Mia Martini, la jella non le ha impedito di diventare immortale

3749
mia martini

Il 12 febbraio su Rai 1 è andato in onda il film biografico su Mia Martini, “Io sono Mia”, ma questo film ha scatenato non poche polemiche.

La prima critica è arrivata ancora prima della messa in onda ed è stata Leda Bertè, la sorella maggiore di Mimì, a non essere d’accordo sulla scelta dell’attrice protagonista, Serena Rossi, ma anche sulla trama:

“Sono convinta che questo film non rispecchi la verità sulla vita della mia famiglia e di Mimì. Loredana e Olivia, le più piccole, non possono sapere tante cose della nostra famiglia. E poi ho intravisto la ragazza che la interpreta, Serena Rossi. Sarà pure brava a cantare, ma non ha niente a che vedere con Mia Martini, ovviamente.”

L’idea di un film sulla sorella era proprio di Leda che aveva proposto un progetto a Luca Barbareschi (produttore del film), ma durante la realizzazione non è stata interpellata, mentre invece sono state coinvolte le sorelle minori.

Marino Bortoletti: annunciò la morte di Mia Martini

Anche Marino Bortoletti, giornalista e conduttore Rai, commenta il film dal suo profilo Facebook e non risparmia una critica anche a Ultimo e alla sua polemica sul secondo posto:

“Non chiedetemi di fare una ‘critica’ alla fiction su Mia Martini. Non chiedetemi di commentare la scelta dell’attore che ha interpretato (?) Franco Califano. Non chiedetemi di scrivere cose lucide, obiettive, ‘documentate’. Non chiedetemi di recensire le ‘sbavature’ storiche e i ‘voli di fantasia’. Io mi tengo l’emozione, la commozione, lo sconcerto, il dolore, ma in fondo anche la gioia e la riconoscenza che ho provato ad assaporare questo racconto.”

Continua: “Ero a Sanremo a fine febbraio del 1989 quando “Almeno tu nell’Universo” (una delle canzoni del secolo) arrivò nona – nona, non seconda!! – dietro ai Ricchi&Poveri, Francesco Salvi e Fiordaliso nel Festival vinto da Oxa-Leali davanti a Toto Cutugno. È vero: Bruno Lauzi e Maurizio Fabrizio avevano aspettato diciassette anni, perché fosse lei e solo lei a cantarla!”

Il dolore dell’annuncio della morte di Mia Martini: “Ero in diretta a “Quelli che il calcio” quella maledetta domenica di maggio del 1995 quando dovetti annunciare che Mimì era stata trovata morta. E davanti a me c’era proprio Bruno Lauzi, chiamato come tifoso della Sampdoria, che non disse nulla per tutta la trasmissione e che solo alla fine si alzò e sussurrò: ‘Ciao Mia. Ti saluta questo piccolo uomo’. Non chiedetemi come sto. Diciamo che avrei voglia di piangere. Per tanti motivi”.

Biagio Antonacci ricorda Mimì

Biagio Antonacci, mentre ancora è in onda “Io sono Mia” su Rai1 scrive un post su Instagram dove ricorda le maldicenze che hanno rovinato Mia Martini sia artisticamente sia psicologicamente:

“Io e Mimì… Mia Martini è stata una donna eccezionale nella mia vita. Lei venne a Rozzano nella casa di mia madre che ci fece da mangiare una ‘cofanata’ di pasta con il pesce. Poi io mi misi al piano e lì cantai ‘Il fiume dei profumi’ nello studiolo di casa dove dormivo anche. Lei si mise là, umilissima, e disse ‘Questa canzone la canto io’. Poi ascoltò ‘Liberatemi’ e mi disse che sarebbe stato un successo pazzesco. E infatti accadde. Ma non accadde solo questo. Certe persone che mi dissero allora di non lavorare con lei perché portava sfortuna (e furono tanti in quel periodo) alla fine la presero sui denti perché il disco vendette moltissimo alla faccia di quelli che oggi non fanno più nemmeno i discografici.”

Mia Martini è morta sola in circostanze che ancora per molti sono da chiarire, ma tutto il male che le è stato fatto in vita non ha fermato la sua voce: quella sarà eterna e nei cuori di tutti.

Per concludere, un altro grande artista le dedicò delle meravigliose parole, ma questa volta a pochi giorni dalla sua morte. Adriano Celentano infatti scrisse questa lettera sul Corriere della Sera:

“Finalmente si è capito chi sono quelli che veramente portano jella: quelli del mondo dello spettacolo. Certo non tutti, ma una gran parte di questo mondo di merda, pieno di ipocrisia, deve avere qualche rimorso: in fin dei conti hanno contribuito non poco ad accorciare la vita di Mia Martini.”

Celentano accusa tutti

“E non parlo solo dei colleghi cantanti, ma dei fonici, dei musicisti, microfonisti, editori, arrangiatori e affini, che quando la vedevano si toccavano dando corso al barbarico rito degli scongiuri, mentre lei (una delle migliori interpreti d’Europa) l’unica cosa che chiedeva ai falsi dello spettacolo era solo un po’ di affetto…

Ora gli stessi che, per anni le hanno somministrato il micidiale veleno costringendola all’isolamento totale, senza poter lavorare, lei che di bravura se li mangiava tutti, sono quelli che ora fingono di compiangerla esaltandone le qualità.

Loro, i deficienti dello spettacolo, ai quali basta un semplice colore viola per non farli salire sul palcoscenico, che di fuori cantano la solidarietà ma di dentro annaspano nella crudezza del loro razzismo, portando sì iella, ma non agli altri, a se stessi.

A te, Mimì, hanno fatto un favore mica da poco… Sei finalmente tornata a casa. Quella “Casa” dove anche il più piccolo dei tuoi respiri non passerà inosservato, poiché l’amore che ti circonda non ha confini e la sua intensità è al di là di ogni descrizione.

Da lassù, ora puoi comprendere che quaggiù eri in errore se pensavi che ti limitavi semplicemente a vivere e a cercare ciò che qui ti è sempre stato negato: amore e un po’ di benessere.

Anche tu, come ognuno di noi, avevi una missione e forse sarà proprio questa tua sofferenza passata sulla terra che salverà tanta gente dalla spietata aggressione di quelle maldicenze che feriscono, emarginano e talvolta uccidono.

Mentre ti spegnevi, un nuovo raggio di luce nasceva per illuminare i tanti a comprendere che nessuno può portare jella a un altro, se qualche volta c’è, è perché ce la siamo creata da soli. Nessuno ce la può dare.”