Manifesto di 18 mq per insultare il vicino, la polizia: non c’è diffamazione

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Sembra incredibile ma mandare a quel paese un vicino con un manifesto di 18 mq con la scritta “Infame” è possibile e senza andare incontro a sanzioni o guai con la legge.

È successo a Gorizia, precisamente nel rione di Sant’Andrea, dove è apparso un curioso cartellone all’incrocio tra le vie Gregoric e Natisone.

Ha suscitato non poca curiosità tra i goriziani anche perché il manifesto 6 metri per 3 è impossibile da non notare, soprattutto per la scritta riportata.

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Chi è il responsabile del manifesto di 18 mq?

Infame” è il contenuto del cartellone con tanto di definizione lunga e dettagliata della Treccani per togliere ogni eventuale dubbio.

Inizialmente è stato ipotizzato che potesse essere una strana trovata pubblicitaria di un qualche brand di moda.

Ma i goriziani del rione di Sant’Andrea sostengono che sia in realtà una regolazione di conti per questioni lavorative e monetarie tra due residenti che continua da anni.

In poche parole si tratterebbe di un modo elegante per mandare a quel paese il vicino, infatti l’insulto scelto ha un certo gusto lessicale.

Il messaggio forse era destinato a “una persona che si è resa indegna della pubblica stima” oppure quello che doveva essere recapitato era il “dito infame” che sarebbe il dito medio.

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Il cartellone ha catturato anche l’attenzione delle forze dell’ordine, come spiegato dal Tg Regionale, che dopo l’apparizione della strana scritta ha fatto un sopralluogo.

Ancora più bizzarro è il risultato della verifica perché l’autore del gesto ha regolarmente pagato l’affissione: esattamente 162 euro per un periodo di 14 giorni.

Quindi il vicino è stato beffato pubblicamente, ma non può essere considerata diffamazione e soprattutto è stato fatto tutto in piena regola.