Omicidio Desirèe, Raggi vieta l’alcol dopo le 21: ecco perché non ha senso

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Omicidio Desirèe, ecco perché vietare l’alcol dopo le 21 è roba da idiotidi Adriano Scianca

Roma, 25 ott – Leggiamolo tutto d’un fiato: «Mai più. Violenze come quella che ha subito Desirée sono inaccettabili come prima cittadina, come donna e come madre non posso tollerare l’immagine straziante di una ragazza brutalmente violentata e uccisa.

I colpevoli vanno assicurati alla giustizia e i violenti devono sapere che la risposta è ferma e determinata.

Nel quartiere San Lorenzo vieteremo il consumo di alcolici in strada dopo le 21, limiteremo anche la vendita da parte dei negozietti, intensificheremo ancora di più i controlli con l’aiuto della polizia».

La reazione di Virginia Raggi all’orrendo martirio della giovane Desirée Mariottini è quindi vietare il consumo di alcolici dopo le 21.

Tanto valeva proibire l’uscita in strada a quelli che hanno il nome di battesimo che inizia per la P o chiudere in casa quelli con le magliette a righe: in fantasiosa arbitrarietà non ci saremmo allontanati di molto dal provvedimento realmente preso dal Campidoglio.

Non risulta, peraltro, che nello stabile occupato in cui è stata trucidata la giovane venissero spacciate birre Moretti.

Omicidio Desirèe e un provvedimento che non aiuta

Lì si vendeva e si consumava droga. La cui vendita è già vietata dopo le 21, e se è per questo pure prima, ma in certi quartieri, tipo San Lorenzo, appunto, questa legge sembra non essere mai entrata in vigore (d’altronde “anche i nazisti difendevano la legalità”, ha detto il martire Mimmo Lucano, no?).

Intendiamoci, a San Lorenzo c’è un problema con la movida, che è eccessiva, è senza regole, è animata per lo più da due categorie che sono sganciate dal territorio e quindi si considerano senza obblighi verso i residenti: gli immigrati e i fuori sede.

Collegare l’omicidio di Desirée a qualche schiamazzo di troppo è tuttavia folle e dimostra solo una volta di più la cecità ottusa dell’attuale amministrazione pentastellata.

Il coprifuoco alle 21, peraltro, non sembra voler regolamentare la movida, ma annientarla, il che è non solo irrealistico (faranno le solite multe a favore di telecamera la prima sera, per poi lasciare tutto come ai vecchi tempi), ma anche non desiderabile: togliendo dalla strada le persone normali che si vogliono solo fare una birra, vi resteranno i senegalesi che spacciano, con un innalzamento alle stelle dell’insicurezza, cioè con il risultato opposto rispetto a quello che si voleva ottenere.

Ma del resto con qualcuno bisogna pur prendersela, se non si ha il coraggio di vedere l’elefante nella stanza.

E questo elefante è la criminalità immigrata. Ma siccome questo non si può dire, bisogna pur sempre prendersela con qualche obbiettivo di ripiego. Tipo la movida, appunto. O quelli con le magliette a righe. Tanto è uguale.

Fonte: IL PRIMATO NAZIONALE – Titolo originale: Omicidio Desirèe, ecco perché vietare l’alcol dopo le 21 è roba da idioti