Luxuria ai bambini: “C’era una signora che aveva un uccello grande grande”

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“Vi racconto la favola dell’uccello”: Luxuria fa lezione gender ai bimbi sulla Rai – di Cristina Gauri

Roma, 21 gen – Bimbi a lezione di gender sulla tv di Stato. In cattedra l’immancabile Vladimir Luxuria, ex parlamentare di Rifondazione, transessuale e attivista Lgbt.

E’ successo ieri sera durante il programma di RaiTre Alla Lavagna, un format in cui personaggi politici, dello spettacolo, della cultura rispondono alle domande di una classe di bambini – tutti particolarmente svegli – tra i 9 e i 12 anni.

Il primo ospite è stato Matteo Salvini. Ieri sera – poteva essere diversamente? – i temi della serata erano l’omosessualità e la transessualità.

“Io quando sono nato ero un maschietto ma non ero contento di essere maschietto, sentivo dentro di me di essere una bambina, mi piaceva giocare con le bambole, sentire i profumi femminili che usava mia mamma in bagno, e quindi tutte le volte che mi guardavo allo specchio avevo un’immagine dentro di me che era diversa da quello che ero”, spiega Luxuria ai bambini.

Luxuria significa lussureggiante

“Per un periodo ho cercato di cambiare pensando che ero sbagliata io, ma stavo diventando un bambino molto triste e malinconico. Quindi ad un certo punto ho fatto una scelta. Questa bambina che stava dentro di me per me era come una principessa chiusa nel castello, io la dovevo liberare. Ma non veniva nessun principe a liberare questa principessa, la dovevo liberare io, così un giorno ho deciso di confessarmi a tutti, ai miei compagni di classe e sono diventata quello che sono”.

Alla domanda sul significato del proprio nome, l’attivista lgbt cerca di glissare su “lussureggiante, una persona che ama la vita in tutti i sensi”, cercando non senza difficoltà di dosare le parole di fronte al giovane pubblico.

Le domande fioccano, i bambini rimangono a metà tra l’incuriosito e il perplesso, Vladimir racconta i suoi primi passi nel mondo della disforia di genere.

“Quando mi guardavo allo specchio aspettavo che mi spuntassero i seni, e invece mi spuntavano i baffi. Una tragedia! Quella peluria non mi piaceva, me la toglievo con le pinzette.”

Culmine della trasmissione, il momento della favola narrata da Luxuria: l’improponibile storia di un “uccello dalle piume colorate chiuso in una gabbia”, e della bambina che rischiò la prigione per liberarlo… tutto deve riguardare libertà e diritti quando l’ex onorevole è in cattedra.

Ma a Vladimir non è andato giù che l’orario di trasmissione della puntata sia stato posticipato alle 22.20 anziché in prima serata.

Quella che è sembrata una giusta mediazione (la discutibile propaganda gender, ma almeno in un orario meno accessibile ai giovanissimi) ha fatto infuriare l’ex parlamentare: “forse in questo periodo certi temi sono troppo scomodi persino per Rai3?”, aveva twittato poco tempo fa.

Le reazioni

“Caro Luxuria, ma quale favoletta sul maschietto che non era contento di essere maschietto! La trasmissione Alla Lavagna, andata in onda ieri sera in seconda serata su Raitre, è stata una scelta ben precisa: quella di indottrinare i bambini attraverso vere e proprie lezioni sul cambio di sesso. Si vergogni, e anche la Rai»; è la denuncia di Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidenti di Pro Vita e Generazione Famiglia che sono tra le associazioni promotrici del Family Day, «È ancora più scandaloso che si sia usata una metafora ornitologica sull”uccello che si libera dalla sua gabbia’ davanti a orecchie innocenti come quelle dei bimbi, facendo accettare di fatto la propaganda gender anche ai minori», hanno accusato i due presidenti.

«Si è trattato di uno show non adatto ai minori e per di più sulla Tv di Stato di cui siamo obbligati a pagare il canone. Bene ha fatto il senatore Simone Pillon a chiedere un’interrogazione in Commissione di Vigilanza Rai» hanno proseguito indignati Brandi e Coghe.

«Non sono solo favolette, questa è teoria del gender», hanno poi concluso Pro Vita e Generazione Famiglia, «e ci appelliamo affinché il nuovo Presidente della Rai, Marcello Foa, ascolti le famiglie e non le lobbies Lgbt e intervenga contro questi lavaggi del cervello a minori indifesi i cui diritti fondamentali all’infanzia e alla protezione dell’innocenza vengono continuamente calpestati». – Fonte: Il primato nazionale