Padre Pio conosceva l’ora e il giorno della sua morte?

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Padre Pio conosceva l’ora e il giorno della sua morte?

  • di Gelsomino Del Guercio

Ecco gli episodi in cui il frate dava indicazioni precise su quello che di lì a poco gli sarebbe accaduto

Padre Pio conosceva già l’ora e il giorno della sua morte? Il vice postulatore della Causa di beatificazione e canonizzazione, frate Gerardo Di Flumeri, in un articolo pubblicato sulla rivista Voce di Padre Pio nel settembre 1978, dieci anni dopo la morte di Padre Pio, esprimeva un certo scetticismo.

Eppure sono accaduti una serie di episodi misteriosi, che lasciano più di un dubbio. Si parla di alcuni fatti risaputi e di altri inediti, raccolti da Stefano Campanella in I tre misteri di Padre Pio (edizioni San Paolo).

Vediamo alcune di queste incredibili testimonianze. E ricordiamo che Padre Pio è morto nella notte tra il 22 e 23 settembre 1968.

La Comunione di Maria Pia

I coniugi Sergio e Augusta La Torre di Genova fissarono al 25 agosto 1968 la data della prima Comunione della loro figlia Maria Pia, che doveva celebrare Padre Pio. Per motivi familiari chiesero lo spostamento della data alla primavera del 1969. Padre Pio disse: «Se vogliono che faccia io la prima Comunione alla bambina, vengano per la data fissata. Se ritarderanno, non gliela potrò più fare». «Fai sapere che vengano ad ogni costo per la data fissata – aggiunse il frate cappuccino – se ritarderanno non mi troveranno più».

L’annuncio alla nipote

Il 14 ottobre 1967 la nipote di Padre Pio, signora Pia Forgione in Pennelli, ebbe un colloquio privato con lo zio, in una saletta del convento del convento di San Giovanni Rotondo. «Ero con mio zio da sola e, dopo avergli esposto alcuni problemi relativi alla mia famiglia, egli mi disse testualmente: ‘Fra due anni che io non ci sarò più’; a questo punto interruppi, dicendo: ‘Perché dove andrete?’ e lui con sicurezza e con tanta fermezza soggiunse: ‘Fra due anni che io non ci sarò più, perché sarò morto, tante cose cambieranno’».

Il viaggio del professore Pavone

Il professor Giuseppe Pavone, figlio spirituale di Padre Pio, incontrò il frate il giorno prima che morisse. Lo salutò dicendogli che il giorno dopo sarebbe partito per Lourdes.

«Salutandomi mi disse “Che vai a Roma?”; io gli risposi: “Padre lei lo sa che vado a Lourdes”. Egli non rispose». Una frase profetica poiché Pavone, una volta in viaggio e giunto a Roma, apprese della morte di Padre Pio. E tornò subito a San Giovanni Rotondo.

La confessione della marchesa Rizzani

La signora Giovanna Rizzani, coniugata con il marchese Fernando Boschi, ha avuto un rapporto di figliolanza spirituale con Padre Pio. Il frate, durante una loro conversazione, la invitò a recarsi subito a San Giovanni Rotondo. Pochi giorni prima di morire, durante la confessione, le disse: “Questa è l’ultima confessione che fai con me. Ora ti do l’assoluzione di tutti i peccati commessi dall’uso della ragione fino a questo momento”. “Perché, Padre?”. Padre Pio: “Già te l’ho detto che non posso più confessarti, perché me ne vado… È arrivata l’ora mia… Gesù mi viene incontro”».

La profezia a frate Atanasio

Frate Atanasio Lonardo da Teano (CE) era un ex frate del convento di San Giovanni Rotondo. Il 22 settembre 1968 si recò dai confratelli e in particolare da Padre Pio, a cui chiese una benedizione, prima di ripartire per Napoli, dove la mattina seguente avrebbe iniziato la predicazione delle 40 ore.  «Egli – ricorda Atanasio – a differenza delle altre volte, che mi aveva abbracciato dicendomi qualche buona parola, questa volta, quasi bruscamente, alla presenza di alcuni amici presenti, mi dice: questa sera non parti, questa notte rimarrai qui».

Frate Atanasio ebbe un imprevisto e quella sera effettivamente non partì. Ma non solo. Fu uno dei primi ad accorrere quando, nella notte, Padre Pio si sentì male e morì.

Il giorno di frate Tarcisio

Frate Tarcisio Zullo da Cervinara (AV) si trovava a San Giovanni Rotondo il 20 settembre 1968, per il cinquantesimo anniversario delle stimmate. Prima di partire per Roma, dove era ricoverato in ospedale suo padre, Roberto Zullo, in gravi condizioni, passò a salutare il suo Confratello stigmatizzato che, abbracciandolo, gli disse: «Uagliò, a martedì non ci arrivo!». La previsione, infatti, fu precisa: il 23 set- tembre 1968 era lunedì.

Il racconto più sconvolgente: frate Pellegrino Funicelli

Frate Pellegrino Funicelli, assistente personale di Padre Pio, visse accanto a lui le ultime ore di vita del frate. Erano le ore 21 del 22 settembre 1968 quando raggiunse il frate delle stimmate nella sua cella. Questi gli preannunciò che il giorno dopo avrebbe detto una messa per lui e poi volle confessarsi. Questa conversazione è agli atti del processo canonico:

“Figlio mio, se oggi il Signore mi chiama, chiedi perdono per me ai Confratelli di tutti i fastidi che ho dato; e chiedi ai Confratelli e ai figli spirituali una preghiera per l’anima mia”. 

Risposi: “Padre Spirituale, io sono sicuro che il Signore la

farà ancora vivere a lungo; ma se dovesse aver ragione lei, posso chiederle un’ultima benedizione per i Confratelli, per tutti i suoi figli spirituali e i suoi ammalati?”.

E lui: “Sì che benedico tutti; chiedi anzi al Superiore che dia lui per me questa ultima benedizione” (…) Infine mi ha chiesto di rinnovare l’atto della professione religiosa.

All’una di notte Padre Pio chiese a frate Pellegrino di accompagnarlo per una camminata sul terrazzino. Incredibilmente il frate camminava «dritto e spedito», e «non c’era bisogno di sostenerlo». Fu l’ultimo contatto con il mondo esterno, fu l’ultimo contatto con la terra. Perché poi chiese di tornare in stanza ed ebbe un crollo. Nei minuti successivi le sue condizioni peggiorarono sempre più sino ad aggravarsi tra le 2 e le 3 di notte, quando Padre Pio spirò.

Fonte: Aleteia

Pietro Di Martino

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