Lerner vuole giustificare la tentata strage di Ousseynou? Ecco il suo tweet

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Da Lerner a Repubblica: quella sinistra che vuole giustificare l’attentatodi Valerio Benedetti

Roma, 21 mar – C’è da immaginarseli politici e intellettuali di sinistra, non appena è stata diffusa la notizia della tentata strage sullo scuolabus a San Donato Milanese.

«E ora che ci inventiamo?», avranno pensato. In effetti, deve essere stato un duro colpo, anche soltanto a leggere l’identikit di Ousseynou Sy: immigrato con cittadinanza italiana, precedenti penali tra cui abusi sessuali su un minore (e le femministe che dicono?), rivendicazione ideologica del gesto («voglio vendicare le morti in mare»), aggravante di terrorismo, bambini come potenziali vittime. Insomma, il sogno dell’integrazione che se ne va in frantumi, senza diritto d’appello.

Silenzio radio (e social) a sinistra. E, invece, nulla. Dal fronte sinistro non si odono o si leggono commenti sull’accaduto. Silenzio assordante, imbarazzato, imbarazzante. Ipocrita.

Il tweet di Gad Lerner

Però, insomma, qualcosa dovrà esser pur detto. E infatti oggi, dopo aver cercato di metabolizzare l’evento, la sinistra alla fine parla. Ma, anche stavolta, sarebbe stato meglio che se ne fosse rimasta zitta.

Leggere per credere che cosa ha scritto Gad Lerner: «La follia criminale del cittadino italiano Ousseynou Sy – si legge su Twitter – è l’esito di una contrapposizione isterica che manifesta ostilità agli immigrati additandoli come privilegiati, negando le loro sofferenze e la loro umanità».

Ousseynou Sy è un italiano, non un immigrato; e la colpa è dell’ostilità creata (da Salvini?) verso gli stranieri. Chapeau.

«Ha stato Salvini». Ma non finisce qui. Anche Enrico Rossi (Pd), governatore della Regione Toscana, prende coraggio e dà fiato alla bocca:

«L’odio richiama l’odio – ha scritto su Facebook – e il terrorismo richiama il terrorismo, la riduzione dell’uomo a mero strumento genera mostri. Per tutti c’è motivo di riflessione. La politica non deve usare le parole dell’odio e della discriminazione se non vuole alimentare la spirale di violenza e fare arretrare la sicurezza di tutti i cittadini. La parola convivenza, confronto, rispetto reciproco devono tornare al centro della politica e della vita sociale e civile».

Sembra di sognare: «il terrorismo richiama il terrorismo» scrive Rossi. Che avrà voluto dire? Forse che Salvini, con le sue politiche dei porti chiusi, fa terrorismo?

Anche lasciandogli il beneficio del dubbio, il modus cogitandi del governatore piddino rimane comunque grottesco: di fronte a un evento che spazza via la loro narrazione immigrazionista, i dem hanno il coraggio di rilanciare un «più integrazione». Contenti loro…

Fonte: IL PRIMATO NAZIONALE – Titolo originale: Da Lerner a Repubblica: quella sinistra che vuole giustificare l’attentato