Da sotto l’adesivo spunta la fake news

Da sotto l’adesivo spunta la fake news

  • di Emma Stepan

I talloncini per ‘marchiare’ gli antifascisti? Ce li avevano gli stessi antifascisti nel centro sociale

È del tre marzo la notizia di un raid notturno per le strade di Pavia, durante il quale decine di abitazioni di noti antifascisti sarebbero state “marchiate” da sinistri adesivi: “Qui abita un antifascista” con l’immagine del coordinamento civico Rete Antifascista inconfondibilmente barrata in rosso. Un risveglio di sgomento per parecchi antifascisti, colpiti citofoni, cancelli e portoni di casa.

Immediatamente si grida all’atto intimidatorio tipicamente squadrista ed il primo a fiutarne la presenza è l astuto assessore pavese alla Cultura, seguito a ruota libera dal sindaco Depaoli, per il quale tutta la città è Antifa. Nel mirino anche l’Anpi che paragona il funesto episodio ai “peggiori ricordi della Germania nazifascista” ma si dichiara vicino ai “compagni e alle compagne violati”. Giungono telefonate di conforto anche dalla Presidenta Boldrini tra sdegno e costernazione.

Compagni violati, marchiati e abusati dal nazifascismo dilagante e fuori controllo. Questa l’opinione di tutti loro. Ma non si sono persi d’animo e per contrastare la collosa e nera minaccia, il popolo antifascista ha dato vita ad un simpatico evento. Dopo aver prodotto in fretta e furia gli stessi adesivi degli ignoti fascisti, li ha distribuiti a tutta la Pavia antifascista durante un simpatico aperitivo.

Sulla pagina Facebook che pubblicizzava l’evento si leggeva: “Noi siamo quelli che dopo l’attentato di Macerata e il pestaggio di Pavia, hanno voluto dare una risposta di orgoglio e determinazione con un corteo antifascista militante il 7 febbraio 2018”. E li abbiamo visti infatti il 7 febbraio mentre, con un corteo non autorizzato sbandierando la trita e ritrita scusa dell’antirazzismo, cercavano invece lo scontro con chi stava in quello stesso momento, ma autorizzato, ricordando i martiri delle Foibe.

Insomma tutti antifascisti, tutti intrisi dei valori della resistenza, contro un ignoto nemico, che poi in alcuni momenti prende il nome di gruppi fascisti. Gli stessi che, nel disprezzo dei sacri precetti della Costituzione, si presentano lo stesso alle elezioni. Trovando anche il tempo, in quell’incasinatissimo periodo qual è quello elettorale, per buttarsi in ignobili atti di squadrismo adesivo. Il problema è stato quello di individuare un colpevole: l’ignoto fascista. Dobbiamo dirlo, la figura dell’ignoto fascista tra gli antifascisti pavesi è molto gettonata e l’ultima volta che si cercò di fare un identikit dei presunti skinheads che avrebbero picchiato dei ragazzi di origine marocchina, ne uscì una sorta di John Travolta tatuati e con gli stivali. Quasi delle figure mitologiche e malvagie che sfruttano le tenebre per tormentare i poveri antifascisti

Nel frattempo loro continuano imperterriti a manifestare “pacificamente”, vittime armate di bastoni al motto di “ora e sempre resistenza”. A Torino il 22 febbraio ne venne fuori una guerriglia urbana e come dimenticare la maestra Lavinia, l’insegnante elementare antifascista che augurava la morte ai poliziotti, più vicina a Hannibal Lecter che alla Montessori.

Torino, dicevamo, e il clamoroso colpo di scena che ha incastrato i compagni marchiati nel citofono. Si perché a seguito degli scontri, la Digos ha indetto delle perquisizioni e nella casa della studentessa antifascista G.V., sono saltati fuori ben 800 adesivi con scritto “Qui abita un antifascista”, quegli stessi adesivi che gli ignoti fascisti avevano usato a Pavia. Casca l’asino dunque, anzi precipita rovinosamente sulla penosa e demenziale figuraccia degli Antifa che alla fine se la sono fatta e detta da soli.

Come la pensano adesso i marchiati delle istituzioni pavesi? Sicuramente faranno un corteo, mentre l’ignoto fascista resterà a danzare nelle tenebre come John Travolta in pulp fiction, in attesa dell’ennesima caz… ops volevamo dire fake news di cui essere accusato.

Fonte: IL GIORNALE D’ITALIA