Vaccini, il Veneto deroga l’obbligo al 2019. Lorenzin: “Si assumeranno le responsabilità”

La Regione emana un decreto che posticipa la presentazione della documentazione di assolvimento, citando incongruenze. Il titolare della Salute: “Decreto Insostenibile”.

Nel giorno in cui ci si aspettava una mossa della Lombardia in merito al decreto sulle vaccinazioni obbligatorie, è arrivata quella a sorpresa del Veneto che, con una moratoria inattesa, deroga al 2019 la presentazione della documentazione relativa all’avvenuta vaccinazione, giustificando la decisione con il riscontro di alcune incongruenze nel testo di legge. “Non ho capito quali siano – ha spiegato il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, in un’intervista al ‘Messaggero’ – ma insieme al ministro della Salute Lorenzin ribadiamo che non si decade dall’iscrizione… Se hanno fatto una scelta diversa che non risponde ai parametri della legge, il Veneto si assume una responsabilità impropria di non applicare una legge del Parlamento. Punto”.

Lorenzin: “L’epidemia di morbillo non è finita”

Sulla stessa linea il ministro Beatrice Lorenzin: “Ci riserviamo tutte le azioni di nostra competenza – ha spiegato in un colloquio con ‘Il Corriere della Sera’ -, il decreto del Veneto non è sostenibile. Se derogano di due anni, si assumono la responsabilità di quello che può accadere in ogni struttura e ai singoli alunni. L’epidemia di morbillo non è finita. Nel 2017 sono stati oltre 4.300 i casi, non c’è altro da aggiungere per spiegare la gravità della situazione”.

Nel corso dell’intervista, il guardasigilli ha detto di essere serena “sulla correttezza di un provvedimento a difesa della tutela della salute, principio previsto dall’articolo 32 della Costituzione. Sono misure necessarie per difendere la collettività”.

Sfida sui vaccini

Eppure, quella del Veneto somiglia molto a una sfida lanciata dalla Regione al Governo, in un contesto in cui, secondo Lorenzin, “le istituzioni negli ultimi anni hanno dato per scontato che ci fosse consapevolezza sull’importanza delle vaccinazioni che invece è venuta a mancare. E in questo vuoto si sono inseriti i free vax con le loro teorie strampalate e prive di ogni fondamento scientifico, rilanciate dai social. Leggende metropolitane gigantesche”. Chiusura totale anche sulla possibilità di ammettere nelle scuole da 0 a 6 anni bambini privi di vaccinazione: “È un divieto sacrosanto. In questa fascia scolastica, da 0 a 6 anni, convivono bambini di età diverse. Quelli sotto i 6 mesi rischierebbero di essere contagiati dai più grandi e di essere colpiti da infezioni gravi come il morbillo, che quest’anno nel 46% dei casi ha richiesto il ricovero in ospedale”.

Codacons denuncia Lorenzin

A prendere le difese della Regione Veneto interviene il Codacons. “Presenteremo oggi stesso un esposto al Tribunale perché riteniamo il comportamento del ministro inaccettabile e lesivo della Costituzione”, spiega l’associazione dei consumatori. Che rincara: “La decisione della Regione Veneto di prorogare fino al 2019 le nuove disposizioni sulle vaccinazioni è pienamente legittima, perché la Costituzione riconosce alle amministrazioni regionali piena autonomia su alcune materie come la sanità. Non solo. La deroga è quanto mai necessaria per arginare il caos nelle iscrizioni a scuole e asili causato da una legge, quella voluta dal ministro Lorenzin, varata in fretta e furia e piena di errori e zone grigie”.lorenzin

FONTE: In Terris

Problemi di insonnia? Con questa tecnica di respirazione puoi addormentarti in un minuto

L’insonnia è un problema molto comune, soprattutto nei periodi di stress. Uno scienziato di Harvard ha però trovato la soluzione. Si chiama tecnica di respirazione 4-7-8, si rifà al pranayama indiano e permette al corpo di rilassarsi in modo naturale. Scopriamo come funziona.

problemi di insonnia sono molto più comuni di quanto si crede. C’è chi conta le pecore, chi si rilassa con un bagno caldo e chi beve una tazza di camomilla prima di andare a dormire, ma una volta che ci si ritrova sdraiati a letto non c’è nulla da fare. Morfeo non ci pensa proprio ad arrivare. Lo scienziato Andrew Weill, di Harvard, sostiene però di aver trovato un metodo infallibile che permette agli insonni di addormentarsi in soli 60 secondi.

E’ stata definita “tecnica di respirazione 4-7-8” ed è un tranquillante naturale per il sistema nervoso che contribuisce a ridurre la tensione nel corpo.

Bisogna prima di tutto espirare completamente con la bocca, poi respirare lentamente con il naso mentre mentalmente si conta fino a quattro. A questo punto bisognerà trattenere il respiro fino al sette. Infine, si dovrà espirare completamente attraverso la bocca per otto secondi e ripetere lo stesso ciclo per tre volte, per un totale di quattro respiri. A questo punto, tutti gli insonni saranno pronti per andare a dormire. Il dottor Andrew Weill ha dichiarato: “E’ assolutamente semplice, richiede pochissimo tempo, non servono attrezzature e può essere fatto ovunque”.

Questa particolare tecnica si rifà al pranayama, un’antica pratica indiana che significa “regolazione del respiro” e che permette di far arrivare l’ossigeno ai polmoni in modo migliore e aiuta nei casi di insonnia.

In questo modo, si riesce ad avere un effetto rilassante sul sistema nervoso parasimpatico, che promuove uno stato di totale calma. Durante i periodi di stress, in particolare, il sistema nervoso in maniera eccessiva ed è per questo che si arriva ad uno squilibrio che può provocare una mancanza di sonno. La tecnica di respirazione 4-7-8 ti aiuta aiuterà tutti coloro che hanno problemi di sonno a sentirsi collegati al loro, così da raggiungere un vero e proprio stato di beatitudine.  corpo e si distrae dai pensieri di tutti i giorni che possono interferire con il sonno. Il dottor Weil suggerisce di praticare la tecnica due volte al giorno, per sei-otto settimane fino a quando non ci si addormenterà naturalmente in 60 secondi.

FONTE: donna.fanpage.it

Ecco perché vorrete togliere gli smartphone dalle mani dei bambini

L‘allarme dei pediatri italiani: “Basta cellulari ai bambini, sono pericolosi”.
L’utilizzo di cellulari si sta trasformando da uso in abuso e gli effetti nocivi sulla salute sono ormai sempre più evidenti, dicono i medici della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale: perdita di concentrazione, difficoltà di apprendimento, aggressività.

L’abuso e gli effetti nocivi

La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale lancia l’allarme: l’utilizzo dei cellulari si sta trasformando da uso in abuso e gli effetti nocivi per la salute sono sempre più evidenti. Gli esperti puntano il dito anche contro le onde magnetiche emanante dai telefonini e propongono di vietare l’uso dei cellulari ai bambini al di sotto dei dieci anni.
Spiega Maria Grazia Sapia, pediatra, all’ANSA:

“L’Italia è al primo posto in Europa per numero di cellulari in utilizzo e l’età media dei possessori diminuisce sempre di più. Stiamo passando da un uso ad un abuso.
Non dimentichiamo che cellulare, o smartphone che dir si voglia, è sinonimo di piccolo ricetrasmittente che viene normalmente tenuto vicino alla testa, durante le chiamate o mentre si sta giocando o comunicando.

Gli effetti nocivi per la salute sono sempre più evidenti, alcuni legati agli effetti termici: l’interazione di un campo elettromagnetico con un sistema biologico provoca aumento, localizzato per quanto riguarda i telefonini, della temperatura attivando il sistema naturale del nostro organismo.
Quando le esposizioni sono molto intense e prolungate possono superare il meccanismo di termoregolazione portando a morte le cellule con necrosi dei tessuti.

Inoltre è ormai accertato che insieme alle altre dipendenze che affliggono la nostra società e specialmente i giovani quali droga, alcool e fumo, un posto predominante lo ha conquistato la dipendenza da telefonino, con danni gravissimi sullo sviluppo psichico e sociale.

Testa bassa e isolamento

Giuseppe Di Mauro, presidente dell’SIPPS, mette il carico da 90:

“Per ora non abbiamo prova di tutte le conseguenze collegate all’uso dei cellulari, ma siamo certi che da un uso eccessivo potrebbero aver origine perdita di concentrazione o memoria, oltre ad una minore capacità di apprendimento, a disturbi del sonno e un aumento dell’aggressività.”

Di Mauro sostiene inoltre che:

“Ai bambini non debba essere data la possibilità di usare il cellulare o, se proprio non possono evitare per qualsiasi motivo di dare ai propri figli questo dispositivo, spero che venga utilizzato per pochissimo tempo e non per ore intere chattando o mandandosi sms.

Sono migliaia gli adolescenti che, pur stando nello stesso posto, non si parlano e continuano a tenere la testa bassa sullo schermo del proprio telefonino.”

FONTE: Infiltrato.it

L’epidemia di disinformazione sulle vaccinazioni obbligatorie

di Rocco Artifoni

A settembre inizia il nuovo anno scolastico. Quest’anno la preoccupazione maggiore delle famiglie con figli minori non è legata alle ricorrenti carenze scolastiche, ma alle vaccinazioni obbligatorie, che la nuova legge ha aumentato da 4 a 10 e che riguardano tutti i minori che non hanno ancora compiuto 17 anni di età (quindi anche oltre l’età dell’obbligo scolastico). È vero che il Parlamento ha attenuato l’impatto del provvedimento originario (il Decreto Legge del Governo), riducendo le vaccinazioni da 12 a 10 e abbassando da 7.500 a 500 euro il tetto massimo della sanzione per gli inadempienti, ma le novità in tema di vaccini non sono di poco conto rispetto agli anni precedenti. Basti dire che i bambini non vaccinati  con età inferiore ai 6 anni non potranno frequentare gli asili nido e le scuole dell’infanzia, mentre quelli oltre i 6 anni saranno ammessi nelle scuole dell’obbligo ma con il pagamento di una sanzione e con il rischio di dover cambiare classe (poiché è previsto soltanto uno studente non vaccinato per ciascuna classe).

Durante l’estate abbiamo assistito ad un confronto molto acceso su questo tema delicato, visto che riguarda un diritto fondamentale come la salute, che è tutelato costituzionalmente (art. 32). Spesso si è trattato di un dibattito segnato da impostazioni ideologiche e dogmatiche, con il risultato di stigmatizzare tutte le posizione critiche o dubbiose rispetto alle scelte politiche intraprese. In questo contesto un ruolo decisivo e negativo è stato svolto dai media che in generale hanno trasmesso un allarme sociale ingiustificato e che hanno presentato il problema come se si trattasse di uno scontro tra scienza e oscurantismo.

In realtà anche sul tema della profilassi vaccinale è in gioco il modo di intendere il metodo scientifico, che di solito ci viene presentato come espressione dell’autorevolezza cattedratica attraverso l’intervista ad un personaggio di rilievo, mentre invece proprio la scienza si fonda sul pensiero critico, dialettico, aperto, disponibile a modificare le convinzioni tenendo conto di dati nuovi e fattori alternativi. Purtroppo nel furore della polemica finora non si è dato adeguato spazio alle voci di scienziati della medicina che sottolineano la complessità del problema delle vaccinazioni, considerando gli aspetti positivi, ma senza nascondere le problematicità e gli aspetti contraddittori.

In questa prospettiva si colloca il documento predisposto dal Consiglio direttivo nazionale della SIPNEI (Società Italiana di Psiconeuroendocrinoimmunologia) sulla nuova legge sui vaccini, nel quale si dimostra – attraverso dati ed evidenze scientifiche – che la legge voluta dal Ministro Lorenzin «non regge». Vediamo di seguito i punti salienti delle osservazioni presentate dalla SIPNEI.

Anzitutto, viene ridimensionata la presunta epidemia di morbillo in Italia: «La premessa su cui si fonda la decisione governativa è che saremmo in presenza di forti rischi per la collettività essendosi pericolosamente abbassati i tassi di copertura vaccinale, che non garantirebbero la cosiddetta “immunità di gregge”. I dati portati a sostegno riguardano la diffusione del morbillo nel nostro Paese, che nell’anno in corso sarebbero a livelli eccezionalmente alti. La serie storica dei dati degli ultimi anni e il suo paragone con paesi europei simili, pur senza sottovalutare l’andamento dell’infezione, non confermano l’eccezionalità dell’attuale diffusione del morbillo. Ad oggi il morbillo è endemico in molti paesi europei tra cui Germania, Belgio, Svizzera, Francia, Polonia, Romania e altri. Non risulta che Francia, Germania, Svizzera, Belgio abbiano introdotto l’obbligatorietà della vaccinazione MPR (Morbillo Parotite Rosolia), pur essendo attivamente impegnati nel controllo della diffusione di questi agenti infettivi».

Inoltre – secondo la SIPNEI – la premessa scientifica su cui si fonda la decisione dell’estensione dell’obbligatorietà vaccinale, che è costituita dalla cosiddetta “Immunità di gregge”, secondo cui “è necessario raggiungere il 95% della copertura vaccinale per ottenere l’effetto gregge” «presenta molte falle». Anzi, l’informazione che è stata data al pubblico e agli stessi operatori sanitari, sulle percentuali di copertura vaccinale necessarie per raggiungere il cosiddetto “effetto gregge”, «è assolutamente parziale e quindi, sostanzialmente, non veritiera. Secondo fonti ufficiali (Organizzazione mondiale della sanità e Istituto Superiore di Sanità), le coperture vaccinali critiche per l’immunità di gregge sono altamente variabili: il fatidico 95% viene indicato solo per il morbillo. È bene sapere che per la poliomielite, le istituzioni citate  danno come copertura necessaria 80-86%; per la parotite 75-86%; per la rosolia 83-85%; per l’ Hemophilus infl. B il 70%». Senza considerare il tetano, che non è trasmissibile e per cui non ha senso parlare di “effetto gregge”.

Nelle recenti discussioni sul tema di solito si è sorvolato su aspetti importanti come i diversi effetti prodotti dall’immunizzazione naturale rispetto a quella ottenuta con la vaccinazione. È noto e dimostrato scientificamente che l’immunizzazione naturale, a differenza di quella indotta dal vaccino, causa una stimolazione immunitaria più prolungata ed efficace nel tempo. Questo fatto, per esempio se posto in relazione alla diffusione del morbillo, ha una forte rilevanza per la quota di bambini infettati con meno di un anno di vita, un’età a rischio, in cui ancora non è raccomandata e praticata la vaccinazione antimorbillo. «Le donne immunizzate naturalmente trasmettono una quantità di anticorpi nettamente superiore a quella delle donne vaccinate. La differenza della presenza di anticorpi anti morbillo, in bambini nati da madri che hanno subito il contagio rispetto ai nati dalle vaccinate, è netta e rintracciabile per lo meno fino all’età di 5 mesi. Quindi, donne che, nella loro infanzia, si sono vaccinate contro il morbillo potrebbero non trasmettere un’adeguata protezione anticorpale ai propri figli nel primo anno di vita, a differenza delle donne che hanno contratto un’immunizzazione naturale».

Occorre tenere sempre presente che nessun vaccino è mai completamente sicuro. Gli effetti avversi delle vaccinazioni sono un dato di fatto, riconosciuto anche da sentenze della Corte Costituzionale. «In Italia, pur scontando un sistema di sorveglianza che è un eufemismo definire scarsamente efficiente, le segnalazioni all’AIFA di effetti avversi, successivi alle vaccinazioni, nel 2014 sono state 8.873, di cui una quota (con diverse centinaia di casi) classificata grave (con alcuni decessi). Secondo il Rapporto dell’AIFA, il vaccino Morbillo-Parotite-Rosolia (MPR) ha un tasso di segnalazioni di effetti avversi gravi tra i più alti: 201 su 100.000 dosi per un totale di 479 casi nello scorso anno, la cui quota maggioritaria spetta all’abbinamento del trivalente con il vaccino contro la varicella (MPR+V oppure MPRV). Tuttavia, anche l’esavalente ha un tasso elevato di segnalazioni gravi: 166 ogni 100.000».

Che effetti possono generare 6 vaccini somministrati contemporaneamente, seguiti a breve da altri 4 vaccini iniettati insieme? «Sotto questo profilo, la “tesi” che non c’è alcun problema a somministrare diversi antigeni insieme, poiché il bambino ogni giorno incontra centinaia di antigeni senza danno, ci sembra non regga ad un esame anche non troppo approfondito, poiché il solo buon senso ci consente di comprendere che gli antigeni multipli, che immettiamo con i vaccini, non sono banali, ma componenti di aggressivi agenti infettivi, che è alquanto irreale incontrare tutti insieme in natura». La SIPNEI sottolinea il fatto che nessuno finora ha prodotto dati certi sugli effetti delle formulazioni multiple sul sistema immunitario del neonato. Del resto anche il Parlamento – emendando il testo governativo – ha previsto l’uso dei vaccini monodose, mentre la campagna ufficiale del Ministero della salute continua a proporre soltanto due somministrazioni (esavalente + quadrivalente).

In sintesi, la scelta dell’obbligo per 10 vaccini «si mostra non solo inopportuna, ma anche infondata sul piano scientifico, poiché lo Stato può chiedere alla persona (o al suo tutore) la violazione della libertà individuale, riguardo alla propria salute, se dimostra che le misure obbligatorie servono a scongiurare un rischio collettivo riferito ai singoli vaccini proposti. Da quanto abbiamo scritto, è errato mettere tutti vaccini sullo stesso piano: alcuni di loro non producono alcun “effetto gregge”, altri conferiscono un’immunità che deperisce nel tempo».

Infine, si pone anche una questione di correttezza e di trasparenza:  «Pensiamo che servirebbe molto alla scienza e alla ricostruzione di un rapporto di fiducia con ampie fasce della popolazione, l’istituzione di una Commissione di valutazione e controllo sui vaccini indipendente e cioè composta da ricercatori, scienziati ed esperti di politica sanitaria che non abbiano legami con l’industria e con le associazioni professionali, spesso molto adese all’industria. Una Commissione sul modello della Task Force statunitense che si occupa di valutazione delle politiche preventive (USTFP), senza legami con l’industria e con le corporazioni professionali. Occorre cioè proteggere la società dalle infezioni, ma anche dagli interessi di parte». E soprattutto dall’epidemia della disinformazione a cui abbiamo assistito in questi ultimi mesi.

In questo scenario, qual è la posizione e la proposta alternativa del SIPNEI? «Siamo contrari alle vaccinazioni obbligatorie (in linea con tutti i paesi europei più avanzati e da alcuni anni in Veneto, con ottimi risultati), bensì proponiamo una riorganizzazione delle politiche vaccinali, che a livello statale dovrebbe selezionare le priorità epidemiologiche e, a livello territoriale, dovrebbero avere come perno il pediatra, che ha in cura fin dalla nascita il bambino, che verrebbe inserito in finestre di opportunità vaccinale, anche utilizzando i vaccini monodose, in base alle caratteristiche del bambino. Siamo convinti che una politica di promozione attiva, centrata sulla flessibilità dei programmi vaccinali, nel quadro di politiche di protezione della gravidanza e di promozione della salute dell’infanzia, permetterebbe un salto in avanti nella prevenzione primaria, da sempre trascurata nel nostro Paese, e porrebbe su basi nuove le relazioni tra cittadini e scienza e tra curati e curanti». Appare evidente che questa prospettiva sia ragionevolmente fondata e nell’interesse della tutela del benessere dei cittadini e della collettività.

A questo punto si pone una domanda di fondo: c’è qualcuno in Parlamento e al Ministero della salute che abbia letto senza pregiudizi questo documento, redatto da persone professionalmente e scientificamente competenti, e che sappia spiegare perché oggi ci ritroviamo con una legge che va esattamente in direzione opposta?

Scansioni dell’attività cerebrale possono essere usate per prevedere eventi futuri

In breve: il vostro cervello conosce il futuro. Un nuovo studio dimostra come certe regioni cerebrali sembrino avere una correlazione d’attività statisticamente significativa con potenziali eventi futuri, rendendoli indicatori migliori della persona in cui avviene tale attività.

Nel film Minority Report, le capacità intuitive della mente umana erano portate a livello superiore tramite i “pre-cognitivi” (precogs) usati come dispositivi per conoscere i futuri potenziali. Il loro potere precognitivo non era del 100% dato che in certi casi uno dei tre poteva avere una diversa precognizione, un minority report. Mente la fantascienza è ..fantasia, diviene comunque una fonte di seria discussione e indagine scientifica, per esempio il film Matrix è una delle migliori allegorie riguardo l’idea dell’universo come simulazione di qualche civiltà avanzata e le potenziali conseguenze dello sviluppo ed emergenza dell’intelligenza artificiale forte.

Un nuovo studio riportato di recente nel Journal of Neuroscience, suggerisce che il cervello possa avere capacità predittive superiori di quanto normalmente si pensi, altro caso in cui forse i fatti si intreccino con la finzione. Il lavoro guidato da Brian Knutson, professore di neuroscienze presso la Standford University, ha analizzato l’attività neuronale di 30 persone mentre decidevano se finanziare o meno 36 progetti dal sito Kickstarter. Esaminando le scansioni cerebrali dei partecipanti, il gruppo di ricerca ha scoperto che l’attività nella regione detta nucleus accumbens presentava un protocollo d’attività diverso nei partecipanti, quando consideravano progetti che avrebbero potuto ottenere il finanziamento completo.

“Il gruppo ha sviluppato un algoritmo che riconoscesse queste differenze nell’attività cerebrale usando i dati delle scansioni, dall’80% dei progetti, quindi ha testato il programma sul rimanente 20%. Usando la sola attività neurale, l’algoritmo ha potuto prevedere quale campagna Kickstarter avrebbe ricevuto il finanziamento, con un 59,1% d’accuratezza, più di quanto ci aspetteremmo dal puro caso. Questo contrastava col pensiero cosciente dei volontari stessi. Considerando ogni proposta, i volontari hanno dato una valutazione in base alle loro preferenze tra i progetti e sulla probabilità che ognuno di essi potesse ricevere il finanziamento totale. Diversamente dall’attività nelle loro regioni del nucleus accumbens, le valutazioni hanno previsto la riuscita del finanziamento solo con il 52.9% di precisione, che non è meglio del puro caso.
Helen Thomson, scanning you brain can predict what will happen in the future, New Scientist

Come tali aree del cervello possono avere questa apparente capacità di prevedere il potenziale futuro? Lo studio non offre una spiegazione, se non evidenziando che la zona del nucleus accumbens è coinvolta nell’anticipare la ricompensa, che suggerisce perchè anticiperebbe gli eventi futuri. La biologia quantistica è un campo di indagine emergente sui fenomeni quantomeccanici nel sistema biologico, confermati in diversi processi e potrebbe offrire una spiegazione alle osservate capacità precognitive del cervello umano.

I processi quantomeccanici sono intrinsecamente simmetrici nel tempo, tanto che esperimenti confermano influenza causale del futuro sul passato, detta retrocausalità. Esistono intere intepretazioni della meccanica quantistica basate sulla interazione del futuro col passato, come la meccanica quantistica transazionale di Cramer e la teoria assorbitore-emettitore di Wheeler-Feynman. I fenomeni quantomeccanici nei sistemi biologici, in particolare il processamento di informazione, possono abilitare un alto livello di sensibilità degli eventi futuri. Questa sensibilità dei futuri potenziali, può essere riflessa nell’attività di certe regioni del cervello, che una persona percepirebbe come “intuizione” per prendere una certa decisione.

Il presente studio è sicuramente una dimostrazione del ruolo del cervello nel tentare la determinazione di potenziali risultati futuri. L’ampio cervello umano probabilmente ha raggiunto tale dimensione e funzione per assistere in particolare la predizione del probabile futuro. Se in effetti processi quantomeccanici non-locali e trans-temporali sono disponibili ai sistemi biologici, non è irragionevole pensare che l’evoluzioni li utilizzi per incrementare la capacità predittiva del cervello.

FONTE: Altrogiornale.org

La vera rivoluzione? Sposarsi, fare figli ed educarli nella fede

  • di Paola Belletti

Il discorso dell’Arcivescovo Chaput a Napa, in California: il futuro appartiene a chi ha figli, non cose

L’americano Lifesites, sito di informazioni e cultura prolife, riporta ampi stralci del discorso dell’Arcivescovo Charles Chaputtenutosi in California al Napa Institue conference il 27 luglio 2017. In calce all’articolo il link  al discorso integrale.
Il pastore offre un’approfondita analisi del mondo occidentale e incoraggia i cattolici a cercare di ristabilire la cultura del matrimonio, dell’avere figli e dell’educarli nella fede.

I cambiamenti che stanno investendo la cultura statunitense sono profondi e rapidissimi. Denuncia proprio questa fortissima accelerazione, il prelato:

Alcuni cambiamenti sono vere e proprie trasformazioni – nella nostra filosofia del diritto; nei nostri costumi sessuali; nella nostra demografia; nella filosofia educativa; nell’economia e nella tecnologia”, ha detto.

La sempre più netta e sistematica separazione tra sesso e procreazione ha distorto, sfigurato la sessualità. Ed in modo potremmo dire quasi pandemico, la diffusione massiccia della pillola anticoncezionale ha consolidato, stabilizzato questo modo di pensare, vivere ed educare alla sessualità stessa.

“La pillola per il controllo delle nascite e la separazione del sesso dalla procreazione hanno alterato profondamente il significato della sessualità”, dice infatti Chaput.

Un altro passaggio del discorso dell’Arcivescovo è sulla fortissima pressione che si vede agire nel mondo occidentale per quanto riguarda la rivendicazione dei cosiddetti diritti gay. Non più solo la richiesta di accettazione, ma la pretesa di una approvazione, quasi la nobilitazione di un certo stile di vita.

“E l’attivismo per il “matrimonio” same-sex è arrivato a chiedere non solo più la sua accettazione ma la sua approvazione”.

Osserva il prelato: l’idea di uomo che sta dietro queste rivendicazioni è lontanissima, gravemente difettosa rispetto all’antropologia biblica. Ma si tratta pur sempre di una passione morale e come tale esercita un enorme potere.
Fino a qui la pars denstruens.

Ma ecco aprirsi la pars construens, quella che come credenti in Cristo e anche come uomini di buona volontà dobbiamo sempre far prevalere sulla “diagnosi” per quanto grave e impietosa essa debba essere.

Le cose si arrugginiscono e si rompono. Ma ogni bambino è un universo di possibilità che raggiunge l’eternità”.

Come dice Gesù nel Vangelo di Matteo al capitolo 6, 19-23: “non accumulate tesori in terra dove tignola e ruggine consumano e dove ladri scassinano e rubano. Accumulatevi invece tesori nel cielo (…)”.
I figli allora sono un bene eterno. Sono bene per l’eternità. Noi siamo davvero chiamati a co-creare, custodire e fare di tutto per mandare in Cielo i nostri figli, dotati di anima immortale e destinati come noi alla Resurrezione della carne.
Una critica sintetica e potente, questa, che erode dalle fondamenta la tracotanza della cultura consumistica. Cose o figli?

ai giovani che gli chiedono come possano cambiare il mondo(glielo chiedono, capite? Questo rimane un dato di speranza) egli risponde di amarsi, sposarsi, restare fedeli, avere molti figli ed allevarli nella fede. E li avverte; molto probabilmente non vedranno i frutti, non tutti, non i più importanti di questa rivoluzione, ma stanno tessendo l’arazzo. Staranno contribuendo ad aggiungere bellezza alla Creazione di Dio.
E poi lancia uno sguardo desolato all’Europa. L’Islam ha futuro, anche in Europa, perché crede nei figli. Fa figli. Perché ha uno sguardo trascendente. Altrimenti, senza uno scopo eterno e trascendente, come si possono sopportare i bambini? Per che cosa ci si sacrifica?

Ogni bambino ha un’anima immortale. Ognuno di noi è destinato all’eternità. Solo ripartendo da questo sguardo sull’uomo e la storia si può incidere nel presente, nella cultura, nei costumi.
Ogni vita è importante.
Noi, come Europei, come dice giustamente l’alto prelato Usa, rischiamo di non accorgerci della parte agonizzante della nostra civiltà. Ma forse, oltreoceano, non si scorgono bene i piccoli, vigorosi germogli che stanno bucando la crosta del vecchio continente.

QUI IL DISCORSO INTEGRALE IN INGLESE

fonte: Aleteia

Aurora è morta a soli otto anni. Eppure il suo nome sa di profezia

  • di Paola Belletti

Aveva vinto il Premio della Bontà nel 2014. Muore poco dopo che i suoi genitori si sono sposati in Chiesa, proprio come aveva desiderato lei

A volte le parole possono davvero aiutare. Perché un conto è dire “seppellisco la mia bambina” un  altro è sapere che la sto accompagnando al cimitero. Cimitero significa dormitorio. Hanno messo a letto la loro bambina. Aurora.

Morta a otto anni, il 10 agosto 2017. Solo otto anni. Aurora, che nel nome ha scritto che è nata per arrivare per prima e spargere luce. Acquarellare il cielo di rosa e violetti e promettere il sole. La luce piena, intera, gialla. Il giorno. Ho letto anche sulle pagine di cronaca cittadina del Corriere e su Il Mattino di Padova della sua vita. Di come la metà sia stata spesa in ospedale e comunque in aperta battaglia contro il neuroblastoma che l’aveva colpita. Ho letto del fatto che era molto amata, dai genitori, i nonni, la sorellina. I compaesani, i compagni, il parroco.

Era già finita sui giornali perché nel 2014, ancora all’inizio della sua malattia, aveva ingaggiato una raccolta fondi per il reparto oncoematologico dell’ospedale pediatrico padovano. Della sua capacità di motivare, coinvolgere, attirarsi affetto e simpatia e convincere le persone a spendere tempo e soldi per dare sollievo a bambini gravemente malati e a fornire attrezzature utili a migliorare diagnosi e terapie. Cose piccole, per carità, eppure grandi, commoventi, al loro modo potenti. Di quella potenza evangelica, già biblica. Quella del Dio che con la bocca di bambini e lattanti rende nota la Sua forza. Aveva ricevuto il “Premio della Bontà Sant’Antonio di Padova” per quel salvadanaio riempito con caparbietà da lei e da chi si era fatto convincere ad imitare la sua generosità. Quella dei bambini che vedono un bisogno e provano seriamente, in modo tutt’altro che infantile, a rispondervi.

Aurora ha gli occhietti vispi, due virgole sorridenti nelle foto che si possono vedere sul web quando la malattia ancora non aveva affondato i denti troppo a fondo.

Gli ultimi scatti risalgono a pochi giorni prima della morte. Lei era in carrozzina, ma calzava una corona di fiori.

Valentina e Mirko, la sua mamma e il suo papà, si erano sposati.

Era lei, soprattutto, che lo desiderava tanto. Stupisce davvero vedere come Aurora fosse concentrata sull’essenziale, conficcata al centro delle cose importanti della vita; sebbene da qua possiamo solo sfiorare la superficie della sua piccola vita e con necessaria approssimazione provare ad intuire le passioni, gli affetti e il segreto movente che ha sospinto con innegabile vigore la sua breve esistenza. Come l’unica vela bianca di un Optimist, quelle barchette con le quali di solito ci si avvicina alla disciplina nautica.

È come se, avendo poco tempo, avesse ancora di più acuito lo sguardo ed addestrato la mira.

“Amo mamma e papà, amo la nostra famiglia. Papà, prometti davanti a Dio e con l’aiuto di Dio che mamma sarà per sempre tua moglie! Mamma, consegnati definitivamente al papà”.

Non so quale coscienza avesse lei del valore del Sacramento del Matrimonio (io sono portata a credere ne avesse una coscienza vera. Non superficiale, sebbene fosse piccina); quanto abbia influito il desiderio di vivere un bel giorno, di gustarsi magari la cerimonia e la festa (ma quanto poco avrà potuto pensarci, ridotta allo stremo delle forze? Poco, pochissimo. La sofferenza non scherza, nemmeno coi bambini).

Resta il fatto, sorprendente, che il suo aggravamento, il vero crollo precedente la morte è avvenuto la sera stessa, dopo la celebrazione. Ha resistito fino a che ha potuto. Ha recuperato forze nascoste per l’ultima cosa importante. Ha fatto comandare la volontà sul corpo che la malattia esigeva sfinito. Si è mantenuta a cavallo con quell’anima forte, pura, grande. Oh, come sanno essere seri, eroici, metafisici i fanciulli…!

Nello strazio terribile che a Valentina e Mirko non è stato risparmiato, vedere soffrire e morire la propria bambina, la mamma dichiara che hanno trovato la forza proprio in lei, in Aurora. Avrà permesso ai suoi genitori di sostenerla, consolarla, curarla. Non di compatirla. Concentrati sul presente, sulla speranza fino a che c’era. Con intelligenza e senso di realtà.

Una bambina così, insomma. Che ha vissuto, sofferto, lottato. E sorriso, giocato. Pianto. Raccolto fondi, vinto premi e riconoscimenti (anche quello di “Cittadino dell’anno” sempre nel 2014, a giugno), attirato affetto e simpatia di medici e infermieri, fatto sposare i propri genitori. Una piccola guerriera, come la chiama la presidente del Team Children, che a lei come ad altri bambini, riconosce la purezza della vera generosità.

Sotto l’articolo del Mattino qualcuno chiede dove possa stare in Dio in quei momenti. Con che coraggio Dio possa darsi alla macchia proprio in questi frangenti, sembra chiedere.

Ma noi siamo il popolo che ha conosciuto il Dio in croce. Quello che ha sofferto. Che non ha risparmiato a Sua mamma di guardarLo mentre veniva torturato e crocefisso. Noi siamo il popolo che ha conosciuto la notizia della Resurrezione.

Siamo il popolo che dovrebbe ricordarsi che se così grande può essere il dolore quanto immensa, smisurata, travolgente dovrà essere la riparazione. Quanto indicibile il luogo della Consolazione. Aurora, intanto, è stata accompagnata a dormire. Il suo corpo, non la sua anima.

Siamo cristiani, siamo di Cristo. Siamo obbligati dalla gioia a ricordarci e a ricordare al mondo che Cristo è veramente Risorto. E, saputo questo, cambia tutto. Tutto.

Aurora Maniero, con la sua faccina, la sua storia, il suo cognome, il suo accento veneto; una bimba vera, degli anni duemila, di quelle che magari guardavano Frozen e cantavano Violetta o (peggio) Ariana Grande, non lo so…ora saprà quello che possiamo ritenere avesse già intensamente intuito.

fonte: Aleteia

Vaccini e libertà scelta: lettera dei genitori a Papa Francesco

LIBERA SCELTA LIGURIA SCRIVE A PAPA FRANCESCO

Sua Santità Padre Francesco, oltre duemila famiglie liguri, si trovano in uno stato di totale smarrimento e hanno urgente bisogno di rivolgersi a Lei e alla Sua immensa saggezza, ponendole alcuni importanti quesiti.

Come saprà, l’Italia sta vivendo una profonda spaccatura sociale, dovuta alle recenti disposizioni che impongono l’obbligatorietà di numerosi vaccini per poter frequentare asili e scuole. Le pesanti coercizioni e sanzioni previste dalla legge, impedendo ogni tipo di obiezione, di fatto, ledono la responsabilità genitoriale e violano importanti diritti umani.

Ciò, oltretutto, si inserisce in un contesto pieno di contraddizioni da dirimere e lacune da colmare nell’attuale sistema della profilassi vaccinale: presenza di conflitti di interessi fra i vari attori coinvolti, deresponsabilizzazione delle case farmaceutiche relativamente ai danni da vaccino, carenza di studi e ricerche indipendenti su mix di vaccini e loro sicurezza, carenza di studi e ricerche epidemiologiche sugli effetti a medio e lungo termine, omissione di accurati screening pre-vaccinali e controlli post-vaccinali, impossibilità di reperimento di mono-somministrazioni e conseguente privazione di profilassi personalizzata, carenza di trasparenza in merito a vaccinovigilanza e mancanza di vaccinovigilanza attiva, difficoltà nella segnalazione di reazioni avverse, difficoltà nel vedere riconosciuto il nesso di causalità fra danno e vaccinazione e nell’ottenimento del risarcimento danni (previsto dalla legge 210/1992 con la quale lo Stato italiano ha riconosciuto il danno da vaccino), ecc.

Argomenti che pesano sulle nostre perplessità e minano la credibilità di chi ci governa, creando un clima di sfiducia nei confronti non solo delle istituzioni politiche, ma anche delle istituzioni sanitarie. Il nostro timore è che chi ha scelto il tema vaccinale per attaccare i nostri diritti, non l’abbia fatto a caso, ma conoscendo bene quell’alone di scudo invincibile, radicato nelle coscienze, che le vaccinazioni si sono costruite nell’ultimo secolo. Con il silenzio complice di tutti gli organi istituzionali preposti alla salvaguardia della Carta Costituzionale, attraverso una campagna di sistematica disinformazione a tutto campo, messa in atto anche dai media mainstream, volta a screditare, seminare paura e odio anche nei confronti delle famiglie che hanno optato per scelte diverse in tema di vaccinazione (ree di attentare alla salute pubblica …), si cerca oggi di giustificare importanti privazioni della libertà. Questa legge risulta essere un’arma con la quale limitare, con la tacita e passiva approvazione di molti indifferenti, la sovranità popolare; è un attacco all’istituzione più preziosa: la Famiglia. E ancora più grave, tutto questo accade nel silenzio generale di radio e televisioni: migliaia e migliaia di famiglie, stanno facendo da settimane presidi e manifestazioni e nessuno ne parla. É difficile accettare che il presupposto di questa legge sia la tutela della salute pubblica, quando al contempo le istituzioni non si preoccupano di ciò che mangiamo, di ciò che respiriamo, di ciò che indossiamo … Già oggi che vige un’obbligatorietà meno massiva, ci accingiamo alla pratica vaccinale con immensa paura: i danni da vaccino esistono e sono dietro l’angolo. Nelle nostre Parrocchie si contano sempre più bambini che hanno subito anche gravissimi danni da vaccino e molti di loro rientrano anche nello spettro autistico. Perchè le istituzioni, i medici, i media, arrivano a negare l’esperienza diretta di moltissime famiglie e quindi l’evidenza della realtà? I dati oggettivi non dovrebbero essere il punto di partenza per la ricerca della verità? Questo lo riteniamo molto grave e offensivo. Senza contare i gravi disagi che vivono le famiglie dei danneggiati: isolati dalla società e per lo più ignorati anche dalla legge. L’urgenza e la necessità di rivolgerci a Lei, Santo Padre, e ci creda, nella veste dei servi più umili e obbedienti di Sua Santità, deriva anche da una nota congiunta PAV, CEI E AMCI circa l’uso dei vaccini, pubblicata il 31 Luglio u.s. sul sito di AMCI (http://www.amci.org/index.php/event…), nella quale si legge “Il difetto di vaccinazione della popolazione implica il grave rischio sanitario di diffusione di pericolose e spesso letali malattie infettive, debellate in passato, proprio grazie all’uso dei vaccini, come, ad esempio, il morbillo, la rosolia e la varicella”. Morbillo, rosolia e varicella sono davvero malattie letali? Non risulta vi siano casi di morte per varicella e rosolia; per quanto riguarda il morbillo, i pochissimi casi isolati, riguardano individui la cui vita, purtroppo, era già appesa a un filo. Sempre a proposito di morbillo, il cui aumento dei casi di contagio ha dato origine all’attuale legge, come spiegare che in Italia dal 1 gennaio 2017 al 2 luglio 2017, il 12% dei casi si registrano fra i soggetti vaccinati? E che il restante 88% ha un’età mediana di 27 anni? Anche questi sono dati inconfutabili: il vaccino contro il morbillo non crea un’immunità permanente e in molti casi non crea immunità (soggetti non responder). Le madri, dalla notte dei tempi, ci hanno insegnato che l’immunità naturale è importante: contrarre naturalmente queste malattie, oltre a donare un’immunità permanente, rinforza il sistema immunitario dei nostri figli e protegge la loro salute da altre importanti patologie. A fronte di quali benefici dovremmo sottoporre i nostri figli al rischio di subire anche gravissime reazioni avverse? Senza contare che l’iperimmunizzazione da vaccino, sta rendendo l’umanità sempre più debole e vulnerabile. Un altro dato inconfutabile: nel triennio 2014-2016, in Italia, è stata registrata la presenza di 21.658 segnalazioni di sospette reazioni avverse ai vaccini (dati AIFA); senza contare le segnalazioni che non sono state registrate. In base alla nostra esperienza diretta, infatti, nella stragrande maggioranza dei casi i medici negano ogni nesso di causalità fra vaccinazione e reazione e non procedono a segnalazione. Sempre sulla nota pubblicata da AMCI si legge “Dal punto di vista clinico va, inoltre, ribadito che il trattamento coi vaccini, pur a fronte di rarissimi effetti collaterali (gli eventi che si verificano più comunemente sono di lieve entità e dovuti alla risposta immunitaria al vaccino stesso), è sicuro ed efficace e che nessuna correlazione sussiste fra somministrazione del vaccino ed insorgenza dell’autismo”. I nostri dubbi su queste perentorie e semplicistiche affermazioni, non derivano da posizioni ideologiche, ma dall’esperienza vissuta da moltissime famiglie della nostra comunità e da ciò che succede a milioni di bambini in tutto il mondo: improvvisamente, il giorno stesso, o quelli immediatamente successivi all’inoculazione del vaccino, si ritrovano una vita completamente compromessa. Alla mamma e al papà non occorrono evidenze scientifiche per conoscere lo stato di salute e vitalità del loro bambino prima e dopo il vaccino e per comprendere, di lì a poco, che in quel lasso temporale la loro vita è completamente cambiata. Sembrerebbe che questo dato di fatto sia avvalorato solo da studi scientifici indipendenti, che mettono in relazione la presenza di inquinanti, adiuvanti e conservanti tossici nei vaccini in commercio con le gravi patologie che si sviluppano a seguito della vaccinazione. É davvero sconfortante e frustrante per noi Cristiani apprendere che nemmeno chi dovrebbe esserci vicino, anche nell’importante funzione di guida spirituale e morale, non tenga minimamente conto della nostra esperienza diretta, non tenga conto della realtà dei fatti! Non fake news del web, ma drammi che si consumano nelle nostre famiglie! Sempre nella stessa nota leggiamo “D’altro canto, non meno urgente risulta l’obbligo morale di garantire la copertura vaccinale necessaria per la sicurezza altrui, soprattutto di quei soggetti deboli e vulnerabili come le donne in gravidanza e i soggetti colpiti da immunodeficienza che non possono direttamente vaccinarsi contro queste patologie”. A tale proposito, ci domandiamo il motivo per cui i bambini appena vaccinati con Priorix Tetra, o altri vaccini antimorbillo, antiparotite, antirosolia e antivaricella, possano frequentare ambienti pubblici e anche locali scolastici, non rispettando l’avvertenza riportata sul foglio illustrativo di questo farmaco che raccomanda: “Una volta vaccinato, il suo bambino deve cercare di evitare per almeno 6 settimane dopo la vaccinazione, fin dove possibile, uno stretto contatto con i seguenti individui: individui con una ridotta resistenza alle malattie, donne in gravidanza che non hanno avuto la varicella o che non sono state vaccinate contro la varicella, neonati da madri che non hanno avuto la varicella o che non sono state vaccinate contro la varicella”. Ma ciò che più ci addolora, è che il richiamo dell’AMCI alla necessità di “garantire la copertura vaccinale per la sicurezza altrui”, implica che esistano vite che valgano meno di altre vite o di un’intera comunità. Una legge, infatti, che obbliga i bambini a subire indiscriminatamente un mix di numerosi vaccini, offrendo il fianco a molte perplessità, sia per le sue conseguenze sul sistema immunitario, sia perché è basata su un trattamento di massa che prevede la somministrazione a tutti i bambini degli stessi vaccini ad una medesima e precocissima età, senza tener conto dell’anamnesi familiare e personale e dello stato differente di salute dei piccoli e dell’ambiente in cui vivono, rischia di mettere a repentaglio tantissime vite. Gli interrogativi che più ci affliggono e sui quali vorremmo interpellarLa, Santo Padre, riguardano non tanto gli aspetti medico scientifici (anche se riteniamo che la scienza che ci viene inculcata da chi ci governa, con i suoi concetti di verità assoluta, definitiva e incontestabile, non siano compatibili con la cultura moderna e con l’idea di scienza a essa connaturata), ma la sfera morale. Le poniamo le nostre domande anche prescindendo dagli aspetti attinenti alla bioetica (è certo che i vaccini contengano cellule provenienti da feti abortiti) e non perché siano meno importanti o urgenti, ma per sottolinearLe che il nostro smarrimento riguarda soprattutto altro. In quanto cattolici, vorremmo partire da un’esamina del Quarto Comandamento – che costituisce uno dei fondamenti della dottrina sociale della Chiesa – e dagli insegnamenti del Catechismo della Chiesa Cattolica, che troverà allegata alla presente lettera, per giungere all’interrogativo finale, il più pesante, quello che fa perdere il sonno, e che collega tutti gli altri: fino a che punto si deve obbedire allo Stato? Non siamo contrari alle vaccinazioni, ma non possiamo accettare ciecamente e pedissequamente le gravi coercizioni e le pesanti sanzioni imposte dalle recenti disposizioni in materia vaccinale. Non riteniamo accettabile che nell’odierna società, sia una legge a stabilire, in modo aprioristico, che il proprio figlio sia sano e vaccinabile e con quali vaccini e le relative tempistiche, rischiando di compromettere per sempre la vita dei nostri bambini. Riteniamo, piuttosto, che la pratica vaccinale, oggi minata da tante contraddizioni e lacune, debba offrire a ciascun individuo le maggiori garanzie in termini di rapporto rischi/benefici. Desideriamo un corretto approccio in materia vaccinale, fatto di informazione, consapevolezza e responsabilità e in netta antitesi con la massificazione che la scienza “ufficiale”, con la complicità del legislatore, vuole imporre ai cittadini. I bambini sono esseri umani unici, originali, diversi e irripetibili: abbiamo il dovere di tutelare e preservare l’incolumità di ogni singola vita. Santo Padre, Lei che ha la facoltà di risvegliare le coscienze sopite, rompa il silenzio sulle importantissime istanze morali, che non sono isolate alla nostra nazione, ma riguardano il mondo intero. La California sta passando il nostro stesso calvario, la Francia sta già vivendo il clima di una imminente minaccia, molti Stati del continente Africano stanno subendo gravi danni e perdite per massive pratiche vaccinali, in Siria il vaccino contro la poliomelite, somministrato senza tener conto delle drammatiche condizioni igieniche a parte della popolazione, sta facendo registrare tanti casi di contagio di polio «vaccino-derivata». Lanci il Suo appello affinché chi governa offra le massime garanzie di trasparenza e sicurezza riguardo alle pratiche vaccinali, mirando alla salvaguardia di ogni singola vita. Riteniamo fondamentale che si venga a ricreare un clima di fiducia e rispetto reciproco, fra istituzioni, mondo medico e cittadini su questo importante tema, ancora scientificamente aperto. E’ utopistico auspicare la possibilità di un confronto costruttivo, collaborativo, pubblico per discutere l’argomento con cuore aperto e libero da conflitti di interesse, condividendo conoscenze, esperienze, ricerche indipendenti e ogni materiale utile a migliorare la pratica vaccinale e renderla il più possibile sicura? I genitori di oggi esigono giustamente di svolgere i loro diritti di primi, seppur non unici, responsabili della vita e della salute dei loro figli: è compito degli specialisti del settore e in particolare di coloro che sono investiti di cariche istituzionali, guidarli e consigliarli in questo delicato compito. Dal momento che, come da Lei affermato, Santo Padre, “La Chiesa vuole raggiungere le Famiglie con umile comprensione e il suo desiderio è di accompagnare ciascuna e tutte le Famiglie perché scoprano la via migliore per superare le difficoltà che incontrano sul loro cammino”, le chiediamo, in questo momento di totale smarrimento, di essere accolti, ascoltati e guidati da Lei, accendendo così in noi una nuova luce di speranza. Sotto la protezione del manto della nostra Madre Celeste, siamo certi che Lei, guidato dallo Spirito Santo, saprà indicare la giusta strada da percorrere. Sua Santità, ringraziandoLa dal profondo del nostro cuore, è con immenso rispetto che Le chiediamo di pregare per tutte le famiglie d’Italia.

In fede, Le famiglie di Libera Scelta Liguria

« Onora tuo padre e tua madre, perché si prolunghino i tuoi giorni nel paese che ti dà il Signore, tuo Dio » (Es 20,12). Il Quarto Comandamento ci insegna (2199) che siamo tenuti a “onorare e rispettare tutti coloro che Dio, per il nostro bene, ha rivestito della sua autorità, quindi a onorare i pubblici amministratori e i governanti”. Il punto di partenza è dunque la lealtà di ogni cittadino, tanto più se cristiano, verso le autorità civili. Sottintende anche i doveri dei governanti e in generale di tutti coloro che esercitano un’autorità su altri o su una comunità di persone. L’autorità politica è necessaria per garantire la convivenza civile. Tuttavia deve essere praticata come un servizio, per facilitare l’esercizio della libertà e della responsabilità dei cittadini. Essa deve garantire la dignità di ogni persona umana e il rispetto dei diritti dell’uomo.
(2209) La famiglia deve essere aiutata e difesa con appropriate misure sociali. Là dove le famiglie non sono in grado di adempiere alle loro funzioni, gli altri corpi sociali hanno il dovere di aiutarle e di sostenere l’istituto familiare. In base al principio di sussidiarietà, le comunità più grandi si guarderanno dall’usurpare le loro prerogative o di ingerirsi nella loro vita.
(2211) La comunità politica ha il dovere di onorare la famiglia, di assisterla, e di assicurarle, fra l’altro, la difesa della salute. Santo Padre, cosa si intende per difesa della salute? La salute pubblica a discapito della salute del singolo? Con l’introduzione dei vaccini (e anche grazie a migliorate condizioni ambientali, alimentari e igieniche), sono state eradicate e sono diminuite alcune gravi malattie infettive, ma parallelamente sono aumentati drasticamente disturbi del neurosviluppo, malattie autoimmuni, croniche, tumori, leucemia. É un vero guadagno per la salute pubblica?
(2213) Giuste relazioni tra governanti e cittadini presuppongono la naturale benevolenza conforme alla dignità delle persone umane, cui stanno a cuore la giustizia e la fraternità.
(2235) Coloro che sono rivestiti d’autorità, la devono esercitare come un servizio. « Colui che vorrà diventare grande tra voi, si farà vostro servo » (Mt 20,26). L’esercizio di un’autorità è moralmente delimitato dalla sua origine divina, dalla sua natura ragionevole e dal suo oggetto specifico. Nessuno può comandare o istituire ciò che è contrario alla dignità delle persone e alla legge naturale. Santo Padre, qual è il bene vero dell’uomo e quale azione compiuta dall’individuo umano o a carico dell’individuo umano, è conforme alla sua istanza connaturale? In coscienza sentiamo di non poter subire l’obbligo di sottoporre indiscriminatamente i nostri figli a un mix di numerosi vaccini, così come ci viene imposto dalla legge; non possiamo subire il rischio di compromettere la salute, se non finanche la vita stessa dei nostri bambini. (1955 (…)) Come dice San Tommaso D’Aquino “La legge naturale altro non è che la luce dell’intelligenza infusa in noi da Dio. Grazie ad essa conosciamo ciò che si deve compiere e ciò che si deve evitare. Questa luce o questa legge Dio l’ha donata alla creazione”. Tante madri, cercano di decidere ciò che è meglio per il loro bambino, seguendo l’esempio di Maria Vergine, che si è opposta ai regnanti del tempo, sottraendo Suo Figlio alla strage degli innocenti.
(2238) Comportatevi come uomini liberi, non servendovi della libertà come di un velo per coprire la malizia, ma come servitori di Dio » (1 Pt 2,13.16). La leale collaborazione dei cittadini comporta il diritto, talvolta il dovere, di fare le giuste rimostranze su ciò che a loro sembra nuocere alla dignità delle persone e al bene della comunità.
(2240) I Cristiani « abitano nella propria patria, ma come pellegrini; partecipano alla vita pubblica come cittadini, ma da tutto sono staccati come stranieri […]. Obbediscono alle leggi vigenti, ma con la loro vita superano le leggi […]. Così eccelso è il posto loro assegnato da Dio, e non è lecito disertarlo ». (Lettera a Diogneto, 5, 5; 5, 10; 6, 10: SC 33, 62-66 (Funk 1, 398-400).
(2242) Il cittadino è obbligato in coscienza a non seguire le prescrizioni delle autorità civili quando tali precetti sono contrari alle esigenze dell’ordine morale, ai diritti fondamentali delle persone o agli insegnamenti del Vangelo. Il rifiuto d’obbedienza alle autorità civili, quando le loro richieste contrastano con quelle della retta coscienza, trova la sua giustificazione nella distinzione tra il servizio di Dio e il servizio della comunità politica. « Rendete […] a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio » (Mt 22,21). « Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini » (At 5,29). « Dove i cittadini sono oppressi da un’autorità pubblica che va al di là delle sue competenze, essi non ricusino quelle cose che sono oggettivamente richieste dal bene comune; sia però loro lecito difendere i diritti propri e dei propri concittadini contro gli abusi di questa autorità, nel rispetto dei limiti dettati dalla legge naturale ed evangelica ». (Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 74: AAS 58 (1966) 1096) Santo Padre Francesco, basandoci sull’esperienza che vivono tante delle nostre famiglie, in coscienza riteniamo che questa legge minacci la vita dei nostri figli.
(2244) Ogni istituzione si ispira, anche implicitamente, ad una visione dell’uomo e del suo destino, da cui deriva i propri criteri di giudizio, la propria gerarchia dei valori, la propria linea di condotta. Nella maggior parte delle società le istituzioni fanno riferimento ad una certa preminenza dell’uomo sulle cose. Solo la Religione divinamente rivelata ha chiaramente riconosciuto in Dio, Creatore e Redentore, l’origine e il destino dell’uomo. La Chiesa invita i poteri politici a riferire i loro giudizi e le loro decisioni a tale ispirazione della verità su Dio e sull’uomo. Le società che ignorano questa ispirazione o la rifiutano in nome della loro indipendenza in rapporto a Dio, sono spinte a cercare in se stesse oppure a mutuare da una ideologia i loro riferimenti e il loro fine e, non tollerando che sia affermato un criterio oggettivo del bene e del male, si arrogano sull’uomo e sul suo destino un potere assoluto, dichiarato o non apertamente ammesso, come dimostra la storia. (Cf Giovanni Paolo II, Lett. enc. Centesimus annus, 45-46: AAS 83 (1991) 849-851) E’ proprio ciò che avvertiamo: l’aggrapparsi da parte di chi ci governa a verità assolute e inconfutabili, radiando illustri rappresentanti del mondo medico scientifico che, discostandosi prudenzialmente da tale visione, richiedono maggiore cautela e verifiche in materia vaccinale. E se le nuove modalità di somministrazione dei vaccini non fossero affatto così benefiche come la retorica del Sapere Unico impone? Il seme del dubbio ha portato avanti la scienza in ogni sua componente. Lo stesso non può che essere nella medicina. La fretta con cui il governo ha preparato questo decreto suscita un certo scetticismo, almeno sino a quando i finanziamenti alla politica non avranno totale trasparenza. In più la netta chiusura verso le nostre istanze, l’indisponibilità al confronto, l’intolleranza al dibattito sulle importanti questioni che sottendono ai recenti obblighi in campo vaccinale, pongono le famiglie di fronte a innumerevoli dubbi e quesiti irrisolti. Forse c’è paura di far emergere un’altra verità? Dove sta il bene e dove il male? Anche Gesù era considerato un impostore, pur avendo in sé la Verità.
(2246) È proprio della missione della Chiesa «dare il suo giudizio morale anche su cose che riguardano l’ordine politico, quando ciò sia richiesto dai diritti fondamentali della persona e dalla salvezza delle anime. E questo farà utilizzando tutti e solo quei mezzi che sono conformi al Vangelo e al bene di tutti, secondo la diversità dei tempi e delle situazioni ». (Concilio Vaticano II, Cost. past. Gaudium et spes, 76: AAS 58 (1966) 1100.) (2254) La pubblica autorità è tenuta a rispettare i diritti fondamentali della persona umana e le condizioni per l’esercizio della sua libertà.
(2255) È dovere dei cittadini collaborare con i poteri civili all’edificazione della società in uno spirito di verità, di giustizia, di solidarietà e di libertà.Dove i cittadini sono oppressi da una autorità pubblica che va al di là delle sue competenze, essi non ricusino quelle cose che sono oggettivamente richieste dal bene comune; sia però loro lecito difendere i diritti propri e dei propri concittadini contro gli abusi di questa autorità, nel rispetto dei limiti dettati dalla legge naturale ed evangelica” [Conc. Ecum. Vat. II, Gaudium et spes, 74].
(2256) Il cittadino è obbligato in coscienza a non seguire le prescrizioni delle autorità civili quando tali precetti si oppongono alle esigenze dell’ordine morale. « Bisogna obbedire a Dio piuttosto che agli uomini » (At 5,29).
Santo Padre, chiediamo alla Santa Madre Chiesa di svolgere il Suo ruolo di guida morale, affinché vinca il Vero Bene.

Alan Ruschel: Dio mi ha preso in braccio dicendomi che ho una missione sulla Terra

La straziante conferenza stampa di uno dei sopravvissuto alla tragedia aerea di Chapecoense

Il difensore Alan Ruschel, sopravvissuto al disastro dell’aereo che trasportava la squadra del Chapecoense, ha tenuto una conferenza stampa dopo essere tornato a casa. In quell’occasione ha dichiarato di voler fare di tutto per tornare a giocare a calcio: “Ci vorranno tre mesi per la calcificazione della colonna vertebrale, altri due per rinforzare la muscolatura. Sono solo all’inizio”. Ruschel ha avuto bisogno di poche parole per mostrare ciò che prova in questi giorni.

“Ho sentimenti contrastanti: c’è grande gioia, perché sono di nuovo qui, ma nello stesso tempo sono in profondo lutto, perché ho perso tanti amici”.

 

Nel momento in cui l’aereo si è schiantato, Dio mi ha preso in braccio e mi ha detto che io ho una missione qui sulla Terra. Ecco perché non mi ha portato via. L’unica spiegazione è che sia avvenuto un miracolo: sono vivo e posso camminare”, ha affermato il calciatore.

Alan Ruschel è uno dei sopravvissuti alla tragedia dell’aereo caduto nei pressi di Medellín. Quando arrivò in stato di choc all’ospedale della città colombiana di La Ceja (la più vicina al luogo dell’incidente), chiedeva sempre della sua famiglia.

Una storia molto forte. La sua sopravvivenza ha avuto come protagonista un bambino di 10 anni, diventato il suo angelo. Il suo aiuto fu determinante per permettere ai servizi medici di effettuare il salvataggio del giocatore.

Fonte: Aleteia

Apri tutto, smarmella

  • di Vittorio Ray

Di migranti, intellettuali, strilloni e Rete4.

Girava un articolo dal titolo struggente qualche settimana fa, su Il Post. Diceva ‘quanti morti volete a ferragosto?‘ Ribaltiamo la domanda all’articolista: con quanti salvataggi in mare a Lampedusa ti senti in pace con te stesso e ti godi questa fetta d’anguria sotto l’ombrellone mentre dici a un senegalese che non ti servono calzini? 500? 5000? 5 milioni?

E poi che abbiamo risolto?
Voglio dire che la situazione è tragica, assurda, disperata, ma che almeno noi che abbiamo avuto la fortuna di non vivere sulla nostra pelle questa disperazione, dovremmo forse evitare di dire cazzate sull’onda dell’emotività in questa gara a chi ce l’ha più tenero. Cerchiamo di trovare soluzioni sostenibili, ragionate, compatibili con quella serie di pesanti vincoli che pure chiamiamo ancora ‘società civile’.

Altra cosa: chi sogna i corridoi umanitari, l’abbattimento delle frontiere, il trasferimento incontrollato di infinite persone in uno spazio finito, lo dica chiaramente, si metta al suo posto nella battaglia democratica e cerchi di convincere tutti gli altri. Provare ad aggirare la volontà generale della gente (migrazioni controllate) con critiche puntualissime e personali (Minniti è un pelato criptofascista quindi il codice per le ong fa schifo quindi facciamo senza regole) è un po’ disonesto, e al limite può diventare controproducente.

Lo scontro televisivo tra Christian Raimo, Alessandro Sallusti e Maurizio Belpietro

A proposito di soluzioni stabili, la polemica del giorno riguarda la comparsata di Christian Raimo a Quinta Colonna, in veste di bersaglio umano. Raimo, giornalista e scrittore, è un intellettuale brillante, e fa un prezioso lavoro di divulgazione e coagulazione ideologica progressista. Per chi non lo conoscesse, è un ottimo indicatore dello stato dell’arte della “sinistra” (etichetta spesso desueta ma che a lui calza ancora perfettamente, nel bene e nel male). Tutto sommato ha fatto bene ad andare nella fossa dei leoni a combattere contro Sallusti e Belpietro (non sarà per le sue provocazioni che il pubblico di Quinta Colonna si arroccherà ulteriormente nella sua grossolana xenofobia da Rete4). Ma è troppo facile fare la parte degli intelligenti misurandosi con l’ex anima gemella di Daniela Santanché. Finita la polemica, sarebbe interessante chiedere a Raimo (grande oppositore del codice di condotta Minniti) quale sarebbe la sua alternativa concreta per risolvere, o arginare, o almeno tamponare la crisi dei migranti. Oppure che cosa ne pensa di Assad, e delle alternative reali che si prospetta(va)no all’orizzonte. O cosa fece per difendere la Libia di Gheddafi dall’invasione della Nato. Speriamo abbia conservato i cartelloni.

Fonte: L’Intellettuale Dissidente