Ouday Ramadan: un siriano può avere fiducia nel governo italiano?

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Ouday Ramadan è un noto attivista siriano che da anni ormai lotta senza sosta per difendere la Siria e il suo presidente Bashar Al Assad.

Sempre aggiornato grazie ai suoi continui viaggi in Siria, il suo paese natale, e spesso invitato per tenere conferenze nel nostro paese dove risiede da molti anni.

In questa interessante intervista rilasciata a RT a ottobre commenta argomenti ancora attuali: il viaggio di Conte a Mosca, i rapporti tesi tra Bruxelles e Italia e la riapertura dell’Ambasciata Italiana a Damasco.

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Intervista a Ouday Ramadan

Giornalista: Cosa si aspetta Roma dall’avvicinamento con Mosca? Ouday Ramadan: Mi lasci esprimere la mia felicità per aver visto il Presidente del Consiglio Italiano finalmente a Mosca.

Contrariamente al tuo ospite francese (ospite che ha precedduto Ramadan ndr), credo che questo incontro segni una nuova fase nei rapporti politici fra Roma e Mosca.

Il Presidente Conte ha espresso la volontà degli italiani invitando il Presidente Putin in Italia, dato che manca da molto tempo.

È vero che in passato ci sono stati alcuni rapporti con l’Italia sotto il governo Berlusconi, come dice il tuo ospite, ma erano rapporti di amicizia personale. Oggi il quadro è diverso.

Questa visita assume significati più importanti. Il fatto che Conte abbia firmato ben quattordici accordi commerciali con la Russia sta a significare, nel linguaggio politico, uno schiaffo alle sanzioni economiche imposte alla Russia da parte della banda dei banchieri di Bruxelles.

Si tratta di un salto di qualità dell’Italia nei rapporti esteri. A onor del vero, le forze politiche che reggono questo nuovo governo italiano durante la campagna elettorale avevano dato un largo margine di rilievo all’importanza dei rapporti politici con la Russia.

Forse sono stati costretti dal peggioramento della ripresa economica. Quando sono state varate le sanzioni al Cremlino i più danneggiati sono state le aziende italiane che esportavano i loro prodotti in Russia.

Rapporti tesi tra Bruxelles e l’Italia

Giornalista: C’è stato un peggioramento dei rapporti fra Bruxelles e l’Italia, ma anche con gli altri stati europei in particolare la Francia. Cosa ne pensa?

Ouday Ramadan: Il tuo ospite dalla Francia, riguardo all’accoglienza francese dei clandestini, mi ricorda alcuni avari di un proverbio Siriano.

Quando ricevono un ospite, lo invitano a pranzo dicendogli: “Mangi da noi? Altrimenti alla trattoria è meglio. Dormi da noi? Ma in albergo staresti più comodo”. Così la Francia tratta i flussi dell’immigrazione, scaricandoli sul territorio italiano.

E pretende di dare lezioni di etica agli italiani. Sul piano economico, le pressioni sull’Italia da parte di Bruxelles si sono inasprite.

Ad esempio gli italiani sono costretti a buttare le arance in mare e devono fare spazio a quelle importate da ogni dove per sottostare alle politiche economiche europeiste.

Bruxelles si intromette persino nelle nomine delle cariche politiche italiane. Non dimentichiamo le loro dichiarazioni alla vigilia del primo incarico affidato da Mattarella a Conte.

Mosca e Roma unite anche per gli aiuti in Siria?

Giornalista: Un altro punto è stato discusso con il Presidente Putin, cioè quello relativo agli aiuti italiani in Siria. Pensa che sia realizzabile e che questa collaborazione rallenterebbe i flussi di immigrazione in Italia?

Oudat Ramadan: In più di un’occasione è stato detto ai governi italiani che interrompere i rapporti diplomatici con la Repubblica Araba di Siria, durante questa crisi, avrebbe aumentato il flusso dei migranti, e anche quello dei terroristi, siano essi siriani oppure quelli che si spacciano per tali.

Concludendo, l’Italia di oggi ha avuto un cambiamento politico, seppur timido, nei confronti della Siria.

La disponibilità di Conte a collaborare con la Russia per quanto riguarda la Siria lascia acceso un filo di speranza.

L’Italia, e anche l’Europa, se vuole adottare misure serie per combattere l’immigrazione clandestina e il flusso dei terroristi, devono tassativamente collaborare con la Federazione Russa e la Repubblica Araba di Siria.

L’auspicio è che Conte riapra l’Ambasciata Italiana a Damasco e ripristini un rapporto millenario fra i due paesi.

TRATTO DALLA MIA INTERVISTA RILASCIATA ALLA TV RUSSA SULLA VISITA DI CONTEGiornalista: cosa si aspetta Roma dall'avvicinamento con Mosca?Io: mi lasci esprimere la mia felicità per aver visto il Presidente del Consiglio Italiano finalmente a Mosca. Contrariamente al tuo ospite francese, credo che questo incontro segni una nuova fase nei rapporti politici fra Roma e Mosca. Il Presidente Conte ha espresso la volontà degli italiani invitando il Presidente Putin in Italia, dato che manca da molto tempo. È vero che in passato ci sono stati alcuni rapporti con l’Italia sotto il governo Berlusconi, come dice il tuo ospite, ma erano rapporti di amicizia personale. Oggi il quadro è diverso. Questa visita assume significati più importanti. Il fatto che Conte abbia firmato ben quattordici accordi commerciali con la Russia sta a significare, nel linguaggio politico, uno schiaffo alle sanzioni economiche imposte alla Russia da parte della banda dei banchieri di Bruxelles. Si tratta di un salto di qualità dell'Italia nei rapporti esteri. A onor del vero, le forze politiche che reggono questo nuovo governo italiano durante la campagna elettorale avevano dato un largo margine di rilievo all’importanza dei rapporti politici con la Russia. Forse sono stati costretti dal peggioramento della ripresa economica. Quando sono state varate le sanzioni al Cremlino i più danneggiati sono state le aziende italiane che esportavano i loro prodotti in Russia.Giornalista: c'è stato un peggioramento dei rapporti fra Bruxelles e l’Italia, ma anche con gli altri stati europei in particolare la Francia. Cosa ne pensa?Io: il tuo ospite dalla Francia, riguardo all'accoglienza francese dei clandestini, mi ricorda alcuni avari di un proverbio Siriano. Quando ricevono un ospite, lo invitano a pranzo dicendogli: “mangi da noi? Altrimenti alla trattoria è meglio. Dormi da noi? Ma in albergo staresti più comodo”. Così la Francia tratta i flussi dell’immigrazione, scaricandoli sul territorio italiano. E pretende di dare lezioni di etica agli italiani! Sul piano economico, le pressioni sull’Italia da parte di Bruxelles si sono inasprite. Ad esempio gli italiani sono costretti a buttare le arance in mare e devono fare spazio a quelle importate da ogni dove per sottostare alle politiche economiche europeiste. Bruxelles si intromette persino nelle nomine delle cariche politiche italiane. Non dimentichiamo le loro dichiarazioni alla vigilia del primo incarico affidato da Mattarella a Conte.Giornalista: un altro punto è stato discusso con il Presidente Putin, cioè quello relativo agli aiuti italiani in Siria. Pensa che sia realizzabile e che questa collaborazione rallenterebbe i flussi di immigrazione in Italia?Io: in più di un'occasione è stato detto ai governi italiani che interrompere i rapporti diplomatici con la Repubblica Araba di Siria, durante questa crisi, avrebbe aumentato il flusso dei migranti, e anche quello dei terroristi, siano essi siriani oppure quelli che si spacciano per tali. Concludendo, l’Italia di oggi ha avuto un cambiamento politico, seppur timido, nei confronti della Siria. La disponibilità di Conte a collaborare con la Russia per quanto riguarda la Siria lascia acceso un filo di speranza. L’Italia, e anche l’Europa, se vuole adottare misure serie per combattere l’immigrazione clandestina e il flusso dei terroristi, devono tassatovamente collaborare con la Federazione Russa e la Repubblica Araba di Siria. L’auspicio è che Conte riapra l’Ambasciata Italiana a Damasco e ripristini un rapporto millenario fra i due paesi.

Posted by Ouday Ramadan on Sunday, October 28, 2018