Mercatone Uno: chiusi di notte 55 punti vendita, 1800 dipendenti non sapevano nulla

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Mercatone Uno fallita, choc dei dipendenti: lo scoprono sui social – di Mattia Damiani

Fallimento della gestente Shernon Holding, chiusi nella notte i 55 punti vendita. Insorgono i sindacati

Il fallimento di un’azienda, e quindi lo stop all’attività lavorativa, appreso sui social. Non è successo solo all’utenza ma anche ai dipendenti della Shernon Holding, la società gestente dei punti vendita di Mercatone Uno, lo storico marchio dell’arredamento imolese di nascita ma con 55 punti di distribuzione in tutta Italia.

Tutto nella notte: la chiusura dei punti vendita e la conseguente sorpresa per i lavoratori, 1800 in tutto, i quali sono venuti a saperlo tramite passaparola grazie a un post apparso via Facebook.

Uno choc inaspettato che, immediatamente, ha spinto i dipendenti a darsi appuntamento davanti ai distaccamenti di Mercatone Uno per organizzare sit-in improvvisati di protesta contro il nullo preavviso fornito dall’azienda, così come i sindacati a mobilitarsi per chiedere la tutela dei lavoratori:

“Non c’è stata nessuna comunicazione ufficiale da parte dell’azienda”, ha spiegato Luca Chierici, segretario della Filcams di Reggio Emilia.

Problemi a lavoratori e clienti. Lo stato difficoltoso della Shernon era finito all’attenzione del Ministero dello Sviluppo economico dove, per il prossimo 30 maggio, era stato organizzato un tavolo di crisi per discutere il futuro e un eventuale piano per salvare l’attività.

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Mercatone Uno: chiusura improvvisa di tutti i negozi

Quello che non poteva essere previsto era la chiusura improvvisa di tutti i poli commerciali riportanti quel marchio divenuto famoso oltre che per i suoi prodotti anche per l’aver fatto da sponsor alla maglia rosa al Giro d’Italia, all’epoca dei trionfi di Marco Pantani.

I 55 punti vendita, peraltro, erano stati acquistati da Shernon Holding solo un anno fa, con domanda di ammissione al concordato preventivo inoltrata da circa un mese

Della questione rendono conto i sindacati Fisascat Cisl e Uiltucs Uil in una nota congiunta: “Questa notte si è appreso che il tribunale di Milano ha dichiarato il fallimento della società e i direttori hanno comunicato ai lavoratori il divieto di accedere ai locali aziendali”.

Secondo il segretario Filcams Chierici “c’è un problema serio anche con la clientela” perché “molta gente si è presentata stamattina nei punti vendita per ritirare merce sulla quale aveva già versato degli acconti nei giorni scorsi per migliaia di euro”. Fonte: In Terris