Paga 2 culturisti per inscenare aggressione omofoba e incassare di più

jussie smollett

Ultimamente si è parlato molto della vicenda di Jussie Smollett, celebre attore americano della serie televisiva Empire.

Un mese fa infatti l’attore aveva denunciato di aver subito un’aggressione omofoba e razzista.

Le indagini però hanno portato a una conclusione diversa e a un finale che sicuramente l’attore non avrebbe immaginato.

Riportiamo un post pubblicato da Daniele Scalea, esperto di geopolitica, che ha analizzato l’accaduto.

Jussie Smollett e la messa in scena

“Jussie Smollett era un predestinato al successo negli Usa. Talento (recita fin da giovanissimo ed è anche cantante), quarti di quella nuova nobiltà che oggi si chiama “diversità” (origini ebraiche per parte di padre e afro-americane per parte di madre, è gay dichiarato con tendenze “gender-fluid”), le “giuste” idee politiche (come tanti colleghi del jet-set aperto critico del Presidente Trump).

Circa un mese fa, Smollett lancia una denuncia clamorosa: due uomini l’hanno aggredito, urlando insulti razzisti e contro gli omosessuali, inneggiando a Trump, mettendogli un cappio attorno al collo con chiaro riferimento ai linciaggi di epoche passate.

L’indignazione è vasta: politici, giornalisti, vip denunciano “l’emergenza razzismo” e addossano la colpa al politico “razzista” (non è un déjà-vu: semplicemente i media italiani ricalcano gli stilemi degli americani). Si preparano in gran fretta leggi “anti-linciaggio” e ci si interroga sul degrado della società causato sicuramente da Trump.

Nel giro di poche settimane, tuttavia, la situazione si ribalta: oggi è Jussie Smollett a essere stato arrestato e dover affrontare un’accusa che potrebbe costargli tre anni di carcere, mentre già è stato licenziato dalla produzione della serie “Empire”.

Le indagini della polizia hanno permesso di scoprire che l’aggressione non è mai avvenuta.

Jussie Smollett avrebbe pagato due fratelli culturisti nigeriani, Abel e Ola Osundairo, per inscenarla.

L’obiettivo era assurgere al rango di “martire” per ottenere compensi maggiori come attore. “Emergenza razzismo” auto-prodotta, a quanto pare. Che dite: un altro déjà-vu?”

Maurizio Spezia

Appassionato di sport in generale, ospite fisso su Centro Suono Sport ogni lunedì sera.
E-mail: mauriziospezia81@gmail.com