Notre Dame: spunta un video di un uomo con il gilet giallo sulla cattedrale

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Qualcuno sa chi era questa persona? – di Maurizio Blondet – Sarebbe bene che le autorità francesi avessero una spiegazione per questo video (in fondo all’articolo), che ovviamente sta facendo il giro del web.

C’è chi ci vede un terrorista islamico, che tranquillo se ne va dopo aver appiccato l’incendio. C’è chi ci vede “un gilet giallo in abiti neri”.

In questo secondo video, più panoramico, si vedono i getti dei pompieri all’opera, quindi l’incendio è effettivamente già cominciato al momento del video. Chi è quella persona e perché era così tranquillo, sarebbe bene sapere.

Sarebbe bello anche conoscere chi è l’autore di questa fortunata ripresa… Non vorremmo scoprire che si tratta di Rihard Gutjahr, il giornalista sposo di Einat Wife, agente del Mossad, il quale era presente sia all’attentato-strage di Nizza il 14 luglio 2016, sia il 22  luglio, all’attentato di Monaco con un assassino solitario, uno squilibrato in  cura psichiatrica  di origini iraniane. Ne ho parlato qui.

Perché, come riferisce un lettore, “secondo un articolo del Sole, il procuratore capo di Parigi Remy Heitz , avrebbe dichiarato che “C’è stata una prima allerta alle ore 18.20, seguita da un sopralluogo per sedare i dubbi, durante il quale però non è stato riscontrato nulla di anomalo”.

C’è stata poi una seconda allerta alle 18.43. A quel punto, il fuoco è stato riscontrato al livello della struttura”.

Insomma, qualcuno ha dato l’allarme alle 18.20, ma nessuno ha mosso un ciglio, salvo muoversi dopo quasi mezz’ora, quando ormai non c’era più nulla da fare”.

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Notre Dame: rischi annunciati ignorati

Lo stesso lettore segnala questo: Notre-Dame, sistema antincendio «rudimentale»: in uno studio italiano l’allarme inascoltato

Secondo l’articolista, Alessia Tripodi,  Paolo Vannucci, originario di Lucca ma insegnante di meccanica presso l’Università di Versailles, avrebbe realizzato tre anni fa uno studio commisionatogli dai servizi francesi sui pericoli di combustione a Notre Dame.

Lo studio, depositato presso il locale Consiglio Nazionale di Ricerca (CNRS), segretato, avrebbe rivelato gravissimi rischi e un sistema inadeguato di prevenzione, ma sarebbe rimasto totalmente ignorato.

Ora, che i servizi francesi si preoccupino dei possibili obiettivi dei terroristi e commissionino studi ad esperti ci può stare.

Però, se tali studi rivelano l’esistenza di rischi gravi e oggettivi, la successiva inerzia è inspiegabile. A meno che l’obiettivo non fosse di prevenire gli atti terroristici, bensì …

Altre stranezze. Secondo l’articolo, “Ispirato anche dagli attentati terroristici e dai rischi per il patrimonio artistico, Vannucci ha successivamente proposto un progetto di ricerca sui pericoli di esplosione dei monumenti e degli aerei, finanziato dal ministero francese degli Interni”.

Il progetto prendeva in considerazione anche tesori italiani, come il Pantheon e il David di Michelangelo”. Non è commovente che il ministero degli interni francese si prenda cura dei rischi che corrono i nostri monumenti?

Di fatto, il rapporto dello Stato con la cattedrale è complicato: nel 2017, Time pubblicò un  servizio  su come la Cattedrale necessitasse disperatamente di ristrutturazioni.

Ma non c’era verso di mettersi d’accordo su chi avrebbe dovuto pagarle. Il governo è  proprietario dell’edificio e lo “noleggia” alla Chiesa: a titolo gratuito.

Ma la Chiesa dovrebbe coprire le spese correnti di manutenzione.. Dall’articolo risultava che Chiesa e Stato erano ai ferri corti su chi doveva provvedere al restauro anche prima che i lavori di ristrutturazione di cui abbiamo visto l’incastellatura, siano cominciati.

Mancano i fondi per le opere essenziali

L’austerità obbligatoria e programmatica imposta dalla Germania agli europei fa mancare i fondi (le “coperture”) anche per queste opere essenziali; e si sa che Macron ha un programma di tagli decisivi della spesa pubblica.

Nell’ottobre 2018, il Boston Sun ha raccontato come un paio di organizzazioni private di Amici di Notre Dame stessero raccogliendo faticosamente i fondi per iniziare la ristrutturazione: pesante e costosa, perché si trattava di correggere gli errori del  “restauro” del 1848, che mettevano ormai in pericolo la chiesa.

Un’amica, acuta e complottista: “Una decina di giorni prima dell’evento, la BBC  ha fatto un servizio dove spiegava quanto fosse costoso restaurare la cattedrale, e che servivano almeno 150 milioni – che il governo aveva deciso di raccogliere con un “gratta e vinci”. …Ora che è bruciata, ne arrivano 700 in 24 ore”, e il miliardo è già superato.

Personalmente non arrivo a condividere completamente il sospetto che il governo Macron  abbia ordinato deliberatamente di incenerire la “foresta”, ossia l’inestimabile incastellatura di travi, che erano originali.

Anche perché non sembra averci nulla da guadagnare, l’evento andrà piuttosto a favore dei “nazionalisti, sovranisti e populisti”, che in tutta Europa hanno fra i loro cavalli di battaglia la conservazione dei monumenti storici come radici delle culture e spiritualità nazionali, e la Le Pen ha proposto un fondo di Stato per finanziare la conservazione.

Ma offro ai lettori affamati di complotto questi elementi di malfidenza, sicuro che ne faranno buon uso. Fonte Maurizio Blondet