In Russia non ci stanno: Chiesa ortodossa contro i vaccini obbligatori

chiesa ortodossa russa

In Russia alcuni legislatori hanno proposto l’introduzione dell’obbligo vaccinale nei bambini, una norma che renderebbe difficoltosa l’opposizione dei genitori contrari alla vaccinazione dei figli.

In Italia l’obbligo è già vigente e conosciamo tutte le contestazioni nate negli ultimi anni a seguito della legge Lorenzin.

La Chiesa Ortodossa Russa però ha deciso di intervenire rilasciando una dichiarazione in cui si oppone pubblicamente a questa legislazione proposta.

Il comunicato è stato rilasciato dalla Commissione Patriarcale sulla Famiglia e Protezione della Maternità e dell’Infanzia, un ente di consulenza ufficiale che riporta al capo della Chiesa ortodossa russa: il Patriarca Kirill.

Il comunicato della Chiesa russa ortodossa

Il sito russian-faith.com ha pubblicato il comunicato in lingua originale della Commissione Patriarcale sulla Famiglia e Protezione della Maternità e dell’Infanzia.

Sui diritti dei genitori nel campo della salute dei bambini e dell’immunoprofilassi. Dichiarazione della Commissione patriarcale sulla Famiglia e Protezione della Maternità e dell’Infanzia

La Commissione Patriarcale per la Famiglia, la Maternità e l’Infanzia ha ricevuto appelli a esprimere una posizione riguardo la discussione pubblica sulle misure proposte da singoli legislatori, rappresentanti di dipartimenti governativi e specialisti, con la finalità di aumentare la copertura nella popolazione – soprattutto nei bambini – con vaccini preventivi.

Recentemente, in occasione di eventi di alto livello, sono state proposte alla discussione pubblica delle misure, in particolare:

– limitazione del diritto dei genitori a dare il consenso volontario informato alla vaccinazione preventiva dei bambini o a poterla rifiutare;

– limitazione dei diritti dei bambini non vaccinati a poter frequentare le scuole o altri servizi educativi;

– introduzione di tesserini vaccinali obbligatori per i bambini (compresi documenti elettronici) dove sia riportato il motivo del rifiuto di queste o altre vaccinazioni;

– limitazione delle informazioni fondamentali, anche critiche, nei confronti della prevenzione vaccinale.

A questo proposito, la Commissione patriarcale ritiene necessario dichiarare quanto segue: “La Chiesa ortodossa ha sempre mostrato rispetto per le attività mediche, che si basano sul ministero dell’amore, volto a prevenire e alleviare la sofferenza umana” [1].

Grazie ai progressi della scienza medica, anche nel campo della prevenzione, sono diventati possibili la prevenzione e il trattamento di molte malattie, così come il serio sollievo delle sofferenze che queste portano alle persone.

La chiesa non vuole sostituirsi alla scienza

La chiesa non valuta né l’efficacia, né il rischio degli effetti collaterali di specifici interventi medici o farmaci. Questa valutazione è l’oggetto di ricerche basate su standard scientifici e e libere discussioni degli specialisti universitari. Allo stesso tempo, “La Chiesa mette in guardia contro i tentativi di assolutizzare qualsiasi teoria medica” [2], ricordando che le opinioni scientifiche sono in continuo sviluppo e sempre aperte a critiche valide, che possono portare a correzioni e, talvolta, a revisioni di idee date ormai per assodate.

Allo stesso tempo, la Chiesa non può esimersi dal valutare gli aspetti morali di questa sfera dell’attività umana. In particolare la sua posizione di basa su questo principio: “La relazione medico-paziente deve essere basata sul rispetto per l’integrità, la libera scelta e la dignità della persona. La manipolazione dell’uomo è inaccettabile anche in nome dei più nobili propositi”[3].

Prima di tutto, la preoccupazione per il benessere dei bambini, inclusa la loro salute, è affidata da Dio ai loro genitori. Lo Stato e la società dovrebbero rispettare la priorità dei diritti e delle responsabilità dei genitori, basate sulla presunzione della loro buona fede. Spetta ai genitori prendere le decisioni relative all’educazione dei bambini, alla loro istruzione e alla loro assistenza sanitaria. L’eccezione a questo principio può essere valida solo in presenza di azioni deliberatamente malvagie o criminali dei genitori.

Trattamento medico: il diritto di rifiutarlo dopo i crimini nazisti

Vale la pena ricordare che nei sistemi giuridici di diversi Paesi il riconoscimento della necessità di ottenere un consenso volontario informato prima di un intervento medico e il diritto di rifiutarlo è stato il risultato della condanna dei crimini nazisti nel processo di Norimberga, comprese le manipolazioni mediche imposte e gli esperimenti effettuati su persone. Da allora, il rispetto di questi principi etici e legali è diventato una caratteristica comune e presente in ogni società normale.

Questi principi sono riconosciuti dalla legge russa. Molte leggi federali proclamano il diritto dei genitori a dare il loro consenso volontario informato a un intervento medico sui loro figli, comprese le vaccinazioni preventive, o di rifiutarlo [4].

È noto che, insieme al rischio delle malattie infettive, esiste anche il rischio di gravi complicazioni – fino alla morte – a seguito della vaccinazione preventiva. In questa situazione, è il paziente stesso che dovrebbe fare la scelta. Nel caso di un bambino invece, sono i genitori coloro che dovrebbero fare una scelta a seconda di ciascun caso, tenendo conto dei consigli e delle raccomandazioni degli specialisti, nonché di altre informazioni. Nessuno ha il diritto di fare questa scelta al loro posto, neanche se guidata dalla comprensione ben informata del bambino.

Le valutazioni della Commissione patriarcale

La Commissione patriarcale ritiene che: – I genitori dovrebbero mantenere il diritto di prendere decisioni informate in merito alla salute dei loro figli, comprese le vaccinazioni preventive, senza subire alcuna pressione. La persecuzione dei genitori che esercitano questo diritto è inaccettabile.

– I genitori non dovrebbero essere costretti in alcun modo a indicare le ragioni su cui si basano le loro scelte. Le motivazioni di un intervento medico o il suo rifiuto devono rimanere un segreto medico protetto dalla legge.

– Il diritto dei bambini all’educazione, compresa la possibilità di studiare negli istituti scolastici, non dovrebbe essere limitato per la scelta dei genitori di rifiutare le vaccinazioni preventive sui di loro, eccetto nei casi in cui si verifichino malattie infettive di massa o la minaccia immediata di epidemie mortali.

– I genitori dovrebbero essere in grado di prendere le proprie decisioni, ricevendo e valutando in modo indipendente varie informazioni, incluse le informazioni critiche. Limitare la diffusione delle informazioni critiche sui vaccini non porterà ad un aumento della fiducia dei genitori nei professionisti e nel sistema sanitario. Tale fiducia sarà facilitata solo fornendo ai genitori apertamente e onestamente materiale che contenga informazioni complete, verificate e affidabili, comprese le informazioni sui rischi associati alla vaccinazione o a vaccinazioni specifiche.

A questo riguardo, la Commissione patriarcale per la Famiglia, la protezione della Maternità e dell’Infanzia non può sostenere le misure elencate in apertura.

Note: [1] The Foundations of the Social Concept of the Russian Orthodox Church, XI.1. [2] Ibid., Xi.3. [3] Ibid., Xi.3. [4] Art. 20 comma 2 della legge federale “Sui fondamenti della tutela della salute dei cittadini nella Federazione russa”, art. 5 p. 1 e art. 11 p. 2 della legge federale “Immunoprofilassi delle malattie infettive”, art. 7 p. 2 della legge federale “Prevenzione della diffusione della tubercolosi nella Federazione russa”, ecc.

Denise Baldi

Chimica appassionata di rimedi naturali e tutto quello che riguarda la salute in generale. Interessata ai metodi educativi dolci che lasciano libertà al bambino. Amante della cucina.
Fare buona informazione è il suo scopo primario.
E-mail: baldidenise1982@gmail.com