C’è una legge che ci impedisce di gestire il tempo: ecco come aggirarla

    legge di parkinson

    Perché il tempo non ti basta mai? È colpa della “Legge di Parkinson” – di Jennifer Delgado Suárez

    Quanto tempo ti serve per fare la valigia? Tutto il tempo che hai. Né più né meno. Se hai poco tempo la farai in pochi minuti, se hai più tempo un’ora o più. La colpa è della “Legge di Parkinson”, applicata alla gestione del tempo.

    Molte persone, immerse fino al midollo nella cultura della produttività o dell’iperattività, non provano alcun piacere ad essere inattive, per loro è “divertente” e “interessante” avere sempre molto da fare, così non hanno mai del tempo libero.

    Qui entra in gioco la “Legge di Parkinson”, che si basa su tre idee: 1. il lavoro si estende fino ad occupare tutto il tempo disponibile;

    2. le spese aumentano fino a coprire tutti i profitti; 3. il tempo dedicato ad ogni attività del quotidiano è inversamente proporzionale all’importanza della stessa. Ti suona familiare?

    Come è nata la Legge di Parkinson? Cyril Northcote Parkinson era uno storico navale britannico e astuto osservatore della pubblica amministrazione e del sistema gestionale.

    Parkinson si rese conto che, nella misura in cui l’impero d’oltremare britannico era in declino e aveva meno colonie da amministrare, il numero del personale aumentava.

    Ogni anno si incorporavano tra il 5 e il 7% in più di impiegati, anche se il lavoro burocratico diminuiva oggettivamente. Era una contraddizione.

    Quindi Parkinson si chiese cosa stava succedendo. Capì allora che il lavoro si espande andando ad occupare tutto il tempo e le risorse disponibili, indipendentemente dalle ore effettive necessarie e dall’importanza oggettiva delle attività. E lo dimostrò con formule matematiche e dati statistici.

    Legge di Parkinson: non solo sul lavoro

    Certo, la sua teoria non si limita solo al funzionamento delle pubbliche amministrazioni, ma si applica anche alla nostra vita quotidiana.

    Possiamo arrivare ad essere veri esperti nell’applicazione della Legge di Parkinson nella nostra quotidianità.

    Prolungare le attività non consuma solo il tuo tempo, ma anche la tua energia

    Secondo la Legge di Parkinson, se ti dai una settimana per completare un lavoro che richiede solo un giorno, il compito aumenterà in complessità per riempire il tempo libero.

    E ciò che è ancor peggio: quella attività si trasformerà in un buco nero che assorbe non solo il tuo tempo, ma anche la tua energia. L’attività ti genererà stress e ansia, diventando estenuante.

    Certo, non è l’attività in sé a complicarsi, ma il nostro modo di affrontarla e gestirla.

    Il problema è che più tempo abbiamo a disposizione, più a lungo rimanderemo. Oggi ne faremo una piccola parte e lasceremo un’altra piccola parte per domani.

    Quando ci troviamo in questa situazione, non ci rendiamo conto che a stressarci di più non è il semplice realizzare le attività, ma sono piuttosto le attività non concluse, il ricordo costante di ciò che abbiamo in sospeso.

    Riflettere continuamente su quell’agenda mentale è psicologicamente estenuante.

    Alla base di questa trappola che tendiamo a noi stessi c’è la convinzione che dobbiamo “lavorare sodo”.

    Ci hanno inculcato la terribile idea che più tempo impieghiamo a fare qualcosa, più valore avrà questa.

    Ovviamente, non è sempre così. Ma non ci hanno insegnato a “lavorare in modo intelligente ed efficiente”.

    La Legge di Parkinson e la paralisi decisionale nella vita di tutti i giorni

    Cosa vuoi fare? / Non lo so, cosa vuoi fare tu? / E se andassimo al cinema? / Ehi, stavo proprio pensando che potremmo andare a X, Y, Z…? / Come preferisci. / No, come preferisci tu.

    E così il discorso si prolunga per più di mezz’ora, o il tempo che abbiamo a nostra disposizione per scegliere il posto.

    Questo è ciò che in psicologia si conosce come: “paralisi decisionale” e si verifica quando abbiamo così tante opzioni a disposizione da cadere vittima della “fatica decisionale”.

    Uno studio molto interessante condotto presso la Columbia University analizzò cosa accade quando in un negozio di alimentari possiamo scegliere tra 6 o 24 diverse marmellate.

    I risultati furono sorprendenti: non solo tardiamo molto di più a scegliere quando abbiamo tante possibilità, ma restiamo anche paralizzati, letteralmente.

    Nell’esperimento, il 30% dei clienti finì per acquistare una delle sei marmellate, ma solo il 3% delle persone che potevano scegliere tra 24 diversi tipi di marmellata ne comprò una.

    Poter scegliere tra tante possibilità ci consuma mentalmente, rende la decisione più difficile e termina paralizzandoci.

    Questo fenomeno è profondamente legato alla Legge di Parkinson, essendo uno dei motivi principali per cui non terminiamo le attività ma le allunghiamo il più possibile.

    Nel caso della valigia, sappiamo che dobbiamo riempirla, ma è difficile scegliere cosa indossare tra tante cose. Questo ci porta a procrastinare.

    Gestione del tempo: Come eludere la Legge di Parkinson? Gli psicologi dell’American Institute for Research di Washington misero alla prova la Legge di Parkinson.

    Reclutarono un gruppo di persone per analizzare in che modo il limite di tempo avrebbe influito sulla loro efficacia.

    Nei primi tre test, i partecipanti ebbero a disposizione il doppio del tempo necessario per completare un’attività, mentre un altro gruppo di persone ebbe solo il tempo giusto.

    Altri esperimenti e risultati

    In un altro esperimento, chiesero ad alcuni di lavorare velocemente e ad altri di “lavorare il più rapidamente possibile”. Cosa accadde?

    Questi psicologi scoprirono che quando abbiamo molto tempo a disposizione per finire un compito, lo usiamo tutto, anche se potremmo finire prima.

    Ma videro anche che il livello di efficacia dipenderà dagli obiettivi che ci siamo prefissati.

    Le persone a cui venne chiesto di lavorare il più rapidamente possibile finirono prima e non commisero più errori di quelle a cui fu detto di lavorare velocemente.

    Stabilisci obiettivi realistici. Questo esperimento ci mostra che l’antidoto principale alla Legge di Parkinson è stabilire obiettivi realistici.

    Una buona gestione del tempo sembra essere in grado di stimare oggettivamente qual è il tempo di cui abbiamo bisogno per eseguire un’attività, e lavorare in base a questo.

    Dai priorità alle attività più importanti. Ogni giorno abbiamo decine di attività da svolgere.

    Dobbiamo imparare a individuare i compiti meno importanti nella nostra agenda perché sono quelli che tendono ad espandersi andando a occupare tutto il nostro tempo.

    Pertanto, dobbiamo essere molto chiari sulle nostre priorità quotidiane, per dedicargli più tempo.

    Cerca degli incentivi per finire prima. Non siamo robot, quindi stabilire un limite di tempo e sapere quali sono le nostre priorità non garantisce al 100% che ci salveremo dalla procrastinazione.

    Un ulteriore aiuto è quello di concederci dei piccoli premi se finiamo prima. Questo ci aiuterà a rimanere concentrati e motivati.

    Semplicemente, agisci. Per evitare la paralisi decisionale, la cosa migliore da fare è ridurre le opzioni.

    Se vuoi fare un viaggio, per esempio, inizia limitando le opzioni per area geografica o livello di traffico. Una volta che hai scelto, parti.

    Fonti

    Bryan, J. F. & Locke, E. A. (1967) Parkinson’s Law as a goal-setting phenomenon. Organizational Behavior and Human Performance; 2(3): 258-275.  

    Iyengar, S. S., & Lepper (2000) When Choice is Demotivating: Can One Desire Too Much of a Good Thing? Journal of Personality and Social Psychology; 79: 995-1006

    Fonte: Angolo della psicologia – Ti potrebbe interessare anche Ecco le 10 regole di Schopenhauer per essere felici ed evitare sofferenze

    Denise Baldi

    Chimica appassionata di rimedi naturali e tutto quello che riguarda la salute in generale. Interessata ai metodi educativi dolci che lasciano libertà al bambino. Amante della cucina.
    Fare buona informazione è il suo scopo primario.
    E-mail: baldidenise1982@gmail.com