Mancini: ecco il grave problema del calcio italiano e della Nazionale

mancini

Mancini lancia l’appello: “Troppi pochi italiani in campo, fateli giocare”di Chiara Soldani

Troppi pochi italiani in campo. È questo l’appello lanciato da Coverciano. Non che le parole di Roberto Mancini siano una vera e propria rivelazione.

Ti potrebbe interessare anche DAZN è un flop: ecco di chi sono tutte le responsabilità e cosa succederà

Ma se è il neo CT azzurro a parlare di “problema”, giusto rifletterci su. ”Mai così pochi italiani in campo, è il momento più basso, ma spesso gli italiani in panchina sono meglio di chi è titolare in certi club. C’è bisogno che giochino, specie i giovani, ci vuole più coraggio. Speriamo che con il tempo abbiano più spazio”.

Mancini, che farà il suo esordio ufficiale sulla panchina dell’Italia in Nations League contro la Polonia, parla pure di Baggio e Totti: icone, bandiere di un calcio “amarcord” che manca.

E non solo per puro spirito nostalgico, ma anche per quella salvaguardia di talenti italiani in un calcio che è sempre più business e meno progetto.

Già, il progetto: virtuoso è stato il Sassuolo nell’era di Eusebio Di Francesco. Giusto compromesso fra giocatori navigati (come Paolo Cannavaro, Francesco Acerbi, Simone Missiroli) e giovani “in erba” (fra i quali Sansone, Berardi e Zaza).

Mancini sarà ascoltato?

In realtà i settori giovani ben lavorano sul territorio. Ma l’impellenza del risultato immediato, il meccanismo fagocitante de “l’importante è che si vinca, il fine giustifica i mezzi”, troppo spesso relega la palestra di italici talenti a mero sgabuzzino.

Positive parole per il Milan, squadra attualmente con più italiani in campo che, a detta di Mancini, disputerà un buon campionato.

Apprezzamenti pure per Bernardeschi: notevolmente cresciuto. E un appunto per la Roma: “Ha disputato un’ottima gara a Torino. Ha tanti giovani, ma serve qualche italiano in più”.

Saranno, le parole di Mancini, una efficace “chiave di volta” per maggiori investimenti nei vivai italiani? Ad oggi tanto si parla, ma poco si fa.

Con buona pace di Balotelli e dei ferventi “pro ius soli” nel calcio tricolore. La speranza è che le parole del CT della nazionale non passino inascoltato. Fonte Il primato nazionale