosticare l’iposmia idiopatica, i ricercatori coordinati dal professor Cavallo hanno dimostrato che il dispositivo aveva un’accuratezza del 79 percento nell’identificare a quale dei tre gruppi appartenessero i partecipanti.

La precisione, seppur ottima, prima dell’approdo nella fase clinica dovrà ulteriormente essere perfezionata dagli scienziati.

I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Parkinsonism & Related Disorders. Fonte: scienze.fanpage.it