Padova, cancro al fegato inoperabile: gli fanno crescere un altro fegato

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Cancro, trapianto eccezionale a Padova: salvato paziente con metastasi inoperabili al fegato – di Andrea Centini

I medici del reparto di Chirurgia Epatobiliare e dei Trapianti Epatici dell’ospedale di Padova hanno salvato la vita a un paziente di 47 anni grazie a un pionieristico intervento.

L’uomo, colpito da metastasi inoperabili, è stato sottoposto al delicato trapianto di un frammento di fegato di un familiare, che è stato fatto crescere a fianco dell’organo malato. Quest’ultimo è stato rimosso completamente in due fasi.

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Metastasi inoperabili al fegato

Un paziente quarantasettenne con metastasi inoperabili al fegato è stato salvato grazie a un pionieristico intervento – un “doppio trapianto” – eseguito in più step presso l’ospedale di Padova.

I medici, coordinati dal professor Umberto Cillo, direttore della Chirurgia Epatobiliare e dei Trapianti Epatici dell’Azienda ospedaliera dell’Università di Padova, hanno optato per la tecnica RAPID, così chiamata poiché garantisce la rapida rigenerazione del fegato trapiantato. Ma procediamo con ordine.

Condizioni critiche. Il paziente salvato aveva un fegato considerato inoperabile poiché le metastasi, provenienti da un cancro al colon-retto, avevano completamente aggredito il tessuto epatico, senza lasciare porzioni sane.

L’unico metodo per salvargli la vita era attraverso una donazione dell’organo, per questo hanno deciso di optare per un tipo di trapianto rivoluzionario.

Doppio trapianto. Per prima cosa, l’equipe guidata da Cillo ha ispezionato l’addome del paziente per verificare la presenza di metastasi in altre parti del corpo.

Acclarato il coinvolgimento del solo fegato, hanno dato l’ok a un’altra equipe di chirurghi nella sala operatoria attigua, che ha rimosso il 20 percento di fegato (il lobo sinistro) da un familiare del quarantasettenne.

Nello stesso momento la prima squadra di medici ha rimosso una porzione del fegato malato facendo spazio per il frammento asportato dai colleghi.

I medici hanno collegato i vasi fondamentali al fegato trapiantato affinché i nutrienti potessero garantire una sua rapida rigenerazione (da qui il termine RAPID della tecnica). Questo primo intervento è durato 16 ore.

Prima mondiale

A due settimane dal primo intervento, grazie a una TAC i medici hanno verificato la crescita del fegato trapiantato.

Avendo raddoppiato le dimensioni ed essendo diventato sufficientemente grande per sostenere la vita, Cillo e colleghi hanno deciso di dare il via libera alla seconda parte dell’operazione, a 17 giorni di distanza.

Attraverso una video laparoscopia, una tecnica chirurgica mini-invasiva durata 6 ore, i medici hanno rimosso del tutto il fegato malato e lasciato il paziente quarantasettenne col solo organo trapiantato, eliminando le metastasi e salvandogli così la vita.

È la prima volta che un simile intervento viene eseguito in video laparoscopia. L’uomo è stato già dimesso dall’ospedale padovano ed è tornato alla sua vita di tutti i giorni, ma dovrà naturalmente essere monitorato costantemente.

Poiché la RAPID prevede il trapianto di un piccolo frammento di fegato da donatore vivente – in precedenza si rimuoveva circa il 60 percento dell’organo, con rischi maggiori – è considerata una delle tecniche più promettenti nell’ambito della trapiantologia. Fonte: fanpage.it