Misteriosa morte di Mennea, il fratello vuole scoprire la verità

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La morte misteriosa di Pietro Mennea (morto a soli 60 anni) che si occupava di una class action contro Lehman Brothers  società vicina ai Rockefeller

Paolo Franceschetti in un suo recente articolo fa notare la strana morte di Pietro Mennea (morto a soli 60 anni).

Nell’articolo di Franceschetti che seguira’ si possono aggiungere due cose : 1-Mennea era stato amico di Aldo Moro (fatto fuori dai Rothschild e Rockefeller)

2-Nel 2010 (3 anni prima di morire) aveva iniziata ad occuparsi di una class action negli Stati Uniti per difendere alcuni risparmiatori finiti nel crac della Lehman Brothers, (1) societa’ vicina ai Rockefeller In un articolo del 2013 del Fatto Quotidiano si sostiene che dal fallimento della Lehman Brothers nessuno ha pagato (2)

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L’articolo di Franceschetti :

La strana morte di Pietro Mennea molte, troppe stranezze, dietro alla morte del famoso campione Pietro Mennea è stato probabilmente il più grande corridore italiano, campione olimpico dei 200 metri piani.

Come personaggio è entrato nella leggenda, tanto che, da piccoli, spesso si diceva “mica sono Mennea” o, al contrario, “corre come Mennea”, per indicare uno molto bravo.

Per me, che non sono mai stato appassionato di sport in TV, ma che per anni ho fatto ciclismo e footing, era quindi una specie di personaggio mitico e immaginario, per giunta senza volto.

Tanto era diventato mitico il suo personaggio che su di lui circolano oggi delle leggende, come quella per cui un giorno batté in velocità una Porsche vincendo una scommessa.

Morì abbastanza presto, stroncato da un tumore a 60 anni. Tutto normale quindi? Pare di no.

Vengo a contatto col fratello, Vincenzo, il quale mi racconta di strane cose accadute dopo la sua morte.

Anzitutto gli ultimi giorni della sua vita era impossibilitato a sentire i suoi familiari, in particolare il fratello Vincenzo.

Dopo la sua morte viene trovato un testamento, redatto una settimana prima della data della morte, che risulta falsificato.

Al fratello viene impedito di fare commemorazioni in suo onore, mentre, in compenso, altri fanno eventi e commemorazioni varie.

In particolare, ogni tanto spuntano personaggi che si dichiarano suoi allenatori o amici e parenti, magari senza averlo mai conosciuto, e viene addirittura fatto un film sulla sua vita, ove si narrano cose che nulla hanno a che fare con la realtà (come ad esempio il fatto che fosse di famiglia povera, quando invece erano benestanti).

Da tutti questi elementi individuo il meccanismo che ci crea attorno a diversi personaggi, ritenuti funzionali prima, scomodi poi al sistema, e quindi pongo una domanda per me cruciale: “Hai potuto vedere la cartella clinica di tuo fratello?”

“Sì”, risponde il fratello, “dopo varie peripezie legali, perché all’inizio non me la volevano dare, l’ho avuta e, forse, è stata manomessa”.

A questo punto mi faccio l’idea che pure Mennea sia vittima di quel sistema, che abbiamo spesso descritto, che usa i personaggi pubblici come oggetti, sfruttandoli quando fa loro comodo, ed eliminandoli quando diventano scomodi.

A questo punto rimangono le seguenti domande: Chi può aver avuto interesse ad eliminarlo? Per quali questioni era diventato scomodo? Vengo a sapere che faceva l’avvocato ed era entrato in politica.

Potrebbe essere la sua morte collegata a queste attività? Non lo so, e non so se lo sapremo mai. Per ora il fratello vuole solo ristabilire la verità.

Qui il link alla trasmissione con l’intervista a Vincenzo Mennea: Border Nights – puntata 276 (Vincenzo Mennea, Marco Mori) Fonti : (1) Pietro Mennea (2) Lehman Brothers 5 anni dopo. Beffati 127 mila italiani. Agli avvocati 3 miliardi (3) La strana morte di Pietro MenneaFonte Complottisti