Questionario shock a Palermo: ecco le risposte dei giovani su alcool e droga

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Palermo, questionario shock: alcool e droga , l’85% dei giovanissimi ne fa uso per divertirsi

Quasi tremila gli studenti intervistati, il 75% si ubriaca almeno una volta alla settimana

Un questionario somministrato in forma anonima a circa 3mila studenti palermitani, tutti giovanissimi, ha fatto emergere una realtà inquietante: il 75% si ubriaca almeno una volta alla settimana.

Il questionario, condotto da Fabio Venturella, ricercatore dell’Università di Palermo, docente di Tossicologia e Farmacognosia alla facoltà di Farmacia e delegato dal rettore per le attività di prevenzione e informazione sulle ‘new drugs’, riferisce di un 89% per cento di ragazzi che hanno bevuto alcool per la prima volta all’età di 12 anni.

Nel 48 % dei casi, preferiscono la discoteca per bere, il 92% beve il venerdì e sabato sera, e per l’85% degli intervistati questo risulta indispensabile, per divertirsi , fare uso di alcool e droghe. Il 30-40% assume droghe, il 60 per cento lo fa in maniera continuativa, nel 90% dei casi la sostanza preferita è la cannabis.

Un progetto di prevenzione regionale sarà avviato dal dipartimento di Scienze e tecnologie biologiche, chimiche e farmaceutiche dell’Università di Palermo (Stebicef), in collaborazione con Federfarma nazionale e Federfarma Palermo, Federazione nazionale Ordini dei farmacisti (Fofi), diverse scuole e alcuni Comuni dell’Isola, e con il patrocinio dell’assessorato regionale della Salute, del Rotary Club distretto 2110 e del Lions Unipa.

Il progetto si articola nell’aggiornamento degli operatori sanitari e dei farmacisti e nell’informazione capillare presso atenei e scuole, al fine di far conoscere ai ragazzi e alle famiglie gli effetti sulla salute a breve, medio e lungo termine delle sostanze.

Da settembre, tossicologi e farmacisti terranno corsi di aggiornamento per professionisti, operatori sanitari e forze dell’ordine. Dal prossimo anno scolastico e accademico si terranno gli incontri nelle scuole e negli atenei, dedicati al tema.

Torna, attualissimo, il tema delle droghe leggere. Dice Venturella: “Lo studio sulla situazione siciliana ha fatto emergere un crescente ricorso a farmaci e integratori acquistati sul web e le prime avvisaglie della diffusione delle cosiddette ‘new and rape drugs’.

Si sono anche registrati i primi casi per uso di fentanyl, acquistato online per sballare, sostanza che dà un potente effetto morfino-simile; ma anche della ‘Purple drank’, ovvero sciroppo alla codeina aggiunto alle bevande più alla moda per arrivare allo sballo durante le serate con gli amici; e della famigerata ‘Spice’, ovvero una miscela di cannabinoidi di origine sintetica che nulla hanno a che vedere con i cannabinoidi naturali.

Ma i giovani non sanno che l’uso improprio di sostanze appartenenti a queste e ad altre categorie possono provocare nel medio-lungo periodo danni permanenti al sistema nervoso e ad altri organi vitali”.

Secondo Roberto Tobia, presidente di Federfarma Palermo, “da professionista, ma anche da genitore, ritengo pericoloso il tentativo in atto di banalizzare l’uso della cannabis attraverso ‘light shops’ sempre più diffusi in Sicilia e in Italia.

Condivido l’allarme lanciato dal Consiglio superiore della Sanità, che nel suo parere contrario alla vendita di cannabis light ha evidenziato, così come conferma lo studio che presentiamo oggi, che anche piccole dosi di questa sostanza, se combinate o sommate ad altre molecole di uso comune, possono comunque raggiungere l’effetto stupefacente delle sostanze proibite”. Fonte: IL GIORNALE D’ITALIA

Pietro Di Martino

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